Portogallo: qe BCE a rischio con downgrade ad ottobre?

A ottobre i titoli di Stato portoghesi potrebbero non rientrare più nel piano di acquisti della BCE. Si aggiunge un nuovo rischio per la precaria tenuta europea?

Oltre al sistema finanziario italiano, si aggiunge un altro fattore di rischio per la tenuta futura dell’Europa unita. Il Portogallo, nel prossimo ottobre, potrebbe subire un declassamento del rating creditizio che comporterebbe l’esclusione dalla “lista della spesa” della BCE tramite Quantitative Easing.

Il deludente dato trimestrale del PIL (a crescita quasi zero, un pò come l’Italia) e lo scostamento dai parametri di bilancio imposti dall’UE ai Paesi membri, sono i principali driver che potrebbero far scattare il downgrade da parte di DBRS, l’unica delle 4 società di rating accreditate dalla BCE a fornire giudizi utili per il QE a mantenere il grado investment grade sui titoli di Stato portoghesi. Nel caso si verificasse tale scenario, il Portogallo seguirebbe così la Grecia altra esclusa europea dal programma di acquisti della BCE.

Portogallo: a ottobre rischio esclusione dal QE

Ottobre potrebbe essere un mese molto caldo per l’Europa ed in particolare per il Portogallo. I titoli di Stato lusitani nel mese di ottobre rischiano di subire un declassamento del rating da parte della società DBRS.

DBRS, unitamente a Standard & Poor’s, Fitch e Moody’s, fa parte delle 4 agenzie di rating accreditate dalla BCE a fornire giudizi sui titoli di Stato europei utili all’inclusione nella lista degli acquisti del Quantitative Easing.

Mentre le altre agenzie hanno già relegato il merito di credito portoghese a “junk” (spazzatura) negli scorsi mesi, DBRS è stata l’unica società a tenere invariato il rating “investment grade” il quale permette l’inclusione nella lista degli asset acquistabili con il QE.

Basta infatti che una sola delle agenzie di rating autorizzate della BCE mantenga tale valutazione su un titolo di Stato per fare in modo che non venga escluso dal programma della banca centrale.

Portogallo: i fattori che rischiano di far scattare il downgrade di DBRS

Tuttavia, Fergus McCormick, capo del dipartimento sovereign ratings di DBRS, in un’intervista rilasciata a Reuters ha spiegato che le pressioni sul merito creditizio portoghese stanno aumentando.

Questo perché l’economia portoghese è stata colpita da due fattori. Il primo è il crollo dei prezzi del greggio, i quali hanno fatto in modo di far crollare del 42% le esportazioni del Paese lusitano verso l’Angola (primo partner commerciale di Lisbona).

Il secondo è stato l’insediamento al governo di partiti euro-scettici ed anti-austerity, i quali hanno attuato politiche di sostegno all’economia quali l’aumento dei salari minimi e dei giorni di vacanza pubblici che hanno permesso lo scostamento dai parametri Deficit/PIL e Debito/PIL dell’Unione Europea.

UE non sanziona Spagna e Portogallo per scostamento parametri: Brexit insegna?

Dal canto suo, l’Europa si è guardata bene dal sanzionare sia la Spagna che il Portogallo per la violazione di tali parametri che in teoria dovrebbero far scattare il famoso fiscal compact.

L’esperienza Brexit però in questo caso insegna, e le autorità europee non hanno voluto rischiare di sanzionare in maniera pesante i due Paesi iberici, temendo forse qualche altra uscita da un’Europa in evidente stato di difficoltà.

Eurozona: fine settembre e ottobre periodi caldi per il futuro europeo

Tra settembre e ottobre potrebbero arrivare una serie di cattive notizie per l’UE visto che si avranno vari appuntamenti politici, come il referendum costituzionale in Italia e le ri-elezioni in Austria, che potrebbero far scricchiolare ulteriormente la precaria tenuta europea.

Se si aggiunge una crisi portoghese a tutto questo, visto che in caso di esclusione dal QE Lisbona sarebbe costretta a richiedere all’Esm in stile Grecia (parola di Berenberg).

Se poi si aggiunge la precaria situazione bancaria a livello europeo (non solo in Italia), la possibile recessione economica negli States (per non parlare della situazione cinese) e le elezioni in Francia e Germania nel 2017 (e forse anche in Italia), per l’Europa i prossimi mesi potrebbero essere bollenti.

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