Scuola 2016, addio all’anzianità, si entra per competenze. L’accordo tra Miur e sindacati

Il Miur e i sindacati hanno firmato oggi l’accordo per l’introduzione della chiamata per competenze. Dal 18 luglio 2016 spariranno i punti per l’anzianità di servizio e verrà valutato solo il curriculum. Vediamo cosa cambia con le disposizioni e come funziona la chiamata per competenze.

La scuola per l’anno 2016 si è conclusa, ma le modalità di assunzione sono cambiate e dall’anno 2016/2017 non conterà più l’anzianità. Oggi è stato siglato l’accordo tra sindacati e Miur che prevede l’assunzione in base alle competenze del docente. L’accordo siglato tra Ministero dell’istruzione e parti sociali cambierà le carte in tavola e soprattutto cambierà la situazione per i professori e la loro assunzione.

Non varrà più l’anzianità, gli anni di servizio svolto o le classi di concorso alle quali si appartiene, ma saranno valutate solo le competenze dell’insegnanti. Addio all’anzianità e ai suoi “privilegi”, da tempo si riusciva a intuire che questa era la strada che il ministero voleva percorrere. Fin da quando è uscito il Concorso scuola 2016 si è visto che l’esperienza maturata dal docente non aveva un gran punteggio nella presentazione dei titoli. Inoltre il non attuare un percorso abilitativo del tipo PAS, ma continuare la strada del TFA, porta solo a non prendere in considerazione l’esperienza di chi da anni insegna.

Cosa cambia nelle assunzioni per la scuola con l’accordo? Scomparirà davvero l’anzianità di servizio? Quando iniziano le pratiche per questa “valutazione delle competenze”? Vediamo tutti i risvolti dell’accordo siglato oggi tra Miur e sindacati e soprattutto analizziamo le conseguenze che si avranno nel comparto scuola con questa novità.

Scuola 2016: addio all’anzianità, entrano in gioco le competenze

La notizia dell’assunzione dei nuovi professori mediante la valutazione delle competenze arriva dopo un lunga trattativa con i sindacati. Il Ministero dell’Istruzione ha sempre dichiarato di voler preferire la preparazione a discapito dei punti accumulati con l’anzianità.
Questo comporta un cambiamento radicale nelle modalità di assunzione, dal momento che non si verrà più assunti in base alla propria posizione in graduatoria, ma per i requisiti che si soddisfano.

Nei prossimi giorni il Miur stabilirà dei criteri univoci che i presidi e le scuole dovranno rispettare per assumere nuovi docenti da settembre 2016. Il dato che più sconvolge è che le pratiche per questa nuova modalità di assunzione inizieranno dal 18 luglio 2016. Esattamente tra dieci giorni quindi le nuove assunzioni avverranno in modo differente e senza tener conto dell’anzianità di servizio. I sindacati dopo un lungo tira e molla con il Miur alla fine hanno piegato la testa e hanno acconsentito a cancellare definitivamente l’anzianità di servizio.

L’accordo firmato tra Miur e sindacati comporterà una vera rivoluzione nella scuola e sembra davvero incredibile che il sindacato non abbia in alcun modo cercato di tutelare i professori che da anni sono nelle graduatorie e che aspettano di vedersi assegnato un posto fisso. Le parti sociali hanno preferito acconsentire e cambiare le regole per tutto il comparto scuola, senza quasi battere ciglio.

Scuola 2016: come si verrà assunti da settembre 2016?

Le modalità di assunzione sono già state rese note dal Miur e nei prossimi giorni verranno invece emanate le griglie per le valutazioni. In parole povere gli insegnanti in cima alla graduatoria non verranno più chiamati nella scuola regionale di competenza, ma i docenti dovranno fare richiesta per ottenere il posto in un istituto.

Avevamo accennato nei giorni scorsi all’istituzione di unmini concorso e alla scomparsa della chiamata diretta e così infine è stato. Le nuove assunzioni funzioneranno nel seguente modo:

  • la scuola stabilirà dei criteri, 20/30 che il Ministero emanerà nei prossimi giorni, e verranno presi in considerazione i curriculum dei professori che ne soddisfano 4;
  • nel caso in cui nessun professore soddisfi almeno 4 quesiti, si passerà al docente che ne soddisfi 3;
  • in caso di parità tra due o più docenti allora solo in quel caso si guarderà il punteggio.

Come potete vedere non viene in nessun caso presa in considerazione l’anzianità di servizio, ma solo le competenze che il docente ha al momento della risposta all’istituto. I docenti per ottenere un posto potranno fare richiesta alle varie scuole che hanno bandito dei posti per i quali possono essere idonei e dopo attendere l’esito delle valutazioni.

In questo caso ovviamente le valutazioni verranno fatte dal dirigente scolastico, come del resto prevede la chiamata diretta. L’accordo che si è firmato nella giornata di oggi comporta l’attuazione vera e propria della chiamata diretta, con l’unica differenza che gli viene cambiato il nome e la si chiama “chiamata per competenze”.

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Scuola 2016: un caso pratico della chiamata per competenze

Facciamo un esempio pratico per rendere chiara la situazione a tutti i nostri lettori. In caso di un insegnante di Inglese collocato per primo nelle graduatorie della sua materia. Il docente non verrà chiamato in modo automatico ad insegnare, ma dovrà provare a vincere il posto per il quale farà richiesta. Il suo collocamento in graduatoria sarà del tutto inutile ai fini della valutazione.

Nel caso in cui un istituto richieda una determinata certificazione, tot anni di servizio con i ragazzi problematici o affetti da Dsa, determinate competenze in una specifica area della sua materia, allora l’insegnante potrà presentare domanda. Verrà assunto solo nel momento in cui soddisferà tutti i requisiti richiesti e la sua posizione in graduatoria verrà presa in esame solo nel caso in cui si trovi a parità di punteggio con un altro insegnante.

Con questo accordo i docenti devono dire addio per sempre all’anzianità, ai punti che si sono accumulati nel corso degli anni negli istituti statali e contare invece solo sulla loro preparazione.

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Scuola 2016: reazioni all’accordo tra Miur e sindacati

Dal 18 luglio 2016 le assunzioni di 10.000 nuovi professori saranno stabilite in questo modo e i tecnici del Miur, promotori dell’accordo, sono entusiasti dei risultati raggiunti. Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione, ha dichiarato:

È una svolta epocale e devo dare atto ai sindacati di aver avuto uno spirito costruttivo. Con l’accordo consentiremo agli istituti di scegliere in autonomia gli insegnanti di cui hanno bisogno ed eviteremo una deregulation selvaggia. Per la prima volta le scuole decideranno di quali insegnanti hanno bisogno per portare avanti il loro piano formativo e questi ultimi non saranno selezionati in base all’anzianità, ma per il loro profilo professionale che hanno costruito in anni di studio e lavoro. Ogni istituzione scolastica, e sarà la prima volta, non vedrà assegnati i docenti in base a meccanismi burocratici.

I tecnici del Miur affermano invece che siamo di fronte ad “una rivoluzione che cambierà davvero la scuola italiana”, dal momento che ogni ufficio scolastico potrà valutare i professori e decidere in base alle sue competenze quale docente è più indicato per il posto di lavoro. I presidi svolgeranno queste operazioni durante il mese di agosto, in modo da avere il piano docenti pronto e operativo per l’inizio dell’anno scolastico.

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