Abolizione Tasi sulla prima casa: risparmio medio di 200 euro a famiglia

L’abolizione della Tasi sulla prima casa può far risparmiare 200 euro a famiglia. E’ il risultato dello studio UIL in Italia, che evidenzia i rischi per i Comuni e l’opportunità di ridurre IVA e Accise.

Uno studio pubblicato da UIL ha evidenziato che l’abolizione della Tasi sulla prima casa porterebbe alle famiglie un risparmio medio di 200 euro.

Il sindacato ha anche indicato i rischi che correrebbero i Comuni se Renzi non trovasse un’alternativa per la copertura del mancato gettito fiscale loro destinato.

Abolizione Tasi: lo studio della UIL

La UIL ha pubblicato uno studio, effettuato facendo seguito alla dichiarazione di Renzi circa la volontà di abolire la tassa nel 2016, da cui è emerso che senza Tasi sulla prima casa i proprietari risparmierebbero in media 200 euro.

La notizia dell’opportunità di risparmiare tale somma sarà ben accolta da 25,4 milioni di persone, tanti sono i possessori di prima casa in Italia.

Il risparmio medio calcolato oscillerà per loro tra 180 e 230 euro. I valori più alti riguardano coloro che possiedono un’abitazione sita in un capoluogo di provincia.

Abolizione Tasi: il risparmio stimato

I dati provengono da una simulazione effettuata dal Servizio Politiche Territoriali in 106 città (capoluoghi di provincia). I valori assoluti cambiano secondo la città presa in considerazione.

Ecco alcuni esempi di risparmi medi espressi in euro per famiglia:

  • Torino: 403;
  • Roma: 391;
  • Bari: 338;
  • Bologna: 331.

Per dare un’idea della differenza fra il risparmio medio in città e quello in provincia, si può prendere il dato relativo ad Asti, pari a 19 euro per famiglia, ben venti volte inferiore al risparmio stimato per Torino.

Abolizione Tasi: la posizione della UIL

La UIL appoggia l’iniziativa del premier Renzi, ma lancia un avvertimento sui rischi di una simile mossa.

Risparmiare ai cittadini il pagamento della Tasi non deve significare per i Comuni che le loro casse rimangano vuote. Avranno bisogno di essere rimpinguate con 4,6 miliardi di euro, un esborso obbligatorio per lo Stato se non si vorrà mettere nei guai i sindaci.

Abolizione Tasi: cosa potrebbe accadere ai Comuni?

Se i Comuni rimanessero senza fondi, per bilanciare le entrate ridotte, aumenterebbero le tasse comunali, gravando in altro modo sui cittadini residenti nel loro territorio. Un esempio su tutti è l’IRPEF comunale, che pesa soprattutto su lavoratori e pensionati.

Un’altra sgradita possibilità sarebbe il taglio dei servizi essenziali da parte dei Comuni. La UIL ha calcolato che Renzi dovrà staccare 8.000 assegni per altrettanti Comuni.

Dei 4,6 miliardi di euro da coprire 3,8 miliardi vengono dalle prime case e 800 milioni dagli altri immobili.

Ecco alcuni esempi di importi, espressi in euro:

  • Roma: 524 milioni;
  • Milano: 206 milioni;
  • Torino: 115 milioni;
  • Genova: 74 milioni;
  • Napoli: 64 milioni;
  • Venezia: 34 milioni;
  • Palermo: 16 milioni.

IVA e Accise: i suggerimenti della UIL a Renzi

La UIL ha infine spronato il Governo a trovare una copertura di oltre 12 miliardi di euro per evitare l’aumento dell’IVA e delle Accise, cioè delle imposte di consumo sui prodotti.

Questo sarebbe, da parte del Governo, un passo molto importante (ancora più dell’abolizione della Tasi) nei confronti delle famiglie a basso reddito.

Abolizione Tasi: i commenti di Squinzi e Bersani

Squinzi, presidente di Confindustria, si ritiene soddisfatto della proposta di Renzi sull’abolizione della Tasi, ma manifesta il dubbio che si possa non tener fede alla promessa.

Bersani, ex segretario PD, su Facebook ha invitato Renzi a prendere spunto dalle promesse sull’abolizione della Tasi per aprire una seria discussione programmatica in tema di riduzione del carico fiscale, ammonendo:

“Non si vorrà certo tirare la volata al modo della destra!”

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