Fondo pensione, come aumentare la soglia di deducibilità da 5.300 euro a 7.950 euro l’anno

Pietro Pisello

16/03/2026

La deducibilità dei contributi al fondo pensione può arrivare fino a 7.950 euro l’anno, oltre il limite ordinario di 5.300 euro: ecco quando succede.

Fondo pensione, come aumentare la soglia di deducibilità da 5.300 euro a 7.950 euro l’anno

Con la legge di bilancio 2026 è stata innalzata la soglia di deducibilità dei contributi ai fondi pensione, che passa da 5.164,57 euro a 5.300 euro.

Si tratta di un cambiamento atteso da tempo, anche se molti si aspettavano un intervento più incisivo. Basti pensare che il limite precedente, così preciso, derivava semplicemente dalla conversione della vecchia soglia fissata in lire: in origine era infatti pari a 10 milioni di lire, che corrispondono proprio a 5.164,57 euro.

Questo dato aiuta a capire da quanto tempo la soglia non venisse aggiornata, nonostante l’evoluzione delle problematiche legate alla previdenza e l’inflazione che, negli anni, ha ridotto significativamente il valore reale di quella cifra.
Ad ogni modo, oggi come in passato esiste una normativa che, se utilizzata correttamente, può permettere di superare anche di molto questo limite. Con gli aggiornamenti più recenti si può arrivare infatti fino a 7.950 euro l’anno di deducibilità. Si tratta del meccanismo dell’extra-deducibilità del fondo pensione. Vediamo come funziona e come sfruttarlo al meglio.

Cos’è l’extradeducibilità del fondo pensione per i lavoratori di prima occupazione

Ai sensi del Decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, comma 6, ai lavoratori di prima occupazione successiva alla data di entrata in vigore del decreto è riconosciuta una specifica agevolazione fiscale in materia di previdenza complementare. In particolare, limitatamente ai primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, qualora i contributi versati non raggiungano il limite massimo annuo deducibile, l’importo non utilizzato può essere recuperato negli anni successivi.
La normativa prevede infatti che, nei venti anni successivi al quinto anno di partecipazione al fondo pensione, sia possibile dedurre dal reddito contributi eccedenti il limite ordinario. Tale eccedenza corrisponde all’ammontare complessivo dei contributi che sarebbero stati deducibili nei primi cinque anni ma che, di fatto, non sono stati versati. In ogni caso, l’importo annualmente deducibile in via aggiuntiva non può superare la metà del limite ordinario previsto dalla legge.
In termini pratici, ciò significa che se nei primi cinque anni di iscrizione al fondo pensione non si è raggiunta la soglia massima di contribuzione fiscalmente deducibile, la differenza non utilizzata può essere recuperata e sfruttata nei venti anni successivi attraverso versamenti aggiuntivi.

Quanto aumenta la deducibilità del fondo pensione fino a 7.950 euro

Quando si attiva il meccanismo di extradeducibilità, i lavoratori potranno effettuare versamenti volontari al fondo pensione più elevati, beneficiando al tempo stesso di una maggiore deduzione fiscale. Si tratta di un’opportunità spesso poco conosciuta, ma che può risultare particolarmente vantaggiosa per chi intende incrementare la propria posizione previdenziale e, allo stesso tempo, ridurre il reddito imponibile.
Facciamo un esempio pratico per capire come funziona questo meccanismo.
Immaginiamo un lavoratore che aderisce a un fondo pensione e che, nei primi cinque anni, versi 1.000 euro all’anno. Considerando il limite ordinario di deducibilità pari a 5.300 euro, ogni anno rimane una quota di deducibilità non utilizzata pari a 4.300 euro (5.300 − 1.000).
Al termine del quinquennio, il lavoratore avrà quindi maturato una capienza complessiva di 21.500 euro (4.300 × 5 anni), che rappresenta il suo “credito” di extradeducibilità.

A partire dal sesto anno di adesione al fondo pensione, e per ciascuno dei venti anni successivi, il lavoratore potrà superare il limite ordinario di deducibilità di 5.300 euro, beneficiando di un’ulteriore deduzione fino a 2.650 euro annui (7.950 totali).
L’extradeducibilità potrà essere utilizzata progressivamente fino a completo esaurimento della capienza accumulata, pari, nel nostro esempio, a 21.500 euro. Considerando il tetto massimo di 2.650 euro all’anno, il lavoratore potrà sfruttare pienamente questo beneficio per otto anni (2.650 × 8 = 21.200 euro) e utilizzare i 300 euro residui nel nono anno.

La logica della norma è semplice: si presume che i giovani lavoratori dispongano inizialmente di minori risorse economiche, che tendono ad aumentare nel corso del tempo. L’extradeducibilità offre quindi la possibilità di “recuperare” negli anni successivi quanto non versato all’inizio.
Attenzione però: i nuovi limiti si applicano esclusivamente ai contributi versati a partire dal 2026. Per gli anni precedenti restano validi i tetti di deducibilità previgenti.