Come funzioneranno le supplenze il prossimo anno? Novità per l’a.s. 2017/2018

Novità nell’attribuzione delle supplenze nell’anno scolastico 2017/18. Vi spieghiamo come dovrebbero funzionare il prossimo anno e cosa ci sarà di nuovo.

Come funzioneranno le supplenze il prossimo anno? Novità per l'a.s. 2017/2018

In arrivo novità per l’attribuzione delle supplenze per l’a.s. 2017/2018, che dovrebbero segnare una rottura rispetto a quanto accaduto nell’a.s. 2016/2017.

Nell’anno scolastico corrente, infatti, gli Uffici Scolastici sono stati spesso costretti a stravolgere le Graduatorie ad Esaurimento (che potrebbero essere anche riaperte) per ottemperare prima ai decreti cautelativi e poi alle sentenze di merito.

Questo ha determinato, ovviamente, un rallentamento dei tempi con conseguente slittamento delle supplenze o cambiamento in itinere di quanto già deciso sull’attribuzione delle stesse.

Come funzioneranno, dunque, le supplenze per l’anno scolastico 2017/18?

A quanto pare potrebbero esserci delle novità in arrivo che permetterebbero a questo fenomeno di essere arginato, in modo da evitare proprio quanto detto.

Il Governo, infatti, durante un’interrogazione parlamentare si è detto fiducioso sulla possibilità che già da quest’anno vi sia una normalizzazione nell’attribuzione delle supplenze.

L’interrogazione parlamentare era limitata alla provincia di Rovigo, ma può sicuramente essere estesa a livello nazionale.

Vediamo, dunque, nel dettaglio perché il Governo ritiene che ci sarà una normalizzazione nell’attribuzione delle supplenze e perché funzioneranno diversamente nell’a.s. 2017/18.

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Attribuzione supplenze: perché funzioneranno diversamente

Come è noto, in questi anni gli Uffici Scolastici si sono spesso trovati nella condizione di dover cambiare le GAE perché costretti ad ottemperare ai prima ai decreti cautelativi e poi alle sentenze di merito.

Questo comporta caos nell’attribuzione delle supplenze che vengono continuamente rimescolate sulla base dei cambiamenti introdotti di volta in volta.

In futuro questi problemi nell’attribuzione delle supplenze non si presenteranno e questo perché il Governo si dice fiducioso sul fatto che le prime sentenze che hanno respinto le richieste dei docenti abilitati PAS e TFA di essere inseriti nelle GAE siano in grado di normalizzare l’attribuzione delle supplenze.

Questo quanto dichiarata dal Governo in una interrogazione parlamentare relativa alla provincia di Rovigo, ma che può essere senza dubbio estesa a livello nazionale.

La volontà è quella di risolvere tutti i contenziosi prima del prossimo anno scolastico, in modo che le attribuzioni delle supplenze possano essere fatte in modo definitivo e senza che intervengano cambiamenti dell’ultimo minuto.

Attribuzione supplenza: cosa è avvenuto finora?

Negli scorsi anni, dunque, le situazioni in merito all’attribuzione delle supplenze sono state molto complesse perché le notifiche delle sentenze di merito spesso giungevano agli Uffici Scolastici in periodi diversi, costringendo ad una continua revisione delle graduatorie.

Questo avveniva sia per le graduatorie delle scuole secondarie a causa della richiesta di abilitati TFA e PAS; sia per quelle di infanzia e primarie per l’inserimento dei diplomati magistrali entro l’a.s. 2001/02.

Le ordinanze del TAR Lazio, fino all’anno scolastico 2014/2015, hanno permesso ai ricorrenti di essere inseriti nelle GAE ma con riserva, determinando la nomina degli stessi in attesa della pronuncia di merito.

Nell’anno scolastico successivo (2015/16) il TAR, facente funzione di Giudice dell’ottemperanza, ha decretato un principio opposto. I ricorrenti, infatti, venivano inseriti a pieno titolo nelle GAE e l’amministrazione doveva procedere alla nomina.

Il contratto stipulato, però, doveva comprendere una clausola risolutiva che si metteva in pratica qualora ci fosse stato un esito definitivo del ricorso a sfavore del ricorrente.

Per l’anno scolastico in corso, molto è stato il lavoro che ha comportato uno slittamento delle nomine conferite dall’Ufficio Scolastico e quindi degli adempimenti successivi dei dirigenti scolastici.

Come abbiamo detto, questa situazione non dovrebbe ripresentarsi per il prossimo anno perché i contenziosi in corso dovrebbero essere risolti prima dell’inizio dell’anno scolastico.

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