Cyberbullismo: ecco la bozza del codice di autoregolamentazione

Marta Panicucci

9 Gennaio 2014 - 16:45

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E’ stata approvata la prima bozza del codice di autoregolamentazione per la prevenzione di fenomeni di bullismo digitale, conosciuto ormai come cyberbullismo.

La riunione che ha dato il via libera alla pubblicazione della bozza del codice, è stata presieduta presieduta dal viceministro dello Sviluppo economico, Antonio Catricalà, con l’accordo dei rappresentanti di Agcom e del Garante per l’infanzia, le associazioni italiane del settore e le associazioni coinvolte compresi i colossi globali come Google e Microsoft.

Il testo prevede che gli operatori della Rete, e in particolare coloro che agiscono all’interno dei social, si impegnino a fermare qualsiasi episodio di cyberbullismo segnalato dagli utenti.

Il cyberbullismo

I social network sono nati per mettere in comunicazione le persone in ogni parte del mondo. Ma negli anni il loro utilizzo ha subìto una deriva verso fenomeni aggressivi, gruppi di utenti caratterizzati da omofobia, razzismo e violenza.

Il cyberbullismo negli ultimi anni ha preso sempre più piede in rete, coinvolgendo migliaia di giovani vittime di violenze e soprusi, alcuni dei quali spinti fino a compiere gesti estremi.

E’ per questo motivo che il ministero dello sviluppo economico ha portato avanti la trattativa per l’approvazione della bozza del codice di autoregolamentazione. Il codice è disponibile sul sito del Ministero affinché gli utenti possano leggerlo e inviare consigli o suggerimenti.

Fino al 24 marzo 2014 sarà possibile inviare al seguenti indirizzo di posta elettronica antonio.amendola@mise.gov.it. contributi e osservazioni.

Il codice di autoregolamentazione

Di seguito riportiamo i 5 articoli che compongono il codice di autoregolamentazione:

  • Il codice di autoregolamentazione per prima cosa, all’articolo 1, obbliga i social network e gli altri operatori online che aderiscono al regolamento «ad attivare appositi meccanismi di segnalazione di episodi di cyberbullismo, al fine di prevenire e contrastare il proliferare del fenomeno.»
  • Articolo 2: «I sistemi di segnalazione che gli aderenti sono chiamati a mettere a disposizione di bambini e adolescenti devono essere adeguatamente visibili all’interno della pagina visualizzata, semplici e diretti, in modo da consentire loro l’immediata segnalazione di situazioni a rischio e di pericolo.
    Gli aderenti si impegnano nell’adozione delle misure necessarie a garantire che l’accessibilità ai sistemi di segnalazione e il riscontro fornito all’utente che ne faccia uso siano fruibili nella lingua dello stesso utente che effettua la segnalazione.»
  • Articolo 3: «Gli aderenti si impegnano a rendere efficienti i meccanismi di risposta alle segnalazioni (effettuati da personale opportunamente qualificato) azionati in termini di tempi di rimozione dei contenuti lesivi per la vittima del cyberbullismo, non superiori alle 2 ore dall’avvenuta segnalazione, al fine di evitare che le azioni si ripetano e/o si protraggano nel tempo, amplificando gli effetti che la condotta del cyberbullo ha in Rete sulla vittima, per la quale l’efficacia della segnalazione costituisce l’unico strumento possibile di controllo.
    Gli aderenti si impegnano, per quanto tecnicamente possibile e praticabile, a garantire ulteriore efficacia al contrasto del fenomeno del cyberbullismo anche attraverso l’oscuramento cautelare temporaneo del contenuto lesivo segnalato.»
  • Articolo 4: «Nel rispetto della normativa sulla riservatezza dei dati personali, gli aderenti potranno promuovere e attuare apposite politiche che consentano alle Autorità competenti di risalire all’identità di coloro che utilizzano il servizio per porre in essere comportamenti discriminatori e denigratori con l’intento di colpire o danneggiare l’immagine e/o la reputazione di un proprio coetaneo.
    Gli aderenti si impegnano altresì a sensibilizzare con campagne di formazione e informazione sull’uso consapevole della Rete, ciascuno per quanto di propria competenza e sulla base di linee guida indicate dal Comitato di cui all’articolo 5, l’utenza Internet sulla possibilità per chi pone in essere comportamenti discriminatori e denigratori con l’intento di colpire o danneggiare l’immagine e/o la reputazione di un minore di essere scoperto e per le vittime sulla concreta possibilità di difesa offerta dal presente Codice.»
  • Articolo 5: «Al fine di monitorare periodicamente l’effettiva applicazione del Codice da parte degli operatori aderenti, è istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico un Comitato di monitoraggio, composto da esperti di comprovata esperienza e professionalità sulle tematiche connesse alla protezione dei minori e all’utilizzo delle nuove tecnologie e dai firmatari del presente Codice.
    In esito al monitoraggio, qualora venga riscontrato il reiterato mancato rispetto degli impegni assunti con il presente Codice da parte dei Firmatari, il Comitato potrà, in esito ad apposita procedura, formulare uno specifico Richiamo nei confronti dell’Aderente che se ne sia reso responsabile.
    Il Comitato ha, inoltre, il compito di favorire studi e ricerche sul fenomeno del cyberbullismo anche attraverso una relazione annuale sul fenomeno e sull’efficacia delle misure intraprese dagli Aderenti.
    La partecipazione al Comitato non comporta oneri per lo Stato.»

Invitiamo chiunque avesse suggerimenti o critiche da rivolgere al presenta codice a segnalarlo a questo indirizzo mail: antonio.amendola@mise.gov.it.

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