La Cina guarda all’Europa: accordo in vista, mentre è guerra aperta con USA

Violetta Silvestri

18 Dicembre 2020 - 12:52

18 Dicembre 2020 - 15:00

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La Cina al centro degli obiettivi economici di Europa e Stati Uniti. Mentre la guerra commerciale targata Trump ha sferrato nuovi colpi, dall’UE sta per arrivare un accordo strategico con Pechino.

La Cina guarda all'Europa: accordo in vista, mentre è guerra aperta con USA

La Cina sempre più lontana dagli USA e vicina all’Unione Europea: questa la sintesi delle ultime novità in arrivo sul fronte delle strategie economiche globali.

Stando ai fatti di oggi, 18 dicembre, infatti Pechino e Bruxelles stanno per siglare un accordo importante e atteso da anni su investimenti e cooperazione. Intanto, dall’amministrazione Trump sono giunte nuove minacce contro le imprese asiatiche.

Tra la guerra commerciale USA-Cina che non accenna a placarsi e l’avvicinamento tra la potenza asiatica e il blocco europeo dei 27, si stanno disegnando nuove trame globali?

Cina-Europa: il nuovo asse per gli investimenti

La notizia è di oggi, 18 dicembre, la Cina ha affermato che i colloqui con l’Unione Europea su un accordo bilaterale di investimento sono nelle fasi finali, aprendo alla possibilità di un’intesa completa a fine anno.

L’accordo globale sugli investimenti ha l’ambizioso e strategico obiettivo di rimodellare i legami economici tra Cina e UE, anche se permangono divisioni politiche. Il commercio bilaterale tra le due aree ha superato i 650 miliardi di dollari lo scorso anno e non può, quindi, essere trascurato.

Sebbene l’intesa rappresenti una vittoria diplomatica per entrambe le parti, sarà particolarmente apprezzato da Pechino, in quanto offre la possibilità di riaccendere i legami con l’UE, diventati sempre più freddi negli ultimi anni.

Bruxelles non ha mancato di esprimere in modo esplicito critiche alla Cina su una serie di questioni, dalle presunte violazioni dei diritti umani nella regione musulmana dello Xinjiang alla sua crescente militarizzazione del Mar Cinese Meridionale. L’UE ha anche esternato preoccupazione per una nuova legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong che limita le libertà nell’ex territorio britannico.

Raggiungere un’intesa, quindi, non è stato facile. I colloqui iniziati nel 2013 sono stati avviati su disposizioni per aprire il mercato cinese ed eliminare quelle che l’UE considerava pratiche discriminatorie. L’UE aveva anche cercato impegni dalla Cina su temi di sviluppo sostenibile, comprese le questioni del lavoro, un’area che era diventata un ostacolo importante alla conclusione dell’accordo.

Raggiungere una larga intesa su tutti questi ambiti sarà quindi un grande traguardo per UE e Cina.

Dagli USA nuove minacce alle imprese cinesi

Non c’è tregua, invece, sul versante USA. L’amministrazione Trump prosegue la sua politica aggressiva contro le imprese cinesi.

Gli Stati Uniti si stanno preparando a inserire nella lista nera Semiconductor Manufacturing International Corp e dozzine di altre società della Cina, ha riferito Reuters.

La società è cruciale per il settore chip e dell’hi-tech.

Washington vede l’ascesa della Cina e le sue ambizioni di dominare le sfere della tecnologia come una potenziale minaccia geopolitica. Per questo, una lista nera minaccia di paralizzare le sue ambizioni a lungo termine privandola di strumenti e materie prime cruciali.

In risposta alla crescente repressione degli Stati Uniti, la Cina sta pianificando di fornire un ampio supporto ai cosiddetti semiconduttori di terza generazione nel suo prossimo piano quinquennale, per aumentare l’autosufficienza interna nella produzione di chip.

SMIC, sostenuto dal China Integrated Circuit Industry Investment Fund, nonché dal fondo sovrano di Singapore GIC Pte e dall’Abu Dhabi Investment Authority, dovrebbe svolgere un ruolo centrale in questo sforzo complessivo.

Cina e USA, quindi, sono sempre più distanti. E Biden non riuscirà, probabilmente, a riavvicinare le potenze in modo così immediato.

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