David Pascucci
Dicembre 2022
Il crollo dei mercati prima di Natale
Dati usciti alle 14:30 sul mercato americano e l’azionario crolla rovinosamente. Cosa è successo?
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*I dati intraday possono essere differiti fino a 15 minuti e hanno solo scopo informativo.
+0,05%
1 sett.
-1,53%
1 mese
+10,08%
6 mesi
+16,35%
1 anno
| Simbolo | Nasdaq |
|---|---|
| ISIN | - |
| Var. % | 1,06% |
| Apertura | - |
| Minimo oggi | - |
| Massimo oggi | - |
| Ultima chiusura | 26705,8633 |
| Minimo 52 sett. | 20794,6406 |
| Massimo 52 sett. | 27599,791 |
| Resistenza 2 | 26.363,35 |
|---|---|
| Resistenza 1 | 26.326,93 |
| Prezzo di chiusura | 26.290,51 |
| Supporto 1 | 26.260,07 |
| Supporto 2 | 26.229,64 |
| RSI (14) | 41,2 |
| Volatilità media giornaliera (20 sedute) | 0,91% |
| Media mobile 50 sedute | 26.619,72 |
| Media mobile 200 sedute | 24.950,62 |
| MACD / segnale | -26,870 / 116,087 |
| ADX (14) | 17,2 |
| Bande di Bollinger (20, 2) | 26.190,00 - 27.747,85 |
| Ciclo dominante | 119 sedute, fase ascendente |
Dati di chiusura del 20 ottobre 2026. Supporti e resistenze calcolati con i pivot point classici sulla seduta.
Il Nasdaq Composite comprende tutte le azioni ordinarie quotate sul Nasdaq, il primo mercato azionario elettronico al mondo, nato nel 1971 a New York. L’indice parte il 5 febbraio 1971 con base 100 punti e nel grafico compare con il simbolo IXIC.
I componenti sono più di 3.000 e il peso di ciascuno è proporzionale alla capitalizzazione di mercato. Per entrare basta essere quotati esclusivamente sul Nasdaq: oltre alle azioni ordinarie di società americane rientrano ADR di gruppi esteri, REIT e altri titoli simili. Fondi, ETF e azioni privilegiate sono esclusi. Il calcolo avviene in dollari durante la seduta di Wall Street, dalle 9:30 alle 16:00 ora di New York.
Il Composite non va confuso con il Nasdaq-100, che seleziona solo le 100 maggiori società non finanziarie del listino ed è il sottostante dell’ETF QQQ e dei future più scambiati.
Pur includendo banche regionali, biotecnologie e beni di consumo, l’indice è dominato dai grandi gruppi tecnologici: Apple, Microsoft, Nvidia, Amazon, Alphabet (la società che controlla Google), Meta Platforms (ex Facebook), Broadcom e Tesla. Questa concentrazione lo rende più volatile del Dow Jones e dell’S&P 500 e molto sensibile ai tassi della Federal Reserve, alle attese sugli utili delle big tech e agli investimenti nell’intelligenza artificiale.
La storia dell’indice è segnata dalla bolla delle dot-com: il massimo di marzo 2000 fu seguito da un crollo di quasi l’80% fino al 2002, e quei livelli sono stati recuperati solo nel 2015.
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