Lavorare a Google: le 5 caratteristiche che un candidato deve avere

Valentina Brazioli

16 Marzo 2014 - 17:16

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Lavorare a Google, un sogno impossibile? Forse no: ecco le 5 caratteristiche necessarie secondo Laszlo Bock, vicepresidente senior delle risorse umane presso il motore di ricerca più famoso del mondo.

Lavorare a Google, come riuscirci? Al di là delle selezioni periodicamente effettuate dal colosso di Mountain View, è interessante sapere cosa ha dichiarato in un’intervista al New York Times Laszlo Bock, vicepresidente senior delle risorse umane.

I voti non sono così importanti: in crescita le assunzioni tra i non laureati

Già nel luglio del 2013 Laszlo aveva dichiarato al famoso quotidiano newyorkese che la G.P.A (la media voti di uno studente) era inutile come criterio di assunzione, così come lo erano i punteggi ottenuti ai vari test. Infatti, il numero dei dipendenti senza alcuna istruzione universitaria è in aumento nel corso degli ultimi anni, e ha raggiunto quota 14 per cento del totale in alcuni team.

Ma quali sono i veri requisiti che Google sta cercando? Laszlo ne ha elencati cinque.

L’abilità generale cognitiva

Quello che conta non è il quoziente intellettivo, ma la capacità di apprendimento, l’essere in grado di elaborare informazioni in tempo reale. Per valutare questo aspetto, vengono utilizzate interviste strutturate comportamentali.

La leadership

La seconda caratteristica richiesta è la capacità di leadership, ma di un tipo molto diverso da quella tradizionalmente intesa. Laszlo la definisce “leadership emergente”, ovvero quella capacità tramite la quale, quando si è parte di un gruppo e diventa necessario affrontare un problema, si fa un passo avanti nel momento opportuno e si prende in mano la situazione. Capacità che si riconosce anche nella disponibilità, in situazioni diverse, a fare un passo indietro e a lasciare che sia qualcun altro a dare gli ordini.

Umiltà e responsabilità

Altre due caratteristiche necessarie sono l’umiltà e la responsabilità. Due concetti strettamente collegati secondo Laszlo, perché è necessario sia sentire il senso di responsabilità di intervenire per risolvere i problemi, sia l’umiltà di capire che, in alcuni casi, è necessario fare un passo indietro e adottare idee migliori delle nostre. Una specie di “umiltà intellettuale” senza la quale non si riesce a imparare.

L’esperienza

Solo alla fine di questa lista, Laszlo decide di collocare una voce che, tradizionalmente, troviamo in cima a quasi tutti gli annunci di lavoro. A confronto con un esperto, infatti, il neofita dotato di abilità cognitiva potrà dare la stessa risposta al medesimo problema; altre volte sbaglierà, ma in alcuni casi sarà in grado di offrire una soluzione del tutto nuova e inaspettata.

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