Mutui: gli effetti dei “tassi bassi a lungo” dopo la riunione BCE

Le ultime parole della presidente BCE Christine Lagarde spingono verso la scelta del mutuo a tasso variabile.

Mutui: gli effetti dei “tassi bassi a lungo” dopo la riunione BCE

La Banca Centrale Europea ha lasciato i tassi di interesse invariati, come era previsto da tutti gli analisti. Il tasso principale resta fermo a 0,00%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,50%.

Quali effetti sui mutui?

Le dichiarazioni di Christine Lagarde sui tassi

Durante la consueta conferenza stampa in seguito alla riunione del Consiglio direttivo della BCE del 23 gennaio, la presidente Christine Lagarde ha dichiarato che «i tassi resteranno sugli attuali livelli, o più bassi», e in ogni caso fino a quando le prospettive di inflazione non raggiungeranno il target auspicato del 2%.

Lagarde ha manifestato preoccupazione per la situazione dei tassi bassi, sintomo di una bassa crescita dell’eurozona. La neo-presidente BCE ha riconosciuto che preferirebbe confrontarsi con tassi più alti e una crescita maggiore.

Decisioni BCE: quali conseguenze sui mutui

Come dichiarato dalla stessa Christine Lagarde, i tassi resteranno bassi ancora a lungo e all’orizzonte nessun analista riesce a prevedere che la situazione cambierà vista la debole crescita economica dell’area euro.

I titolari di un mutuo a tasso variabile continueranno dunque a beneficiare dell’andamento degli indici di riferimento ai minimi storici. In particolare, il tasso Euribor è stabile sotto zero. La scadenza mensile è scesa ancora da inizio anno, oggi fissata a -0,47. La scadenza a 3 mesi rimane pressoché stabile rispetto alla media dei mesi scorsi, oggi a -0,39.

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Con i tassi agli attuali livelli, chi sottoscrive un mutuo a tasso variabile ha il vantaggio di restituire alla banca una somma di interessi molto bassa.

Ad esempio, per un mutuo di 120.000 euro in 20 anni, ad un tasso dello 0,48% (Euribor 1 mese oltre spread di 0,95), si pagherebbe una rata di 524 euro al mese, di cui soli 48 euro al mese di interessi. Considerando il piano di ammortamento alla francese, dove la quota di interessi, nel corso del mutuo, scende costantemente a fronte di un aumento progressivo della quota di capitale, il totale da rimborsare alla banca sarebbe pari a 125.875,20 euro, di cui 5.875,20 euro di interessi. Meno di 300 euro ogni anno.

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Resta un buon momento anche per la surroga del mutuo. Oggi, chi decide di trasferire il vecchio mutuo in un’altra banca può ottenere un tasso variabile per 10 anni a partire da 0,38% (Euribor 1 mese oltre spread di 0,85).

In una prospettiva di durata finale del mutuo di breve scadenza, la scelta del tasso variabile può essere la soluzione vincente, considerando le previsioni dei tassi 2020 e dei prossimi anni, così come confermate dalle ultime parole di Christine Lagarde.

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