Prestito d’onore per le spese universitarie: è polemica tra gli studenti

Il governo vorrebbe introdurre il prestito d’onore per finanziare le spese universitarie degli studenti italiani; le varie rappresentanze studentesche si sono opposte alla proposta che secondo il loro parere servirebbe solo a far indebitare molti ragazzi.

Prestito d'onore per le spese universitarie: è polemica tra gli studenti

Il Miur ufficializza l’intenzione da parte del nuovo governo di introdurre il prestito d’onore per le spese universitarie, ma tra gli studenti divampa la polemica portata avanti dalla diverse associazioni.

Il prestito d’onore è un finanziamento personale con condizioni molto favorevoli in termini di rimborso: in particolare questo tipo di prestito consente a chi lo richiede di essere finanziato immediatamente poiché non sono necessarie la presentazione del garante o la dimostrazione di un reddito.

Se queste condizioni potrebbero sembrare vantaggiose ai più, i giovani universitari non hanno la minima intenzione di indebitarsi fin da ragazzi per pagarsi gli studi, ma preferirebbero di gran lunga l’istituzione di più borse di studio da dedicare ai meritevoli e alle fasce più povere della popolazione.

La proposta del Miur

Le organizzazioni studentesche hanno già avanzato richiesta al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di non dare seguito alla proposta.

Il sentore di questa iniziativa era già nell’aria; infatti solo qualche giorno fa è stato inviato a tutti gli iscritti all’università un sondaggio che mirava a indagare da vicino l’ammontare delle spese universitarie, le borse di studio fin qui erogate, eventuali prestiti attivati dai ragazzi. Durante il Question Time è stata avanzata la proposta in Commissione cultura alla Camera.

Salvatore Giuliano, rappresentante dell’Unione degli universitari, fa il punto della situazione attuale e spiega che il Miur per voce del sottosegretario rivendica il questionario sui prestiti d’onore diffuso a inizio luglio nelle università italiane considerandolo come strumento di valutazione ex ante, spiegando che il ministero sta raccogliendo altre informazioni da ulteriori fonti.

La polemica

La misura preannunciata dal ministero sarebbe prevista dal Regolamento europeo che disciplina la gestione delle risorse comunitarie, ma gli studenti considerano l’interpretazione della norma scorretta. A commentare la proposta del prestito d’onore avanzata dal Miur ci pensa Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari che afferma:

È gravissimo che il ministero senza consultare le rappresentanze studentesche e senza considerare una letteratura scientifica che spiega la fallacia dello strumento del prestito d’onore decida di spingere su questo. È ormai chiaro che non abbia come priorità quella di affrontare il tema diritto allo studio finanziandolo, ma anzi voglia affidare alle banche uno strumento per lucrare sulle condizioni materiali degli studenti”.

Al di là delle polemiche, il problema delle spese universitarie resta comunque un tema rilevante considerando il fatto che l’Italia è uno dei paesi europei con la maggiore pressione fiscale studentesca e con il minore tasso di giovani tra i 30 e i 34 anni che abbiano conseguito un diploma di laurea: in alcune delle nazioni più ricche d’europa, come quelle facenti parte della penisola scandinava e la Germania, gli studi universitari sono addirittura gratuiti o quasi.

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