La Russia blocca LinkedIn. Scatta la polemica: è allarme censura?

Flavia Provenzani

17/11/2016

17/11/2016 - 17:08

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La Russia blocca LinkedIn, viola la legge sui server russi. È già polemica: allarme censura o semplice applicazione della norma?

La Russia blocca LinkedIn, ed è già polemica: è allarme censura o mera applicazione della legge di Putin?

L’autorità di regolamentazione delle comunicazioni in Russia ha ordinato il blocco sito di LinkedIn giovedì, in conformità alla sentenza del tribunale che ha definito il social network del mondo del lavoro colpevole di aver violato la legge sulla memorizzazione dei dati online.

LinkedIn (LNKD.N), che ha sede negli Stati Uniti, è il primo grande social network ad essere bloccato dalle autorità in Russia, creando un pericoloso precedente per il modo in cui le grandi società di Internet operano all’interno del territorio russo. LinkedIn ha oltre 6 milioni di utenti registrati in Russia.

La Russia blocca LinkedIn: è censura?

Il Cremlino ha confermato che la decisione di bloccare LinkedIn in Russia ha base legale e che il presidente Vladimir Putin non ha intenzione di interferire sul caso.

Quando è stato fatto notare che clamorosa decisione potrebbe suscitare dei timori per la censura online, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha risposto che “non vi sono tali preoccupazioni”.

I critici vedono il blocco di LinkedIn in Russia come parte di un attacco al mondo dei social network in un paese che da sempre tenta di avere un maggiore controllo sul mondo di Internet.

Russia contro LinkedIn: cosa prevede la legge?

La legge russa richiede che l’immagazzinamento dei dati personali dei cittadini russi da parte dei siti web avvenga su dei server russi, vincolo che LinkedIn - secondo il responsabile dell’autorità delle comunicazioni Roskomnadzor - non ha rispettato.

La legge in questione è stata approvata da Putin nel 2014 ed è entrata in vigore a settembre dello scorso anno.

LinkedIn sarà bloccato entro le prossime 24 ore, come riportato dall’agenzia di stampa Interfax per bocca del portavoce del Roskomnadzor, Vadim Ampelonsky. Un provider di servizi Internet, Rostelcom, ha già dichiarato di bloccato l’accesso al social network.
Altri due, MTS e Vimpelcom, hanno confermato che cancelleranno LinkedIn dal mondo russo di Internet entro 24 ore.

La risposta di LinkedIn alla Russia

LinkedIn ha già ricevuto delle segnalazioni da parte di alcuni utenti russi, non più in grado di accedere al sito - come riportato da una portavoce del social statunitense.

«La decisione di Roskomnadzor di bloccare LinkedIn nega l’accesso ai milioni di utenti che abbiamo in Russia e alle aziende che utilizzano LinkedIn per far crescere il proprio business»,

ha spiegato la portavoce di LinkedIn.

Ampelonsky ha dichiarato a Reuters che l’authority russa ha ricevuto una lettera dalla direzione statunitense di LinkedIn lo scorso venerdì richiedendo un incontro.

L’incontro potrebbe avvenire nelle prossime due settimane, ma Roskomnadzor deve ancora ricevere il via libera dal Ministero degli Esteri russo.

La portavoce di LinkedIn ha detto che la società è ancora interessata ad incontrare la Roskomnadzor «per discutere la richiesta di localizzazione dei dati».

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