Costituzione italiana e Euro non sono compatibili. Studio di JP Morgan predisse tutto

In uno studio del 2013 JP Morgan mostrava al mondo le terribili conseguenze che l’Euro avrebbe avuto per la Costituzione italiana.

Costituzione italiana e Euro non sono compatibili. Studio di JP Morgan predisse tutto

In un documento del maggio 2013 il colosso bancario della JP Morgan aveva previsto ciò che poi, a distanza di tre anni, sta avvenendo nei vari Paesi europei: una deriva verso la destra estremista.

Il documento in questione arrivava a presumere che in seguito all’Euro e alle reazioni che le varie economie avevano subito si sarebbe arrivati ad una svolta autoritaria come quella avvenuta nel ’900.
Una teoria piuttosto estrema, che sembra però rispecchiare i cambiamenti che stanno avvenendo.

Un’analisi molto approfondita era anche stata fatta sulla Costituzione italiana e sulle pesanti conseguenze che l’Euro avrebbe portato ad essa.

All’inizio della crisi, si pensava generalmente che i problemi nazionali ereditati dal passato fossero sempre di natura economica. Ma, quando la crisi si è evoluta, è diventato evidente che esistono dei problemi politici profondamente radicati.

A distanza di tre anni riprendiamo in mano lo studio che aveva proposto JP Morgan e lo riesaminiamo alla luce dei recenti avvenimenti e della piega che stanno prendendo le politiche populiste dei vari Paesi del vecchio continente.

Documento JP Morgan: le opinioni sulle misure economiche

Il documento di JP Morgan fu prodotto in 16 pagine e mise in luce come le manovre correttive economiche avrebbero potuto favorire la speculazione sul mercato europeo.
Nel documento si spiegava con chiarezza che le misure di austerità non avrebbe fatto altro che soffocare l’Europa.

Un’analisi lucida, che rispecchia ciò che è avvenuto poi negli anni successivi: l’austerità non ha portato altro che rancore. La crescita non è arrivata e la crisi economica non sembra ancora lasciare il vecchio continente.
Nelle pagine dell’analisi si metteva in luce un altro fattore: i problemi che avrebbe creato l’austerità alle banche.

Il settore bancario risente ora di una serie di manovre economiche che portano nel profondo rosso i listi di molte banche italiane ogni giorno.
Sebbene Mario Draghi avesse dichiarato che avrebbe fatto l’impossibile, ciò non sarebbe comunque stato sufficiente.

Le misure economiche inoltre non sono state attuate in tempi stretti e idonei a fronteggiare il problema. I documenti prodotti nel 2013 mostravano inoltre come le politiche di questo tipo avrebbero portato ad un sostanziale distaccamento del cittadino dalla politica.

La crisi riguardava infatti non solo l’economia, ma anche il settore politico. Soprattutto le zone più periferiche avrebbero dovuto fare i conti con ciò.

I sistemi politici della periferia sono stati stabiliti a seguito della dittatura e furono definiti in base a questa esperienza. Tali Costituzioni tendono a mostrare una forte influenza socialista, che riflette la forza politica che i partiti di sinistra guadagnarono in seguito alla sconfitta del fascismo.

I sistemi politici intorno alla periferia tipicamente mostrano le seguenti caratteristiche:

  • un potere esecutivo debole,
  • uno Stato centrale debole rispetto alle regioni,
  • la tutela costituzionale dei diritti del lavoro,
  • sistemi di costruzione del consenso che alimentano il clientelismo politico,
  • e il diritto di protestare se vengono apportati cambiamenti sgraditi allo status quo politico.

Le carenze di tali sistemi politici ereditati dal passato sono stati rivelati dalla crisi. Il monito che si lanciava nel documento di analisi era di cambiare al più presto rotta per le politiche monetarie.
L’Euro avrebbe infatti funzionato sul lungo periodo, ma solo se si fosse riusciti a cambiare il modo di agire.

JP Morgan predisse le conseguenze dell’austerità

Inquietante è il fatto che lo studio predisse il anche cosa sarebbe successo a tutti quei Paesi che non avevano una Costituzione idonea a supportare l’Euro.

Infatti, le nazioni della periferia dell’eurozona hanno conseguito solo un parziale successo nell’adottare quelle riforme economiche e di bilancio che erano in programma, con governi vincolati dalle costituzioni nazionali (Portogallo), dalla forza delle regioni (Spagna), e dall’ascesa di partiti populisti (Italia e Grecia).

Questo è proprio ciò che negli anni è poi avvenuto, quello che ha portato all’ascesa dei partiti populisti nei vari Paesi, come il nostro. A influire sono soprattutto le costituzioni di questi Paesi, che hanno un governo centrale debole e un controllo sulle regioni poco efficace.

Nel rapporto si poteva leggere, riguardo all’Italia:

La prova chiave per il prossimo anno sarà in Italia, dove il nuovo governo chiaramente avrà l’opportunità di impegnarsi in significative riforme politiche. Ma, in termini di un percorso da intraprendere, il processo di riforme politiche è appena iniziato.

Con la locuzione “prossimo anno” ci si riferiva al 2014, momento nel quale sarebbero dovuti arrivare dei cambiamenti politici forti. Questo tipo di cambiamento non si è però mai verificato e la situazione è rimasta in una fase di stallo.

La conclusione era che la Costituzione italiana non fosse compatibile con le politiche monetarie europee, principalmente perché scritta in un momento in cui si dovevano arginare gli autoritarismi.
L’Italia, come poi è avvenuto, avrebbe quindi sofferto, a causa dei suoi sistemi antichi e poco adatti alle nuove politiche.

Di seguito vi alleghiamo il documento completo di JP Morgan, in modo che possiate approfondire voi stessi la questione e farvi un’idea della situazione attuale alla luce del documento.

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