Scuola, quota 96. Cosa cambierà sotto il Governo Renzi?

Quali prospettive si aprono per le pensioni quota 96 con l’Esecutivo guidato da Matteo Renzi? Cerchiamo di capirlo

I problemi dei quota 96 non si sono ancora risolti. Nonostante le promesse fatte dal Governo Letta infatti, la pensione per gli oltre 4mila insegnanti interessati appare ancora essere un’utopia.

L’ex Esecutivo ha continuato a rimandare la questione. L’ultima battuta d’arresto si è verificata poco prima della sua caduta, quando la Commissione Bilancio ha archiviato l’incontro sul DDL con un nulla di fatto a causa delle perplessità sulla copertura finanziaria per restituire le pensioni. Eppure fino ad allora sembrava che le cose stessero volgendo al meglio, il sì della Commissione Cultura della Camera aveva fatto ben sperare, ma poco dopo è arrivata l’ennesima delusione.

4mila persone continuano a vivere sul filo del rasoio, non potendo usufruire del loro diritto alla pensione a causa di un errore che sembra essere quasi irrisolvibile.

Adesso quindi non resta che aspettare e sperare che il Governo Renzi faccia qualcosa per risolvere la situazione.

Secondo l’agenda presentata oggi, il nuovo Esecutivo appare ambizioso: lo scopo è quello di fare in 4 mesi quelle riforme che il nostro Paese procrastina da anni.

Per adesso nessuno ha menzionato i Quota 96, ma ci si augura che i prossimi ministri del Lavoro, dell’Istruzione e dell’Economia non abbandoneranno queste persone a loro destino.

Se questo Governo, come più volte affermato, deve rappresentare un cambiamento definitivo per far ripartire l’Italia, allora garantire a tutti i propri diritti deve essere un punto di partenza imprescindibile.

La pensione per questi 4mila insegnanti è un diritto, non un capriccio. Da un anno a questa parte nessuno sembra essere stato in grado di risolvere la questione, ma un Esecutivo con un programma così ambizioso ha il dovere morale di fare qualcosa.

Dare a questi “esodati della scuola” la possibilità di accedere al trattamento previdenziale significa porre nuovamente attenzione all’istruzione, significa far qualcosa per migliorare e ringiovanire il corpo docente che si occupa dei giovani allo scopo di dare loro un futuro, significa permettere ad altri insegnanti di fare il loro mestiere, ma significa soprattutto riparare ad un torto compiuto da una riforma creata allo scopo di dare lavoro.

La legge Fornero sembra ormai aver fallito su tutta la linea. Ci auguriamo dunque che questo Governo decida finalmente di porre rimedio agli sbagli del passato. Per i Quota 96 si aprono nuovi scenari dunque, e stavolta, speriamo siano definitivi.

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