Germania in marcia verso il riarmo, ma i medici insorgono. Ecco le ragioni

Roberto Vivaldelli

12/12/2025

L’organizzazione dei medici contro la guerra nucleare, accusa Merz di alimentare una pericolosa spirale di escalation.

Germania in marcia verso il riarmo, ma i medici insorgono. Ecco le ragioni

Mentre le trattative per raggiungere un accordo in Ucraina tra Stati Uniti e Russia proseguono tra mille difficoltà, sopratutto per via dell’azione di sabotaggio messa in campo dai «volenterosi» e dal cosiddetto «partito della guerra» transnazionale, la Germania accelera sul fronte del riarmo militare.

Con investimenti record e una retorica sempre più aggressiva, il paese tedesco potrebbe presto vantare l’esercito meglio attrezzato del Vecchio Continente.

Tuttavia, questa corsa alle armi incontra una dura opposizione da parte della società civile, che accusa il cancelliere Friedrich Merz di alimentare una pericolosa spirale bellicista, isolando Berlino dal dialogo internazionale e dai tavoli che contano.

Un «buon esempio» per la Nato, secondo Rutte

Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, non ha risparmiato elogi alla Germania durante un incontro con il cancelliere Merz tenutosi giovedì a Bruxelles. «La Germania sta dando il buon esempio», ha dichiarato Rutte, lodando il ruolo di Berlino come «forza trainante nel partenariato transatlantico». Parole che arrivano in un momento cruciale: il budget della difesa tedesca è stato gonfiato a oltre 100 miliardi di euro annui, con piani per modernizzare carri armati Leopard, sistemi missilistici e cyber-difese. Esperti militari stimano che, entro il 2030, la Bundeswehr potrebbe superare Francia e Regno Unito in termini di capacità operative, diventando il pilastro europeo della deterrenza Nato.

Merz, leader della Cdu e al timone del governo da meno di un anno, ha fatto del riarmo una bandiera politica. «Dobbiamo essere pronti a difendere i nostri valori contro minacce esistenziali», ha ripetuto in recenti discorsi, puntando il dito contro contro Mosca. Ma in Germania c’è chi contesta la narrazione guerrafondaia del Cancelliere. Un recente studio pubblicato dall’Istituto per la Pace di Berlino denuncia «trucchi retorici» dell’Ue per legittimare l’Aufrüstung (riarmo): da campagne mediatiche che enfatizzano la «minaccia russa» a fondi europei mascherati da «sicurezza verde» che finanziano armamenti per miliardi.

I medici scendono in campo contro il riarmo

In questo contesto, La risposta della società civile non si è fatta attendere. La sezione tedesca dell’Internazionale dei Medici per la Prevenzione della Guerra Nucleare (IPPNW), organizzazione Nobel per la Pace, ha lanciato un appello urgente alla Bundesregierung, citato da Berliner Zeitung: «È tempo di abbandonare l’immagine del nemico russo e di adottare una nuova politica di distensione».
L’appello, sottoscritto da migliaia di intellettuali, medici e attivisti, denuncia come la retorica di Merz perpetui «un’escalation spiral» che rischia di sfociare in un «conflitto aperto tra Nato e Russia, e dunque in una guerra mondiale nucleare».
«Accusare solo l’invasione russa del 2022 – che condanniamo come violazione del diritto internazionale – è miope», si legge nel documento. «Per porre fine alla guerra in Ucraina, dobbiamo rispettare non solo gli interessi di sicurezza ucraini, ma anche quelli russi».

Tra le proposte concrete: abbandonare l’idea di un’Ucraina nella Nato, sancire la sua neutralità permanente, riconoscere lo status della Crimea come base della flotta russa nel Mar Nero e l’autonomia culturale dell’Est ucraino a maggioranza russofona. L’IPPNW invoca anche un ritorno ai trattati di controllo armamenti del dopoguerra: salvare il New START (in scadenza nel 2026), resuscitare l’INF Treaty (denunciato da Trump nel 2019) per liberare l’Europa dai missili nucleari a medio raggio, e aderire al Trattato sul divieto delle armi nucleari (TPNW), invece di spendere miliardi per aggiornare le testate USA sul suolo tedesco.

«Merz ci sta trascinando in fantasie militari che costano care e mettono a rischio la pace», tuona Angelika Claussen, portavoce dell’IPPNW. «La storia ci insegna che l’espansione della Nato, non la distensione della Guerra Fredda, ha seminato i semi di questo caos. Vogliamo diritto internazionale, non una ’ordine basato su regole’ che è solo un sinonimo di egemonia occidentale».