Legge anti-sprechi alimentari: cosa prevede in 8 semplici punti

La legge contro gli sprechi alimentari e farmaceutici ha avuto il sì del Senato. Cosa cambierà in Italia? Ve lo spieghiamo in 8 semplici punti.

Legge anti-sprechi alimentari: cosa prevede in 8 semplici punti

Niente più sprechi alimentari e farmaceutici in Italia: il ddl approvato alla Camera è passato anche in Senato, diventando legge. Da oggi verrà premiato chi non butta il cibo e ci saranno riduzioni sulla tassa sui rifiuti per chi dona le eccedenze alimentari ai bisognosi. Qui di seguito vediamo, in 8 semplici punti, cosa prevede la nuova legge anti-sprechi approvata in Italia.

Il testo di legge contenente le “norme per la limitazione degli sprechi, l’uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale” è stato approvato in Senato. Il ddl volto a ridurre anche in Italia gli sprechi per ciascuna fase di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione dei prodotti alimentari, agroalimentari e farmaceutici è quindi diventato ufficialmente legge. Cosa cambia rispetto a prima?

Gli obiettivi della nuova legge anti-sprechi sono quelli di favorire il recupero e la donazione delle eccedenze a scopo solidale e sociale, destinandole ai poveri e ai bisognosi; cercare di limitare l’impatto negativo sull’ambiente e sulle risorse naturali promuovendo il riuso e il riciclo dei prodotti; contribuire al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti e dello spreco alimentare. Infine si vuole investire energie sull’attività di ricerca, informazione e sensibilizzazione delle istituzioni e dei consumatori, soprattutto i più giovani.

Ecco spiegato in modo semplice e in 8 punti cosa prevede la nuova legge anti-sprechi alimentari. Di seguito potete trovare e scaricare anche il testo originale contenente la proposta di legge.

Legge anti-sprechi alimentari: cosa cambia punto per punto

Il testo di legge si compone di 4 capitoli e 18 articoli. Per prima cosa facciamo chiarezza sulle definizioni:

  • Per eccedenze alimentari si intendono tutti i prodotti che, pur mantenendo i requisiti di igiene e sicurezza del prodotto, sono invenduti o non somministrati per carenza di domanda, vengono ritirati dalla vendita perché non conformi ai requisiti aziendali, sono vicini alla data di scadenza, vengono sostituiti da nuovi prodotti in commercio, sono stati danneggiati da eventi meteorologici o non sono idonei alla commercializzazione per alterazioni dell’imballaggio.
  • Per spreco alimentare si intende l’insieme dei prodotti alimentari scartati dalla catena agroalimentare per ragioni commerciali o estetiche ovvero per prossimità della data di scadenza, ancora commestibili e potenzialmente destinabili al consumo umano o animale e che, in assenza di un possibile uso alternativo, sono destinati a essere smaltiti.

Ecco spiegato in 8 punti cosa prevede la legge anti-sprechi alimentari approvata in Senato:

1) Cessione gratuita delle eccedenze alimentari per finalità sociali

Gli operatori del settore alimentare (Osa) possono cedere a titolo gratuito le eccedenze alimentari alle organizzazioni che si occupano di distribuirle agli indigenti senza alcuno scopo di lucro (Onlus). Le organizzazioni devono destinare le eccedenze prioritariamente al consumo umano, e solo se non idonee al consumo umano possono essere destinate al consumo animale o al compostaggio. Le operazioni di raccolta o ritiro dei prodotti agricoli da parte dei soggetti cessionari viene effettuata sotto la loro responsabilità, nel rispetto delle norme di igiene e sicurezza alimentare.

2) Requisiti dei prodotti donati e responsabilità Osa

Gli alimenti possono essere ceduti anche oltre il termine minimo di conservazione purché l’imballaggio primario sia integro e siano state rispettate idonee condizioni di conservazione.

I prodotti da forno che non richiedono refrigerazione e restano invenduti entro le 24 ore successive alla produzione sono considerati eccedenze alimentari e non idonei alla rivendita nei negozi e nei supermercati: possono quindi essere donati a soggetti cessionari.

Gli operatori del settore alimentare che effettuano le cessioni devono prevedere corrette prassi operative al fine di garantire la sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti secondo quanto stabilito dal regolamento 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio e dall’articolo 1, comma 236, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. Essi, come regolamentato dalla legge 25 giugno 2003, n. 155, sono responsabili del mantenimento dei requisiti igienico-sanitari dei prodotti alimentari fino al momento della cessione. Inoltre gli Osa devono adottare le misure necessarie per evitare rischi di commistione o di scambio tra i prodotti destinati a impieghi diversi da quelli previsti.

3) Nuova etichetta data di scadenza

Sulle etichette dei prodotti alimentari può essere riportato, oltre al termine minimo di conservazione o alla data di scadenza, anche il termine di utilizzabilità commerciale. Tale termine deve essere inferiore rispetto al termine minimo di consumo o alla data di scadenza, in misura tale da consentire la presa in carico, il possibile stoccaggio temporaneo e la consegna agli indigenti e alle persone senza potere di acquisto.

