Sospensione rate mutuo: come funziona e quali sono i requisiti

In caso di difficoltà economica, è possibile ottenere la sospensione delle rate del mutuo. Scopriamo quali sono i requisiti e se davvero sia conveniente per il debitore.

Sospensione rate mutuo: come funziona e quali sono i requisiti

Nel corso dell’intero piano di ammortamento di un mutuo, che spesso può durare fino a 30 anni, possono accadere eventi spiacevoli che compromettono la capacità di rimborsare le rate del prestito. Questi rischi possono essere prevenuti grazie alla sottoscrizione di polizze assicurative per la protezione, tra le altre cose, contro il rischio di perdita del lavoro, della malattia o del caso morte.

Per coloro che non hanno provveduto a tutelarsi con un’assicurazione adeguata, in certi casi può venire in soccorso un provvedimento che prevede la sospensione delle rate del mutuo qualora un mutuatario si trovasse in difficoltà economiche in seguito ad un evento inaspettato che rende difficile il regolare pagamento del prestito per la casa.

In questa guida vedremo quale sia la procedura da seguire per ottenere la sospensione delle rate del mutuo in caso di necessità, scopriremo quali sono i requisiti per accedervi ed analizzeremo infine se sia davvero un’opportunità conveniente per il debitore.

Sospensione del mutuo: cos’è e come funziona

Nel caso che una famiglia si trovasse in una situazione di difficoltà finanziaria, l’opzione di chiedere la sospensione del mutuo, ovvero l’interruzione temporanea del pagamento delle rate, può rivelarsi una valida soluzione al serio problema di rimanere indietro con il pagamento nei confronti della banca, che comporterebbe una segnalazione come cattivi pagatori alle centrali rischi.

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La legge 244/2007, che ha istituto il Fondo di Solidarietà per i mutui acquisto della prima casa, corre in soccorso delle famiglie in difficoltà economica, rispondendo alle esigenze di quanti si trovino nell’emergenza di non riuscire più a pagare le rate del mutuo e siano costretti a richiedere alla banca di sospendere per un determinato periodo il regolare pagamento del prestito. Grazie a questa normativa, resa operativa dalla successiva legge del 27 aprile 2013, che ha definitivamente introdotto il Fondo, coloro che si trovino in condizioni di difficoltà economiche possono fare richiesta di bloccare temporaneamente il pagamento delle rate fino a due volte e per una durata complessiva di 18 mesi.

Il Fondo di Solidarietà mutui prima casa è gestito da Consap, Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici Spa, società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha il compito di raccogliere le domande di sospensione da parte di famiglie e di imprese e valutare la condizione reale di crisi prima di concedere l’autorizzazione a rimandare il rimborso delle rate del finanziamento.

È importante specificare che in caso di accettazione della domanda di sospensione, la scadenza finale del mutuo sarà posticipata di un numero di mesi pari a quelli ottenuti con la sospensione. Ad esempio, se il mutuo originario prevedesse la scadenza nel 2030, con una sospensione di 12 mesi, la stessa sarebbe prorogata automaticamente al 2031.

Richiesta di sospensione mutuo prima casa: requisiti

I requisiti per accedere alla sospensione delle rate del mutuo sono espressamente previsti dalla legge 244/2007 e nel momento in cui si presenta la richiesta devono essere dimostrabili attraverso idonea documentazione. In particolare, per procedere alla sospensione del mutuo devono presentarsi le seguenti situazioni:

  • l’immobile deve essere adibito a prima casa
  • il mutuo deve essere stato pagato per almeno un anno;
  • l’ISEE non deve essere superiore a 30.000 euro;
  • uno dei mutuatari ha subito la perdita dell’occupazione o la riduzione delle ore di lavoro;
  • un grave infortunio ha limitato le capacità lavorative di unno dei titolari del mutuo;
  • non devono esserci ritardi nel pagamento delle rate del mutuo superiori ai 90 giorni (tre rate mensili);

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Inoltre, nel caso di morte di uno o dell’unico titolare del mutuo, gli eredi legittimi hanno la possibilità di chiedere la sospensione delle rate per intervenuta impossibilità a sostenerne il pagamento. Tra gli altri requisiti, l’immobile ipotecato non deve rientrare nella categoria degli immobili di lusso, mentre l’importo del mutuo non deve superare i 250.000 euro.

Come fare la richiesta di sospensione mutuo

Ricapitolando, se il titolare di un mutuo perde il lavoro, perde la capacità di svolgere le sue mansioni a seguito di grave infortunio oppure gli vengono ridotte le ore di lavoro che impediscano il regolare pagamento del prestito, può avanzare la richiesta di sospensione del mutuo, sempre che il suo ISEE non superi 30.000 euro e il mutuo, non superiore a 250.000 euro, sia adibito ad abitazione principale. Se si verificano queste condizioni e la banca presso cui si ha il mutuo aderisce all’iniziativa, il Fondo di Solidarietà interverrà con la sospensione delle rate del mutuo.

