Sea Watch 4 verso Palermo: Matteo Salvini pronto a denunicare il Governo

Continua la stretta sui migranti di Matteo Salvini che si dice pronto a denunciare il Governo qualora approvasse lo sbarco dei migranti sulla Sea Watch 4 diretta nel porto di Palermo.

Sea Watch 4 verso Palermo: Matteo Salvini pronto a denunicare il Governo

Continua senza sosta l’emergenza migranti in Italia con la nave Sea Watch 4 che si sta dirigendo verso Palermo, dopo che Lampedusa rischia il collasso, e il leader della Lega Matteo Salvini si dice pronto a denunciare il Governo qualora dovesse approvare lo sbarco, accusandolo di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Sul battello stanno attualmente viaggiando 353 migranti, recuperati nel corso di diverse operazioni di salvataggio. La Sea Watch ha annunciato di aver finalmente trovato un porto sicuro dopo 11 giorni di ricerche, dirigendosi verso Palermo. I profughi saranno poi trasferiti su una nave quarantena che le autorità hanno messo a disposizione, ha scritto su Twitter l’ONG tedesca.

Immigrazione, Salvini pronto a denunciare il Governo

Continua il pungo di ferro nei confronti dell’immigrazione clandestina di Matteo Salvini, dopo che qualche giorno fa la Sea Watch 4 ha annunciato su Twitter di aver soccorso 150 migranti sulla Luoise Michel, la nave finanziata dall’artitsta Banksy:

“La Sea Watch 4 ha ultimato il trasbordo di oltre 150 persone soccorse nei giorni scorsi dalla Louise Michel. Abbiamo ora a bordo più di 350 persone che hanno bisogno di sbarcare al più presto in un porto sicuro”.

La risposta del leader della Lega, Matteo Salvini, non ha tardato ad arrivare e ha risposto al tweet dell’ONG con un altro post sul social network, annunciando di essere pronto a denunciare il Governo qualora dovesse autorizzare lo sbarco dei profughi:

“La Lega denuncerà il governo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina se permetterà lo sbarco di questi altri 353 clandestini a bordo dell’ennesima nave straniera illegale”.

L’appello a Bruxelles

Sulla vicenda sono intervenute anche le Nazioni Unite, le quali hanno precisato che “l’imperativo di salvare vite non dovrebbe essere penalizzato o stigmatizzato, soprattutto in assenza di sforzi da parte dei governi”.

Le organizzazioni si sono quindi rivolte a Bruxelles, richiedendo la partecipazione e il sostegno di tutti gli Stati membri ai Paesi che forniscono un supporto di primo arrivo nel Mediterraneo, dal momento che “l’assenza di accordi in merito a un meccanismo di sbarco nella regione, da tempo richiesto dall’Unhcr e dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni, non deve essere una scusa per rifiutare a persone vulnerabili un porto sicuro e l’assistenza di cui hanno bisogno, come stabilito dalla legge internazionale. La discussione, ora in fase di stallo, riguardo una nuova proposta dovrebbe essere rinnovata, specialmente in seguito ai ripetuti episodi di ritardi e blocchi agli sbarchi”.

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