Pensioni anticipate, cambiano i requisiti in base all’anno in cui hai iniziato a lavorare

Simone Micocci

8 Marzo 2026 - 09:45

Pensione anticipata, i requisiti cambiano in base a quando hai iniziato a lavorare: ecco cosa succede se hai contributi prima o dopo il 1996.

Pensioni anticipate, cambiano i requisiti in base all’anno in cui hai iniziato a lavorare

Pochi sanno che i requisiti per andare in pensione con l’opzione anticipata variano anche in base all’anno in cui è iniziata l’attività lavorativa o, più precisamente, a quando si è iniziato a versare contributi all’Inps.

Si parla infatti di anzianità contributiva, un elemento centrale nel sistema previdenziale italiano che incide direttamente sui contributi richiesti per l’accesso alla pensione anticipata. Questa misura, ricordiamo, consente di andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica, a condizione che sia stato raggiunto un determinato numero di anni di contribuzione.

Si tratta quindi di una forma di pensionamento che premia chi ha alle spalle una lunga carriera lavorativa, permettendo di smettere di lavorare anche prima dei 67 anni previsti per la pensione di vecchiaia. Tuttavia, non tutti i lavoratori sono soggetti alle stesse regole: il sistema previdenziale distingue infatti tra chi ha iniziato a versare contributi prima del 1° gennaio 1996 e chi invece ha iniziato dopo questa data.

Il requisito contributivo minimo, in linea generale, è uguale per tutti: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Ma dietro questa apparente uniformità si nascondono alcune differenze importanti che dipendono proprio dall’anzianità contributiva e dal sistema di calcolo della pensione.

La pensione anticipata, infatti, distingue tra lavoratori che rientrano nel sistema misto - quindi con una pensione calcolata in parte con il sistema retributivo e in parte con quello contributivo - e lavoratori che rientrano invece interamente nel sistema contributivo, i cosiddetti contributivi puri.

Vediamo quindi quali sono le principali differenze.

Pensione anticipata, i requisiti

Come anticipato, la regola generale prevede che la pensione anticipata si raggiunga una volta maturati 42 anni e 10 mesi di contributi nel caso degli uomini e 41 anni e 10 mesi nel caso delle donne.

Questo significa che l’età anagrafica non rappresenta un requisito: un lavoratore che ha iniziato a lavorare molto presto può quindi andare in pensione anche diversi anni prima rispetto ai 67 anni previsti per la pensione di vecchiaia.

Va inoltre ricordato che anche questo requisito è destinato a cambiare nei prossimi anni. A partire dal 2027, infatti, tornerà a scattare l’adeguamento automatico dei requisiti pensionistici alla speranza di vita rilevata dall’Istat.

Secondo l’attuale programma, tra il 2027 e il 2028 è previsto un incremento complessivo di 3 mesi, il che significa che il requisito contributivo per la pensione anticipata salirà oltre la soglia dei 43 anni di contributi per gli uomini e dei 42 anni per le donne.

Pensione anticipata per chi ha iniziato a lavorare prima dell’1 gennaio 1996

Chi ha iniziato a versare contributi prima dell’1 gennaio 1996 rientra nel cosiddetto regime misto. In questi casi la pensione viene calcolata in parte con il sistema retributivo - che tiene conto degli stipendi percepiti negli ultimi anni di carriera - e in parte con il sistema contributivo, che invece si basa sui contributi effettivamente versati nel corso della vita lavorativa.

Ma non cambia soltanto il metodo di calcolo dell’assegno pensionistico. Per questi lavoratori esistono infatti anche alcune regole specifiche per il pensionamento anticipato.

In particolare, per coloro che risultano avere contributi già al 31 dicembre 1995, non basta raggiungere il requisito contributivo complessivo di 42 anni e 10 mesi (o 41 anni e 10 mesi per le donne). La normativa richiede infatti anche il possesso di almeno 35 anni di contributi effettivi, cioè contributi maturati attraverso attività lavorativa reale.

Questo significa che non tutti i contributi vengono conteggiati allo stesso modo. Alcuni periodi, infatti, sono coperti da contribuzione figurativa, come ad esempio quelli legati a malattia, disoccupazione, cassa integrazione o altri eventi che interrompono temporaneamente l’attività lavorativa.

Nel caso della pensione anticipata, quando la prestazione è erogata dal Fondo pensioni lavoratori dipendenti, almeno 35 anni di contributi devono essere effettivi, escludendo quindi quelli figurativi. In pratica, la contribuzione figurativa non può superare 7 anni complessivi.

Pensione anticipata per chi ha iniziato a lavorare dall’1 gennaio 1996

Diverso è invece il caso dei lavoratori che hanno iniziato a versare contributi dall’1 gennaio 1996 in poi.

Si tratta dei cosiddetti contributivi puri, cioè di coloro la cui pensione viene calcolata interamente con il sistema contributivo introdotto dalla riforma Dini.

Per questi lavoratori non si applica il limite dei 35 anni di contributi effettivi, il che significa che anche i periodi coperti da contribuzione figurativa possono essere utilizzati integralmente per raggiungere il requisito contributivo necessario alla pensione anticipata.

Tuttavia, anche in questo caso esistono alcune regole particolari da tenere presenti.

La prima riguarda la prosecuzione volontaria dei contributi. I contributi versati volontariamente non vengono infatti considerati ai fini del diritto alla pensione anticipata per i contributivi puri.

La seconda riguarda invece i contributi maturati in giovane età. La normativa prevede infatti una forma di valorizzazione del lavoro svolto prima della maggiore età. In particolare, la contribuzione maturata prima dei 18 anni viene moltiplicata per 1,5.

Pensiamo, ad esempio, a un lavoratore che ha iniziato a lavorare a 17 anni e ha maturato 12 mesi di contributi da minorenne: ai fini del diritto alla pensione anticipata questi 12 mesi vengono conteggiati come 18 mesi. Un meccanismo pensato proprio per riconoscere e valorizzare le carriere lavorative più lunghe e precoci, che nel sistema previdenziale italiano continuano a rappresentare uno degli elementi principali per l’accesso al pensionamento anticipato.

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