Lindt vende segretamente cioccolato di bassa qualità: l’accusa della Russia

La Russia accusa Lindt di vendere cioccolato di bassa qualità sul proprio territorio. La situazione.

Lindt vende segretamente cioccolato di bassa qualità: l'accusa della Russia

Il cioccolato è certamente uno dei generi alimentari più amati in tutto il mondo. Essendo apprezzato ugualmente da popoli e culture diverse, però, rischia a volte di generare scontri tra vari soggetti.

In Russia, ad esempio, il Servizio federale anti-monopolio (FAS) accusa Lindt di vendere segretamente cioccolato di bassa qualità nel proprio Paese.

L’agenzia ha infatti dichiarato come, secondo alcuni test condotti, il cioccolato distribuito nel mercato russo dall’azienda svizzera sia meno pregiato rispetto a quello prodotto per gli altri Stati.

Cioccolato Lindt di bassa qualità, è truffa: pesanti accuse dalla Russia

Sempre secondo la tesi del FAS, l’azienda dolciaria svizzera sarebbe protagonista di una truffa ai danni dei cittadini russi, i quali, a causa di una pubblicità ingannevole, sono portati a credere di consumare lo stesso cioccolato venduto in Europa.

In questo modo, quindi, la compagnia acquisirebbe un ingiusto vantaggio competitivo rispetto ai produttori locali.

La vicenda Lindt è diventato un caso di portata nazionale, tanto che alla fine del 2019 l’autorità per la concorrenza ha aperto una vertenza contra la società produttrice.

Un’azione analoga era stata attivata da Mosca anche nei confronti di Henkel & Cie e Procter & Gamble, accusate di simili comportamenti scorretti riguardo ai detersivi Ariel e Persil.

La difesa di Lindt

Lindt, che in caso l’imputazione venisse confermata si troverebbe a dover pagare una multa tra i 100.000 e i 500.000 rubli (tra i 1.350-6.700 dollari), ha respinto le accuse, pubblicando un comunicato in cui afferma:

Tutti i prodotti con il marchio Lindt da noi forniti alla Federazione Russa rispettano pienamente gli stessi standard di produzione e qualità di quelli forniti al resto d’Europa e nel mondo”.

Una singola confezione di cioccolato - si legge nella nota di Lindt - può essere venduto in Russia e in Svizzera, Germania, Francia o in molti altri paesi. L’etichettatura può differire, ma il cioccolato è lo stesso”.

Nel frattempo è scaduta l’ultima proroga prevista per il 31 luglio che il FAS aveva accordato alla multinazionale per eliminare i difetti trovati dalla stessa authority russa.

Una vicenda sicuramente molto particolare che potrebbe dar vita ad una curiosa guerra del cioccolato.

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