Per verificare che la banca dove è stato stipulato il contratto di mutuo aderisca al piano di sospensione rate è possibile consultare l’elenco tenuto da Consap o chiedere direttamente alla filiale dell’istituto presso cui è stato acceso il mutuo.

Avuta questa conferma, è possibile fare domanda formale tramite la propria banca. Basterà compilare l’apposito modulo di richiesta, che prevede la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà con il quale si dichiarerà di essere titolare di mutuo ipotecario o di un finanziamento con durata superiore ai due anni, di essere in possesso di uno dei requisiti per la sospensione, di non aver usufruito di agevolazioni pubbliche e di non avere sottoscritto alcuna assicurazione sul mutuo che preveda la copertura in caso degli stessi eventi garantiti dalla sospensione del mutuo.

Sospensione del mutuo anche per le imprese

Grazie all’Accordo per il Credito, firmato nel 2015 tra ABI, MISE, MEF e Associazioni dei Consumatori, si è allargata la platea delle categorie che possono chiedere la sospensione delle rate di un finanziamento. Infatti, l’accordo ha previsto anche per i liberi professionisti e per le piccole imprese la possibilità di bloccare in via temporanea la quota capitale del mutuo o di un leasing finanziario, per un massimo di 12 mesi.

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I requisiti per ottenere la sospensione sono:

  • la comprovata difficoltà economica dell’impresa o del professionista;
  • l’assenza di altri debiti bancari da almeno tre mesi;
  • la mancanza di un’altra richiesta di sospensione del mutuo nei due anni precedenti.

L’impresa o il libero professionista che ha ottenuto l’interruzione del pagamento continuerà a rimborsare le rate anche durante il periodo di sospensione, ma solo per la parte relativa agli interessi, mentre la quota capitale riprenderà ad essere versata alla fine del periodo di proroga. La possibilità di effettuare il solo pagamento della quota di interessi permette di ridurre sensibilmente l’importo della rata che, tolta la quota capitale, può diventare più semplice da sostenere, anche se purtroppo non sempre questa iniziativa risolve il problema. Anche in questo caso, la sospensione del finanziamento allungherà i tempi dell’estinzione naturale del prestito, in quanto le rate sospese andranno in coda al normale piano di ammortamento.

Sospensione rate mutuo 2020

Il decreto Milleproroghe del 2018 ha stabilito il rinnovo dell’accordo tra Associazione bancaria italiana, Associazioni dei Consumatori, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Economia anche per gli anni 2019 e 2020. Pertanto, anche durante tutto il prossimo anno, chi ha perso il lavoro o ha subito una drastica riduzione dell’orario, potrà richiedere la sospensione del rimborso della quota capitale del mutuo per un massimo di 12 mesi, continuando a corrispondere in quel periodo solo la quota interessi.

Sospensione del mutuo prima casa: conviene davvero alle famiglie in difficoltà?

Prima di sottoscrivere la domanda di sospensione del mutuo è importante prestare molta attenzione ai costi maggiori che possono essere inseriti in caso di proroga del pagamento temporaneo delle rate. Alcuni istituti bancari, in passato, non hanno rispettato la normativa di riferimento, la decisione ABF n. 1676/2011, secondo cui gli interessi devono essere calcolati sul solo capitale sospeso. Erroneamente, qualche istituto aveva calcolato il tasso sull’intero importo residuo da pagare. Questa pratica scorretta, in certi casi, ha comportato un aumento degli interessi una volta ripreso il regolare pagamento.

La decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario e le direttive dell’ABI spiegano in modo esaustivo che la sospensione non deve essere equiparata ad una morosità del titolare del mutuo, che ha ben motivato i suoi ritardi e le sue difficoltà, e non può essere trattato come un cattivo pagatore con l’applicazione di maggiori interessi.

In conclusione

Prima di chiedere la sospensione delle rate del mutuo, dunque, è bene chiedere alla banca quali siano i costi effettivi, gli oneri e gli interessi da pagare in caso di accettazione della domanda. In questo modo sarà più facile valutare se la sospensione meriti di essere richiesta oppure, potendo fare dei sacrifici o ricorrendo in tempo a polizze assicurative che garantiscano certi rischi, sia più opportuno non avvalersi di tale sospensione per non pagare interessi maggiori.

In ogni caso, chiunque si trovasse nella condizione di difficoltà, dovrebbe valutare tutte le opzioni, tra cui una rinegoziazione con la stessa banca o un mutuo che sostituisca il precedente e che preveda un prolungamento della durata iniziale del prestito, che permetterebbe una rata più sostenibile, oppure, se il mutuatario si trovasse già in presenza di altri prestiti, ricorrere alla soluzione del mutuo consolidamento debiti.

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