4) Promozione e sensibilizzazione

La Rai dedicherà un numero di ore di trasmissioni televisive e radiofoniche per informare e sensibilizzare il pubblico sui comportamenti e le misure idonei a ridurre sprechi alimentari, energetici ecc...

Verranno promosse campagne nazionali di comunicazione da parte del Ministero delle politiche agricoli alimentari e forestali e del Ministero della salute e dell’ambiente al fine di promuovere modelli di consumo equo-solidali e di incentivare il recupero e la ridistribuzione per fini benefici.

5) Doggy bag nei ristoranti

Per raggiungere gli obiettivi fissati dal Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti le regioni sono invitate a stipulare accordi o protocolli di intesa con i ristoranti e dotarli di contenitori riutilizzabili e riciclabili, idonei all’asporto del cibo avanzato da parte dei clienti.

6) Tassa sui rifiuti ridotta

Il comune può applicare una riduzione della tassa sui rifiuti (Tari) alle utenze non domestiche (commerciali, produttive, di distribuzione...) che a titolo gratuito cedono, direttamente o indirettamente, i beni alimentari in eccedenza alle persone bisognose. La riduzione della tassa sarà proporzionale alla quantità, debitamente certificata, dei beni e dei prodotti oggetto di donazione.

7) Donazione di medicinali e abbigliamento

Sono esclusi dalle donazioni i medicinali scaduti, quelli da conservare in frigorifero a temperature controllate, quelli contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope e quelli dispensabili solo in strutture ospedaliere. È vietata la cessione dei farmaci oggetto di donazione dietro il pagamento di soldi e questi possono essere distribuiti dalla Onlus agli indigenti solo a condizione che dispongano di personale sanitario.

La distribuzione ai fini di solidarietà sociale è estesa anche agli articoli e accessori di abbigliamento purché questi ultimi siano stati conferiti dai privati direttamente presso le sedi operative dei soggetti autorizzati alla distribuzione gratuita. In tale ultimo caso i beni che non siano destinati in donazione o non siano ritenuti idonei ad un successivo utilizzo sono gestiti in conformità alla normativa sui rifiuti di cui al D.Lgs. n. 152/2006.

8) Istituzione di nuovi Fondi

Per il 2016 vengono finanziati 2 milioni di euro per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti e il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali destina 1 milione di euro l’anno per il prossimo triennio finalizzati a progetti innovativi che possono coinvolgere i volontari del Servizio civile nazionale e promuovere la produzione di imballaggi riutilizzabili e facilmente riciclabili.

Sprechi alimentari in Italia: la situazione prima della nuova legge

Già nel 2003 in Italia è stata approvata una legge, la n.155 (cosiddetta Legge del Buon Samaritano), che ha equiparato al consumatore finale, in riferimento alla responsabilità derivante da norme di sicurezza alimentare, le Onlus che effettuano a fini di beneficenza distribuzione gratuita di prodotti alimentari agli indigenti.

Ciò significava che i soggetti donatori sono stati sollevati dalla responsabilità di percorso, ovvero il principio secondo cui era necessario fornire garanzie sul cibo donato circa il corretto stato di conservazione, trasporto, deposito e utilizzo degli alimenti anche dopo la cessione delle Osa alle organizzazioni.

La Legge di Stabilità 2014, poi, ha operato una distinzione all’interno dei donatori tra operatori del settore alimentare (Osa), compresi addetti alla ristorazione assistenziale, ospedaliera e scolastica, e le Onlus, prevedendo che queste debbano garantire un corretto stato di conservazione, trasporto, deposito e utilizzo degli alimenti forniti in beneficenza agli indigenti.

Lotta agli sprechi alimentari: il perché della legge

Il problema degli sprechi alimentari è diventato di grande rilevanza nella nostra società. In Europa circa il 50% di cibo sano e commestibile si perde lungo la catena agroalimentare e non arriva al consumatore finale nei supermercati per motivi estetici e commerciali, ad esempio, trasformandosi in rifiuti.

Si stima che entro il 2020 la quantità di rifiuti alimentari aumenterà del 40% arrivando a toccare le 126 milioni di tonnellate di cibo sprecato, a meno che non si adottino delle strategie o azioni preventive. Stando ai dati della FAO, inoltre, sono 925 milioni le persone nel mondo a rischio denutrizione e l’aumento della popolazione mondiale richiederà un incremento della produzione alimentare entro i prossimi 35 anni.

Un minore spreco di prodotti alimentari non solo produce effetti positivi sull’utilizzo dei terreni e delle risorse, ma ha conseguenze anche sulla salute, sulle abitudini alimentari e sull’economia.

Iscriviti alla newsletter "Lavoro"

Argomenti:

Italia Alimentazione

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.