Brexit: Boris Johnson presenta una legge che viola gli accordi UE

La proposta di legge del Primo ministro del Regno Unito manda all’aria l’intesa sull’Irlanda del Nord e viola gli accordi pregressi presi con l’UE. Una Brexit no deal si affaccia all’orizzonte prepotentemente.

Brexit: Boris Johnson presenta una legge che viola gli accordi UE

Boris Johnson si rimangia le promesse e oggi propone una legge in Parlamento che viola l’accordo sulla Brexit preso l’anno scorso con l’Unione Europea e avente valore di Trattato internazionale. La decisione di Johnson è dovuta alla mancata accettazione dell’introduzione di controlli doganali tra la Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord, ecco perchè.

L’Irlanda del Nord, secondo l’accordo raggiunto con l’UE, sarebbe dovuta rimanere nel mercato unico, per evitare di tornare ad un confine fisico con la Repubblica irlandese di Dublino, ciò presupponeva la creazione di una frontiera tra la GB e l’Irlanda del Nord che attualmente al governo Johnson proprio non piace.

La legge proposta dal Primo ministro del Regno Unito in giornata odierna, rischia di rendere nullo l’accordo sulla Brexit preso con Bruxelles. In questo modo, sono messi a rischio anche i diritti dei cittadini UE residenti in Gran Bretagna. Dopo le tante polemiche per la gestione sanitaria dell’emergenza da COVID-19 e l’accordo violato sull’Irlanda del Nord, diventa quasi impossibile fare affidamento su Boris Johnson.

La Commissione Europea ha chiesto al Primo ministro del Regno Unito di ritirare la proposta di legge, altrimenti le conseguenze potrebbero essere disastrose, ovvero, giungere a una Brexit senza accordi commerciali, che senza dubbio danneggerebbero molto l’economia britannica, ma anche, seppure solo in parte, i paesi europei che intrattengono importanti rapporti commerciali con il Regno Unito.

A questo proposito, è stata proprio la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen a twittare che gli accordi vanno rispettati.

Boris Johnson, invece, con la sua proposta di legge sta violando alcune clausole del Withdrawal Agreement. Il Regno Unito aveva preso un accordo per cui si impegnava a rispettare le legge europee sugli aiuti di stato che riguardano i sussidi statali alle aziende nordirlandesi, atti ad evitare una concorrenza sleale all’EIRE, come è chiamata l’Irlanda in lingua madre. Ma adesso, Johnson sostiene che il governo britannico possa decidere se notificare o meno all’UE l’esistenza di alcuni sussidi. Inoltre, gli dà facoltà di ignorare le leggi internazionali sul trasporto di beni.

A condannare la decisione di Boris Johnson, anche l’ex premier Theresa May che teme per la compromissione della reputazione del Regno Unito agli occhi del mondo, a cui le fa eco l’altro ex premier John Major. Contro la proposta di legge del Primo ministro inglese, anche alcuni deputati del suo partito che minacciano di votare contro. Attacchi sono già arrivati da Confindustria, Financial Times e naturalmente dall’opposizione laburista. Il capo del dipartimento legale del governo britannico, sir Jonathan Jones, ha dato le dimissioni.

Decisamente meno catastrofista Downing Street, secondo cui l’intesa presa sull’Irlanda del Nord che viene violata dalla proposta di legge di Johnson, è solo un documento vago che non ha lo stesso valore di un trattato internazionale.

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories