Esame terza media “incostituzionale” secondo i presidi. Vediamo perché

Dubbi di incostituzionalità sulla prova degli studenti della terza media. I dirigenti scolastici della Cisl pronti a protestare contro il Ministro Azzolina.

Esame terza media “incostituzionale” secondo i presidi. Vediamo perché

L’esame di terza media è incostituzionale? È quello che pensano molti presidi italiani della Cisl, secondo i quali le modalità indicate dal Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina non si avvicinano nemmeno lontanamente ad un esame di stato: mancano prova, ammissione e commissione esaminatrice, elementi imprescindibili per dare ufficialità all’esame degli studenti. Per questo sono stati sollevati forti dubbi di incostituzionalità.

Secondo molti dirigenti scolastici si tratta di una grava violazione dell’articolo 33 della carta costituzionale: quello sulla libertà di insegnamento che detta anche i requisiti dell’esame di Stato.

Per i presidi della Cisl Scuola «L’esame proprio non c’è. Non c’è ammissione, non c’è commissione, non c’è alcuna prova e questo mal si accorda con le previsioni costituzionali» e per questa ragione hanno annunciato proteste e mobilitazioni con il sostegno del segretario generale della Flc Cgil Francesco Sinopoli.

Esame terza media per l’emergenza coronavirus: incostituzionale sì o no?

Non ci sono dubbi, a causa del coronavirus quest’anno gli esami di terza media saranno drasticamente modificati, come anche l’esame di maturità. E questo era prevedibile, considerando la situazione di eccezionalità che si è venuta a creare a seguito dell’emergenza sanitaria e la conseguente interruzione della didattica in presenza.

Tuttavia, secondo i dirigenti scolastici che aderiscono alla Cisl Scuola, la proposta della Azzolina per gli studenti della terza media è lontana dai requisiti costituzionali, anzi, violerebbe l’articolo 33 (sulla libertà delle scienze e dell’istruzione) nella parte in cui recita:

E` prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.

Le nuove modalità prevedono la presentazione di un elaborato scritto a casa, quindi senza ammissione e senza commissione esaminatrice, cosa che “svilisce” le formalità e il significato del traguardo raggiunto dagli studenti.

Secondo i presidi si tratterebbe di una semplificazione eccessiva, dato che il diploma di terza media è comunque un titolo di studio con valore legale e le nuove modalità eliminano ogni tipo di formalità, trasformando l’esame in una “interrogazione rafforzata”.

Sulla questione pare che i dirigenti scolastici abbiano l’appoggio di Landini e Sinopoli per promuovere una mobilitazione scolastica nazionale nella speranza che il Ministro dell’Istruzione modifichi le modalità d’esame indicate.

Secondo i presidi Cisl “l’esame non c’è”

Il punto della questione non è tanto la semplificazione - che in questa circostanza sarebbe stata necessaria - ma il fatto che “l’esame proprio non c’è”.

Gli studenti della terza media, stando alle ultime dichiarazioni, dovranno preparare a casa un elaborato scritto sui quali verranno interrogati durante l’ordinaria attività didattica a distanza. In poche parole non vi è alcun elemento che possa far propendere verso la definizione di “esame”.

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