Questo settore è il vero tallone d’Achille dell’Italia. Pochi laureati, ma tanta offerta di lavoro

Alberto De Pasquale

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Siamo ultimi a livello Ocse per laureati nel settore Tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Così sono a rischio competitività e lavoro.

Questo settore è il vero tallone d'Achille dell'Italia. Pochi laureati, ma tanta offerta di lavoro

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Tutti le usano, in molti ne parlano, ma in Italia pochissimi le studiano. Sotto l’etichetta Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, o Information and communications technology o ICT, per chi preferisce l’inglese e le sigle, si può classificare una materia decisamente vasta. Dall’informatica all’ingegneria del software, dalla Cybersicurezza all’Intelligenza Artificiale: argomenti di cui sentiamo parlare quotidianamente, ma di cui finiamo per avere una nozione piuttosto superficiale.

Il rischio è restare indietro su tecnologie fondamentali e strategiche, anche da far valere sul mercato del lavoro. Un rischio che si trasforma in certezza nel caso dell’Italia, che risulta ultima a livello Ocse per quota di laureati nel comparto ICT. 

L’Italia sotto la media nelle lauree STEM

La questione riguarda più in generale il settore STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), nel quale l’Italia è senza dubbio indietro rispetto agli altri paesi più avanzati economicamente. In Italia il 24,6% delle persone laureate nella fascia d’età 25-64 anni proviene da facoltà scientifiche, circa dieci punti percentuali in meno rispetto alla Germania (34,4%) e quasi due al confronto con la media Ocse (26,2%).

Ma considerando le varie materie ricomprese nella categoria STEM, si scopre che nel nostro Paese il 14,8% dei laureati proviene da corsi di Ingegneria e dagli ambiti della produzione industriale e delle costruzioni e il 7,8% da quelli di Scienze naturali, Matematica e Statistica: al confronto con la media, l’Italia è leggermente sotto nel primo caso (14,8% contro 16,1% di media Ocse) ma sopra nel secondo (7,8% contro 4,9%).

Di conseguenza, lo scarto è principalmente nel terzo ambito che costituisce la categoria STEM: quello ICT. I laureati italiani provenienti da studi in ambito Information and Communication Technologies sono infatti appena il 2% del totale, contro una media Ocse del 5,2%. L’Italia non solo ha meno laureati in tecnologie dell’informazione e della comunicazione rispetto a Germania (4,7%), Francia (5%) e Spagna (7,1%), ma risulta di fatto ultima a livello Ocse per quota di titoli per questi corsi.

Le lauree più diffuse in Italia

In numerosi paesi il campo di studi più popolare in assoluto è proprio quello STEM, in 9 membri Ocse su 38 risulta invece una quota maggiore di titoli in Giurisprudenza ed Economia, mentre l’Italia spicca per una concentrazione di laureati in Arte, scienze sociali e comunicazione: oltre il 30% dei laureati italiani ha studiato questi indirizzi, contro una media Ocse di appena il 18,6%.

Campo di studio dei laureati italiani:

  1. Arte, scienze sociali, comunicazione: 30%
  2. Stem: 25% (di cui 2% ICT)
  3. Economia, Giurisprudenza e scienze politiche: 22%
  4. Sanitario: 14%
  5. Educazione: 5%
  6. Agricoltura, silvicoltura, veterinaria: 2%
  7. Servizi: 2%

La Commissione europea è consapevole che in Europa non ci sono abbastanza professionisti qualificati per soddisfare la domanda del mercato: quasi l’80% delle piccole e medie imprese nell’Ue fatica a trovare lavoratori con competenze STEM rilevanti, in particolare per l’ambito ICT, l’Intelligenza Artificiale e l’informatica quantistica. L’obiettivo di Bruxelles è raggiungere almeno quota 32% di studenti universitari nelle materie STEM, tra i quali ci sia una rappresentanza femminile di almeno i due quinti, entro il 2030. In Europa c’è chi può avvicinarsi agilmente all’obiettivo, mentre per l’Italia la strada sembra in salita.

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Il problema è noto. Sarebbe utile affiancare alla denuncia qualche spunto per scuola, università, imprese e istituzioni: tutti hanno un ruolo nel colmare il gap.

CIAO HA TUTTI VOI ,,,,, IL PROLEMA CHE LA GENTE LAUREATA E’ GIA’ AL LAVORO ,,, DA ANNI ,,, ED PER QUELLI NUOVI ,, COME SI DICE NON C’E NE PANE SECCO ,,,,,,,, MAGARI ANNO STUDIATO ANCHE TANTO ED ANCHE BRAVI ,,,,,,,,,, SONO QUELLO CHE INVECE MANCA ALLA GRANDE CI VUOLE BRACCE NEI CAMPI CHE C’E TANTA CARENZA ,,,,, IL PROBLEMA CHE LA TERRA E’ BASSA ,,,,,,ED SE NON SEI ABITUATO ,,,,,, LAVORI SVOGLIATO ED ANCHE MALE ,,,,,,,,, PERO’ HO VISTO DEI SERVIZI CHE HA TANTI GIOVANI PIACE L’AGRICOLTURA GLI PIACE COLTIVARE ED QUALCUNO HA SCELTO QUELLA STRADA HA FATTO LA SUA FORTUNA NELLE AZIENDE VINICOLE SONO DIVENTATI SOMMELIER ,,,, MASCHI ED FEMMINE ,,,,,,,,, ED LAVORANO NELLA CATENA ALBERGHIERA ,,,,,,, ED VIVONO ,,,,, COME SI DICE RISPETTO AD ALTRI CHE NON HANNO VOGLIA DI LAVORARE LORO VIVONO NELL’ORO CON IL SUO LAVORO MA ALLA GRANDE ,,,,,,,, CIAO ,,,,,,, ED GRAZIE PER GENTILE ATTENZIONE ,,,,,,,,,,,,,,,,,, CIAO ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

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