Proraso ai cinesi? Pechino pronta ad investire nella società toscana

Proraso potrebbe finire in mano ai cinesi? Si, secondo quanto riportato nelle ultime ore, un fondo di Hong Kong vuole entrare nell’azienda toscana.

Proraso ai cinesi? Pechino pronta ad investire nella società toscana

La crema da barba made in Italy per eccellenza, anzi esattamente nata in Toscana, Proraso, potrebbe finire in mano ai fondi cinesi da Hong Kong. Gli investitori cinesi infatti vogliono provare ad entrare nel capitale di Proraso che attualmente è posseduta dalla storica famiglia toscana dei Martelli.

Cosa sta succedendo? Chi c’è dietro questo tentativo di entrare nel marchio Proraso e portare al suo interno investitori cinesi? Non è il primo caso di fondi da Pechino in direzione Italia che vogliono acquistare e mettere le mani su brand o eccellenze del nostro bel Paese.

Proraso diventerà cinese? Le ultime

Questi investitori cinesi chi sono? Si tratta di un fondo di Hong Kong che vuole entrare come socio nel pacchetto di Proraso. Il nome è Nuo Capital, una holding d’investimento fondata nel 2016 dalla World-Wide Investment Company Limited.
Dietro questo fondo c’è l’antichissima famiglia dei Pao Chang, una delle più influenti nel mercato asiatico che si stanno affidando a Tommaso Paoli, fautore di questa iniziativa ed ex manager di alto livello presso Intesa Sanpaolo.

Inizialmente il piano è quello di entrare in società rilevando delle quote di minoranza e di puntare su un investimento a medio-lungo termine per creare una linea preferenziale tra l’Italia ed il mercato della Cina.

Non solo Cina, in molti mettono gli occhi su Proraso

Nelle ultime settimane è stata effettuata una selezione dei potenziali investitori visto l’interesse crescente verso la Proraso, non solo dalla Cina. A guidarla è stato Carlo Dawan aiutato da Alessandro Altium: lo scopo è quello di inserire fondi d’investimento per aiutare lo sviluppo internazionale del gruppo. Oltre a Nuo Capital, fondo cinese, ci sono anche due fondi di private equity ed ulteriori due gruppi strategici. Il valore stimato del solo marchio di Proraso al momento sarebbe stimato dagli analisti in 150 milioni di euro.

Proraso intanto arricchisce il portfolio dei brand

L’ultima acquisizione dell’azienda toscana di Ludovico Martelli è stata la marca di saponi da toeletta Valobra. Un marchio, fondato a Genoa nel 1903, che ha fatto parte della famiglia Valobra fino all’acquisizione da parte di Proraso.

«I saponi Valobra sono stati parte della vita quotidiana degli italiani. È nostro desiderio che questo patrimonio venga preservato e valorizzato come merita» ha affermato, tramite comunicato stampa, la famiglia Martelli. L’acquisizione è avvenuta in ottica di rilanciare il marchio verso l’estero: poco prima la famiglia toscana che detiene la Proraso, con lo stesso intento, aveva acquisito anche il Sapone del Mugello, un sapone liquido con grandi possibilità di espansione internazionale.

Nell’ottica della spinta verso l’estero, i marchi che hanno guidato questa espansione sono stati Marvis e Proraso, che hanno raggiunto un peso specifico del 25% sul fatturato aziendale. La società di Caldine ha chiuso infatti il 2017 con un fatturato di 61,2 milioni di euro grazie all’espansione estera.

Proraso, una storia tutta toscana

Proraso è un marchio di prodotti molto conosciuto in Italia e nel mondo: il campo di cui si occupa è la rasatura. La linea di prodotti è realizzata dalla Ludovico Martelli S.r.l, azienda di Firenze che risale ai primi anni del 1900, esattamente al 1908.

La sede della Proraso è a Caldine: si tratta della più antica industria italiana di cosmesi e di prodotti realizzati per la rasatura da uomo grazie ad una idea di Ludovico Martelli. Ma non solo Proraso: la famiglia Martelli, che possiede ancora oggi la società, commercializza altri brand e prodotti per capelli molto conosciuti.

Erbaviva, Kaloderma, Prokrin, Schultz, Batist, Oxy, Sul Filo Del Rasoio, Adorn, Finesse, Just For Men e Marvis sono tutti brand della famiglia toscana. A livello di fatturato la Proraso è cresciuta notevolmente dal 2009 al 2017, toccando il massimo storico a quota 61 milioni di euro, con un tasso di crescita del 18% rispetto all’anno 2016. Ed oggi continua ad essere uno dei punti di riferimento per l’Italia e l’estero per la rasatura.

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Argomenti:

Italia Cina

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1 commento

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Ariel65 • 3 mesi fa

Spero non finisca in mano ai cinesi , e che possa continuare come sempre ad essere un eccellenza del Made in Italy nel mondo.
Viva l’Italia che produce e che lavora!
✋🏻🇮🇹

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