Bank run in Grecia, dalla BCE terza tranche d’emergenza

Il sistema bancario ellenico rischia di paralizzarsi per la fuga dei capitali. +4mld di ritiri da conti correnti bancari in una sola settimana

La morsa della scarsa liquidità stringe la Grecia e i suoi istituti di credito. Lo confermano l’aumento quotidiano del fenomeno del bank run e l’emissione della terza tranche di aiuti da parte dalla BCE tramite l’Ela.

Mentre proseguono i negoziati e le possibili trattative tra il premier Tsipras e i suoi creditori a Bruxelles e si tenta il possibile per evitare la famigerata Grexit, il sistema Bancario ellenico si trova a fronteggiare consistenti problemi di liquidità.

Sebbene l’accordo non sia stato ancora trovato e i mercati dopo settimane di tensioni e ribassi sembrano oggi essersi mostrati più ottimisti confidando in una risoluzione dell’emergenza Grecia, le banche greche si trovano a dover gestire la scarsa liquidità.

Corsa agli sportelli: 4 mld ritirati in una sola settimana
Secondo una fonte Reuters, nel corso dell’ultima settimana sono stati ritirati dai conti correnti ellenici quattro miliardi di euro. La bank run sembra però essere avvenuta silenziosamente e ordinatamente. Secondo la stampa estera sarebbero state interessati da questi ritiri senza clamori, gli sportelli bancomat delle principali banche di Atene: Banca nazionale di Grecia, Piraeus Bank, Eurobank Ergasias e Alpha bank. Se considerati però, in aggiunta ai 200-300 milioni di euro di media giornaliera di prelievi da conti corrente delle ultime settimane, il sentiment è che la paura dei piccoli risparmiatori greci sta crescendo in modo esponenziale.

Fuga di capitali: le cifre. Minimo storico dal 2004
Il crollo dei depositi bancari dei greci si registrerebbe già da tempo. Ripercorrendo il passato recente della Grecia, risulterebbe infatti, secondo indiscrezioni che
i depositi bancari sarebbero già ridotti ai minimi da oltre 10 anni.

Per l’anno 2015 i dati parlerebbero di un ammontare totale dei depositi detenuto da imprese e famiglie pari a 133,6 per il mese di aprile, contro i 127 miliardi di euro di adesso: il minimo storico dal mese di dicembre del 2004.

Revival blocco dei capitali di Cipro 2013
Tensione silenziosa che nasce dall’incertezza sulla possibilità o meno di un accordo con i creditori internazionali per la concessione dell’ultima tranche da 7,2 miliardi di euro del secondo piano di salvataggio la cui proroga scade a fine giugno. A far tremare il piccolo risparmiatore greco ci sono anche la futura permanenza o meno del Paese nell’eurozona e le potenziali misure di controllo di capitali, che potrebbero interessare i conti bancari ellenici. Un dejà-vu già noto alla vicina Cipro che nel marzo 2013 dovette assistere impotente al blocco sui movimenti di capitale.

La famiglie greche temono inoltre, l’ipotesi di un’introduzione seppur graduale degli IOU, dei pagherò emessi dallo Stato. Si tratterebbe cioè, di forme di pagamento surrettizie che potrebbero incidere su pesanti svalutazioni della dracma.

Emergency liquidity assistance: terza tranche
La liquidità del sistema bancario ellenico appare cioè, sempre più ridotta. L’unica boccata di ossigeno arriverebbe della Bce che, attraverso l’Ela ( Emergency liquidity assistance) una linea di credito di emergenza ridefinita ogni settimana da Francoforte, terrebbe appesa a un filo l’operatività degli istituti di credito.

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories