In Italia l’inflazione headline rimane sotto controllo, stabile con una crescita annua nel mese di luglio dell’1,7%, al di sotto del target fissato dalla BCE e in rialzo su base mensile dello 0,4%, come indicato nella lettura preliminare del dato. A renderlo noto è stata l’Istat nella mattinata di oggi, 11 agosto 2025.
L’inflazione continua tuttavia a erodere i portafogli degli italiani, come dimostra la componente del carrello della spesa, che è stata interessata da una accelerazione del ritmo di crescita dal +2,8% di giugno al +3,2% attuale, mentre l’inflazione di fondo è rimasta invariata al 2%, centrando in pieno il target della Banca centrale europea. Banca centrale europea le cui future mosse sono difficili da prenedere, dopo l’entrata in vigore, lo scorso 7 agosto, dei dazi di Trump.
Nel frattempo, gli economisti sembrano essere sempre più concordi sulla data in cui la Banca centrale europea tornerà a tagliare i tassi dopo averli lasciati fermi nell’ultima riunione del 24 luglio scorso.
Tassi BCE, cosa deciderà di fare Lagarde dopo shock dazi Trump. A quando il prossimo taglio?
A riflettere sulla data in cui la BCE di Christine Lagarde tornerà a tagliare i tassi dell’Eurozona un articolo di Bloomberg, il cui titolo contiene già la risposta agli interrogativi che stanno assediando gli operatori di mercato: “ ECB Is Seen Delaying Final Rate Cut of the Cycle Until December ”, ovvero “le previsioni sono di una BCE che posticiperà il taglio finale dei tassi fino a dicembre ”.
Occhio anche alle indicazioni che sono arrivate dall’inflazione di tutta l’Eurozona.
La data da cerchiare in rosso è dunque quella del 18 dicembre, ovvero dell’ultima riunione del 2025 del Consiglio direttivo della Banca centrale europea.
Ciò significa che la BCE non ridurrà i tassi né a settembre, né a seguito del meeting della fine di ottobre, che si terrà tra l’altro a Firenze, stando a quanto annunciato qualche giorno fa da Bankitalia.
Dopo quella dello scorso luglio, ci saranno insomma altre due volte in cui Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, continuamente spaventata dalla prospettiva che l’inflazione dell’Eurozona torni a riaccendersi - soprattutto a causa degli effetti inflazionistici degli stimoli fiscali decisi dall’UE (soprattutto dalla Germania di Friedrich Merz con il suo ben noto bazooka fiscale), con più spese per la difesa e per le infrastrutture - opterà per lo status quo sui tassi.
I trader lo hanno messo già in conto, visto che le scommesse su una BCE che riprenda a tagliare il costo del denaro nella prossima riunione di settembre sono state a dir poco falciate.
Non solo: sui mercati monetari le speculazioni su un’ultima riduzione entro la fine del 2025, pari a 25 punti base, sono appena di poco superiori al 50%.
Nono taglio tassi BCE in arrivo, ma solo a dicembre
Tornando all’articolo di Bloomberg, dal sondaggio a cui hanno partecipato diversi economisti è emerso che i funzionari della BCE attenderanno per l’appunto fino al meeting di dicembre, prima di annunciare un nuovo taglio dei tassi: il nono, dopo l’ottavo deciso agli inizi di giugno.
In generale, dal sondaggio è emerso che gli economisti hanno rimandato di ben tre mesi - rispetto a quanto era emerso nel precedente sondaggio di luglio - quella che ritengono essere l’ultima fermata del ciclo dei tagli dei tassi avviato dall’Eurotower il 6 giugno del 2024.
A dicembre, i tassi sui depositi dovrebbero dunque essere abbassati dal 2% attuale all’1,75%.
Non solo. Già da un po’ gli esperti hanno iniziato a riflettere sul momento in cui Lagarde tornerà ad alzare i tassi. Le previsioni sono di un nulla di fatto, a seguito dell’ultima sforbiciata di dicembre 2025, che proseguirà per circa 9-10 mesi, prima dell’annuncio di un primo rialzo del costo del denaro, che la BCE attenderà di varare in attesa di una ripresa della domanda.
I risultati del sondaggio sui tassi BCE condotto tra il 1° e il 6 agosto
Gli economisti interpellati da Bloomberg ritengono che la BCE tornerà a tagliare i tassi solo a dicembre, prima di iniziare di nuovo ad alzarli.
La BCE avrà il lusso di beneficiare di più tempo per capire effetto dazi Trump
Così Bloomberg, nel commentare quanto è emerso dal sondaggio che ha condotto nei giorni compresi tra il 1° e il 6 agosto.
“Aspettare prima di prendere l’ultima decisione del 2025 darà ai funzionari della BCE il lusso di avere più tempo per valutare l’impatto delle interruzioni del commercio provocate dal presidente americano Donald Trump. Entro (il mese di) dicembre, (la BCE) avrà già capito come l’economia ha performato nel terzo trimestre” disponendo di un “quadro più chiaro” sull’economia.
Non solo. Lo staff della BCE fornirà in quel meeting le nuove stime sui trend della crescita del PIL e dell’inflazione dell’area euro: fattore che permetterà a Lagarde e ai suoi di avere maggiore chiarezza nell’impostare la politica monetaria della Banca centrale europea su fondamenta più solide e meno aleatorie.
Interpellati da Bloomberg, gli economisti di TD Securities Julie Ioffe e James Rossiter si sono così espressi:
“Nel caso in cui i dati dovessero mostrare debolezza sulla scia della svolta globale delle dinamiche commerciali, allora è possibile che la BCE sforni un altro taglio per proteggere l’economia e per impedire che l’inflazione scivoli al di sotto del target (del 2%), ma non prima” di dicembre, a quanto pare.
Vale la pena di ricordare che lo scorso 24 luglio Ia BCE ha lasciato i tassi sui depositi, i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale s fermi rispettivamente al 2%, al 2,15% e al 2,40%.
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