Riforma pensioni 2016: l’ultima novità si chiama RITA, ecco di cosa si tratta

Riforma pensioni 2016, il Governo sembra arrivato ad un punto di svolta: ecco come la RITA permetterà di andare in pensione anticipata.

Riforma pensioni 2016, l’ultima novità riguarda l’arrivo di “RITA”.

No, non è il nome del nuovo Ministro del Lavoro, ma l’acronimo di “Rendita integrativa temporanea anticipata”. Si tratta dell’ultima proposta fatta dal Governo che in questi giorni sta lavorando continuamente per rendere flessibile la riforma Fornero.

L’introduzione di “RITA” è strettamente connessa a quella dell’APE, il piano di riforma delle pensioni studiato dal Governo Renzi per introdurre una maggiore flessibilità in uscita. La Rendita Integrativa temporanea anticipata, infatti, consentirà al lavoratore over 63 che ha scelto di utilizzare la flessibilità pensioni di incassare una parte della propria pensione integrativa per ridurre l’impatto dell’anticipo pensionistico.

Quindi sembra definirsi il piano del Governo riguardante le pensioni anticipate. Infatti, con il passare del tempo il dossier su cui sta lavorando il sottosegretario alla Presidenza, Tommaso Nannicini, e il suo team si esperti, sta prendendo forma. La riforma delle pensioni non è più così lontana come sembrava inizialmente.

Ecco tutte le informazioni sulle novità che il Governo potrebbe introdurre a breve per riformare le pensioni e per semplificare la riforma Fornero.

Pensioni anticipate: arriva RITA. Di cosa si tratta?

Come abbiamo visto, l’acronimo “RITA” sta per Rendita integrativa temporanea anticipata. Questa, qualora venisse introdotta, permetterà al lavoratore over 63 che ha scelto di andare anticipatamente in pensione aderendo alla previdenza complementare, di percepire una parte della propria pensione integrativa così da ridurre l’impatto dell’APE.

Inoltre, grazie a “RITA”, il contribuente potrà dimezzare il famoso prestito bancario che gli permetterà di andare in pensione anticipata.

Nel dettaglio, con la Rendita integrativa temporanea anticipata, il Governo consentirà a chi ha richiesto l’APE di trasferire il capitale cumulata nel fondo pensione integrativo. Di conseguenza, il lavoratore over 63 che intende beneficiare dell’APE potrà richiedere un prestito inferiore, integrando l’assegno previdenziale anticipato con il capitale ottenuto dal suo fondo pensione.

Riforma pensioni 2016: quali sono le novità su cui sta lavorando il Governo?

Il Governo sta lavorando assiduamente per sviluppare un piano pensionistico che possa garantire l’uscita anticipata agli over 63 con un assegno non inferiore a quello del trattamenteo di vecchiaia pieno.

A che punto è la riforma delle pensioni? Al momento ci sono dei punti fermi e altri su cui il Governo sta ancora lavorando. Tra le novità confermate c’è quella riguardante il prestito pensionistico, che sarà concesso dalle banche insieme ad un’assicurazione sui rischi collegati alla restituzione. Chi ne ha usufruito restituirà il prestito in rate mensili per i successivi 20 anni.

L’idea del Governo, inizialmente, è quella di partire con un periodo di sperimentazione di tre anni che coinvolgerà solo i nati dal 1951 al 1953. Successivamente questo intervento diventerà strutturale. Gli oneri complessivi che dovrà sostenere la finanza pubblica non dovrebbero superare i 600 milioni di euro.

Un altro obiettivo confermato è quello del ricorso alle detrazioni fiscali sull’assegno anticipato. Naturalmente le detrazioni saranno maggiori per chi ha un reddito più basso e per i disoccupati di lungo corso che versano in una situazione disagiata.

Il Governo comunque sta ancora lavorando sulla calibratura delle penalizzazioni, poiché nonostante sembra certo che la decurtazione media sarà di circa il 4%, non è stato individuato ancora il suo punto minimo e il massimo. Non si tratta di un lavoro semplice per il sottosegretario Nannicini, che deve tenere conto dei vincoli forniti dall’Europa. Infatti, con penalizzazioni troppo basse si rischia di sconfinare sul piano degli aiuti sociali e ciò non è considerato praticabile dall’Europa.

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