USA: fiducia consumatori sui massimi, ma investitori sempre più cauti

I mercati azionari statunitensi continuano a battere i record, portando la fiducia delle imprese e dei consumatori in prossimità dei massimi storici, ma cosa ne pensano gli investitori istituzionali?

USA: fiducia consumatori sui massimi, ma investitori sempre più cauti

Nell’ultima rilevazione della fiducia dei consumatori elaborata dal Conference Board statunitense è emersa ancora molta positività nei confronti della prima economia mondiale. Il dato è infatti salito a 138,4 punti a settembre dai 134,7 punti rilevati ad agosto, superando inoltre le stime degli analisti che inizialmente andavano in una direzione opposta.

Il presidente Usa Donald Trump sta promuovendo la crescente fiducia dei consumatori americani evidenziando la sua ascesa verso i massimi degli ultimi 18 anni (non molto lontano dal massimo storico di 144,7 punti raggiunto nel 2000), come prova dei risultati economici della sua amministrazione.


Fiducia dei consumatori USA elaborata dal Conference Board, Fonte: Bloomberg

Trump ha sicuramente ragione a dire che gli americani sono generalmente ottimisti riguardo alle loro prospettive economiche, ed è sicuramente una buona notizia in un’economia in gran parte guidata dalla spesa dei consumatori.

Lo stesso Lynn Franco, Director of Economic Indicators al Conference Board, afferma che questi livelli di fiducia storicamente elevati dovrebbero continuare a sostenere una spesa sana per i consumatori e che dovrebbe essere inoltre una notizia gradita per i rivenditori che si preparano per le festività natalizie.

Del resto, se le persone hanno fiducia nell’economia tenderanno a spendere di più, al contrario, in una situazione di incertezza il consumatore avrebbe un atteggiamento probabilmente più conservativo, risparmiando e rimandando gli acquisti più onerosi, rallentando l’economia.

Tuttavia, gli indicatori di fiducia non sono in grado di segnalare quando i tempi buoni stanno finendo, anche se livelli estremi di ottimismo sono solitamente associati ad imminenti recessioni.

Parallelamente, l’aumento dei prezzi del petrolio, arrivati a circa 82 dollari per barile, potrebbe influenzare sulla dinamica inflazionistica interna e a cascata sulle scelte di politica monetaria della banca centrale. Un aumento del prezzo dell’oro nero infatti spingerebbe verso l’alto le letture dell’inflazione con una conseguente erosione del potere d’acquisto dei cittadini americani.

Questo costringerebbe gli istituti centrali a rispondere con un aumento dei tassi di interesse, probabilmente di entità maggiore da quanto attualmente scontato dai mercati, manovra che potrebbe determinare una fine del ciclo economico prematura, con conseguente rotazione settoriale in uscita da asset azionari e obbligazionari.

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Questa è la crescente preoccupazione degli investitori istituzionali e a confermarlo è l’indice che misura la loro “fiducia”, o meglio, i livelli effettivi di rischio assunti dagli investitori nei loro portafogli.

Questo indice, lo State Street Investor Confidence Index (ICI), elaborato da State Street, misura la fiducia degli investitori istituzionali tenendo conto dei cambiamenti nelle partecipazioni azionarie. Maggiore è la parte di portafoglio che questi investitori sono disposti ad investire in titoli azionari, maggiore è la loro fiducia. A differenza delle principali misure di fiducia del mercato, che misurano le attitudini, lo State Street Investor Confidence Index (ICI) misura le partecipazioni effettive.


State Street Investor Confidence Index (ICI), Fonte: Bloomberg

A livello globale l’indicatore di fiducia di State Street è sceso di 5,7 punti, a quota di 88,3 rispetto ai 94 punti di agosto. La fiducia degli investitori in Nord America ha proseguito il rally negativo, con l’indice che è sceso a 84,5 punti dai precedenti 92. Trend analogo anche in Asia, dove l’indice ha riportato un calo di 2,5 punti, a quota 100. In controtendenza l’Europa, con una crescita della fiducia di 1 punto, che ha portato l’indice a quota 101.

“Per due mesi consecutivi gli investitori istituzionali hanno ridotto la propria esposizione agli asset di rischio, fattore che ha fatto toccare al nostro indice di fiducia degli investitori il livello più basso degli ultimi cinque anni”, ha dichiarato Michael Metcalfe, Senior Managing Director e responsabile Global Macro Strategy di State Street Global Markets.

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