Spese di rappresentanza 2017: deducibilità e detraibilità IVA

Deducibilità e detraibilità IVA delle spese di rappresentanza per imprese individuali in regime ordinario, forfettario e dei minimi, società e professionisti.

Spese di rappresentanza 2017: deducibilità e detraibilità IVA

Spese di rappresentanza 2017: quali sono le regole in materia di deducibilità del costo e detraibilità dell’IVA?

Ma soprattutto, cosa si intende per spese di rappresentanza? Quali regole occorre rispettare in materia di deducibilità delle spese di rappresentanza per le varie categorie di soggetti: imprese, società e professionisti? E dal punto di vista IVA: come funziona la detraibilità per queste particolari voci di spesa?

Le spese di rappresentanza sono una componente importante nella disciplina del reddito d’impresa. Ecco i punti essenziali dell’attuale normativa, con tutto quello che c’è da sapere sulla deducibilità e detraibilità fiscale delle spese di rappresentanza.

Spese di rappresentanza 2017: deducibilità fiscale

Con il decreto legislativo 147/2015 è stata aumentata la deducibilità delle spese di rappresentanza.

Per la distribuzione gratuita di beni è sempre valido il limite dei 50 euro.

Occorre però distinguere i limiti percentuali previsti per quest’anno e quelli che sono entrati in vigore a partire dallo scorso 1° gennaio 2016.

Fino al 31 dicembre 2015 erano deducibili le spese di rappresentanza inerenti e documentate nel rispetto dei seguenti limiti:

  • 1,3% dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica fino ad euro 10 milioni;
  • 0,5% dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica per la parte eccedente euro 10 milioni e fino a 50 milioni;
  • 0,1% dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica per la parte eccedente euro 50 milioni.

Dal 1° gennaio 2016, invece, valgono i seguenti limiti:

  • 1,5% dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica fino a euro 10 milioni;
  • 0,6% dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica per la parte eccedente euro 10 milioni e fino a 50 milioni;
  • 0,4% dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica per la parte eccedente euro 50 milioni.

Questi ultimi limiti sono quelli che devono essere considerati per il periodo d’imposta 2017.

Ci sono poi alcuni casi particolari.

I contribuenti titolari di partita IVA nel regime forfettario, per esempio, non sono interessati dalle regole su deducibilità e detraibilità delle spese di rappresentanza poiché, com’è noto, determinano il reddito in modo forfettario senza addebitare alcun costo.

Spese di rappresentanza 2017: detraibilità IVA

La disciplina IVA delle spese di rappresentanza valida per il 2017 prevede la detraibilità totale delle “spese di vitto e alloggio per ospitare clienti per mostre, fiere ed eventi simili e/o per le trasferte dei propri dipendenti e/o collaboratori”.

In particolare, il dpr 633/1972 (decreto IVA) afferma che “non è ammessa la detrazione dell’IVA relativa alle spese di rappresentanza, tranne quelle sostenute per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore ad euro 50.”

Quindi, ricapitolando, ai fini IVA per le spese di rappresentanza valgono le seguenti regole di detraibilità:

  • detraibilità IVA al 100% per le spese di rappresentanza fino ad euro 50;
  • indetraibilità IVA al 100% per le spese di rappresentanza superiori ad euro 50.

Spese di rappresentanza 2017: definizione, che cosa sono in pratica?

Cerchiamo, infine, di sgomberare il campo da ogni possibile dubbio: cosa sono le spese di rappresentanza?

Le spese di rappresentanza sono tutti quei costi sostenuti per rafforzare il brand dell’impresa.

Non si tratta però di spese pubblicitarie. Le spese di rappresentanza possono essere sostenute, per esempio, per l’organizzazione di convegni, ricevimenti e manifestazioni in senso lato. In ogni caso deve trattarsi di eventi che promuovono l’immagine dell’impresa. Manca in ogni caso il rapporto sinallagmatico: alle spese di rappresentanza non può mai essere collegato direttamente un ricavo.

Dal punto di vista fiscale le spese di rappresentanza devono possedere i seguenti requisiti:

  • devono rispettare il criterio dell’inerenza. Sono inerenti quelle spese di rappresentanza “effettivamente sostenute e documentate riferibili a erogazioni a titolo gratuito di beni e servizi, effettuate con finalità promozionali o di pubbliche relazioni, il cui sostenimento risponda a criteri di ragionevolezza in funzione dell’obiettivo di generare anche potenzialmente benefici economici per l’impresa”;
  • devono essere sostenute con riferimento ai clienti dell’impresa. In questo senso valgono sia i clienti effettivi (cioè quelli attraverso i quali l’impresa produce reddito) sia quelli potenziali (cioè quelli che abbiano già manifestato in qualche modo interesse commerciale nei confronti dell’impresa).

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