Dichiarazione dei redditi 2014: le detrazioni sugli interessi passivi del mutuo

L’acquisto della prima casa comporta frequentemente l’accensione di un mutuo. Ecco come portarne in detrazione gli interessi passivi

Con l’avvicinarsi della scadenza dei termini (31 Maggio 2014) per la dichiarazione dei redditi relativi all’anno 2013, si cerca di approntare la maggior quantità di documentazione possibile per ottenere delle detrazione sui redditi da tassare. Nel caso in cui abbiate acquistato nel 2013 la vostra abitazione principale, ovvero la prima casa di cui siete i proprietari, non solo avete già goduto di un regime agevolato al momento dell’acquisto (o, eventualmente, della successione) ma potrete anche usufruire di una particolare detrazione, al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi.

Quali sono le agevolazioni
Più nello specifico è possibile detrarre il 19% degli interessi passivi pagati sul mutuo che, molto probabilmente avrete richiesto per acquistare l’immobile che risulta come la vostra abitazione principale. Come abitazione principale si intende quella in cui il contribuente ha la sua residenza abituale.

Che cosa sono gli interessi passivi sul mutuo
Si tratta degli interessi, stabiliti in base a uno specifico tasso, pattuito insieme al gestore finanziario della banca in cui si è richiesto il mutuo. Gli interessi passivi rappresentano il costo del denaro preso in prestito con il mutuo stesso (o con qualunque altra forma di finanziamento come, ad esempio, un prestito personale) e si dicono passivi perché rappresentano un costo da sostenere e, quindi, una perdita, un passivo, nel nostro conto economico ovvero nel nostro bilancio personale.

Quali sono i documenti da conservare
Sono documenti utili per un’eventuale verifica da parte dell’amministrazione finanziaria ma anche per la compilazione della dichiarazione dei redditi stessa. Dobbiamo aver cura di conservare: le quietanze relative al pagamento degli interessi sostenuti nell’anno 2013; la copia del contratto di mutuo ipotecario dal quale risulti che il finanziamento è stato concesso per l’acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale; il contratto di acquisto dell’immobile (per verificare i vincoli temporali previsti dalla norma e l’importo dell’atto); l’autocertificazione che attesti che l’immobile oggetto dell’acquisto è stato adibito ad abitazione principale nei termini previsti dalla normativa e, ove mancante nel contratto di mutuo, la motivazione per la quale il mutuo stesso è stato richiesto e attivato.

Quali sono le regole da rispettare
È possibile portare in detrazione un importo massimo di 4.000,00 euro di interessi passivi (su cui andrà successivamente calcolato il 19%) per ciascun intestatario (del mutuo) per i mutui contratti prima del 1993, e di 4.000,00 euro complessivi per i mutui stipulati dopo il 1993. In questo secondo caso l’importo detraibile può essere suddiviso tra i diversi intestatari del mutuo. L’unita immobiliare deve essere adibita ad abitazione principale entro 12 mesi dall’acquisto. L’acquisto dell’immobile deve avvenire nell’anno antecedente o successivo alla data di stipulazione del mutuo. La detrazione spetta soltanto al proprietario o nudo proprietario dell’immobile e mai all’eventuale usufruttuario.

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