La volatilità dopo l’uscita del dato sull’inflazione è stata ampiamente prevista nell’analisi di ieri, come la dinamica di riassorbimento sull’azionario.
Oggi i mercati attendono l’uscita del dato sui tassi di interesse da parte della Fed, che potrebbe smuovere ulteriormente i mercati e stabilire la direzionalità settimanale vera e propria. Domani sono previsti altri dati in uscita, come quelli che prevedono gli aumenti dei tassi di interesse da parte delle banche centrali di Svizzera, Regno Unito e infine Europa.
In pratica siamo ancora all’inizio della settimana di trading: mancano ancora molti dati e si avrà una direzionalità definitiva solamente dopo il dato dell’inflazione europea di venerdì, anch’essa prevista in calo come quella statunitense.
Il movimento visto sul mercato azionario era quindi uno squeeze, mentre sul mercato valutario vediamo ancora un dollaro in via di deprezzamento sui massimi tecnici di lungo periodo.
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Il mercato e il dato dell’inflazione Usa
Alle 14:30 di ieri abbiamo visto l’uscita del dato sull’inflazione Usa, dimostratosi migliore delle aspettative di un calo al 7,3%, invece del finale assestamento a 7,1%. Durante l’uscita, si è verificata una fortissima accelerazione al rialzo dei mercati azionari, con il Nasdaq che si è portato oltre i 12000 punti e il Dax che è andato oltre i 14600 punti, rompendo entrambi tutti i livelli tecnici di riferimento.
Ieri era prevista molta volatilità e, solitamente, quando si verifica prima dell’uscita di altri dati, si ha una forte probabilità di vedere la dinamica in breakout con riassorbimento successivo. Parliamo quindi di un movimento di squeeze, che spazza via una larga fetta di operatori per poi ritornare sui livelli di partenza o a ridosso di essi. Ieri sono stati eliminati dal mercato tutti i ribassisti che aspettavano un crollo prima del dato, facendo da controparte a nuovi ordini short su livelli più alti.
Attenzione a questo movimento sul mercato azionario perché potrebbe essere decisivo per la dinamica su base settimanale. Ricordiamo che ci troviamo su livelli di resistenza importanti e che questa tipologia di movimento è fondamentale per quanto riguarda i movimenti di lungo periodo. Da sottolineare il fatto che il movimento rialzista su base settimanale, partito negli Usa qualche mese fa, ha avuto inizio proprio con uno squeeze di mercato come quello avvenuto dopo l’uscita del dato dell’inflazione di settembre. Anche lì il calo del dato è stato oltre le aspettative, ma in quel caso abbiamo visto un “long squeeze” che ha dato il via a un movimento rialzista. Che quest’ultimo short squeeze apra le danze a un ritracciamento di mercato?
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La situazione sul Forex
La situazione sembra essere ancora a favore delle vendite di dollari, ma anche qui, come nel caso del mercato azionario, ci troviamo a ridosso di livelli importantissimi nel lungo periodo, ancor più “tirati” rispetto all’azionario, visto che sia EurUsd che GbpUsd hanno rotto con forza le resistenze storiche prefissate dai minimi tra il 2015 e il 2020. In sostanza è sul Forex che bisogna attendersi parecchia volatilità e dove si verificheranno dei movimenti molto importanti. Per il momento, però, la situazione rimane a favore delle majors contro il dollaro e al momento non c’è alcun segnale di inversione significativo.
Squeeze sul Dax
Uno squeeze sul Dax dopo l'uscita del dato sull'inflazione USA
Cosa attendersi dalla giornata di oggi
La situazione potrebbe rimanere statica fino a stasera quando effettivamente uscirà la conferma circa un rialzo dei tassi dello 0,5%. Probabilmente, durante la conferenza stampa di Powell attesa per le 20:30 si vedranno movimenti molto interessanti e parecchia volatilità. Solamente nella giornata di domani, quando tutte le banche centrali avranno effettivamente dato il loro verdetto circa i tassi di interesse, si vedrà la reale direzionalità del mercato.
Oggi è un’altra giornata di attesa, con probabili rialzi del dollaro contro le majors, che potrebbero ritornare all’interno del range del mese precedente di negoziazione. In questo caso, l’azionario potrebbe tentare di ritestare i massimi e confermare il movimento di squeeze con ulteriori ribassi che potrebbero caratterizzare tutta la settimana di negoziazione.