Azioni Stellantis, crollo a 4,20 euro. I livelli che possono cambiare la lettura del ribasso

Gerardo Marciano

21 Settembre 2026 - 09:25

Stellantis chiude a 4,2035 euro dopo un venerdì in forte calo. Le nuove valutazioni degli analisti e i livelli del grafico aiutano a leggere gli scenari.

Azioni Stellantis, crollo a 4,20 euro. I livelli che possono cambiare la lettura del ribasso

Stellantis ha chiuso venerdì 18 settembre a 4,2035 euro, con una flessione del 5,23% nella sola seduta. Rispetto ai circa 23,50 euro raggiunti nel 2024, il titolo ha perso oltre l’80% del proprio valore. Il dato che cambia la lettura del grafico è la discesa sotto l’area 4,37–4,39 euro, sulla quale si era concentrata la precedente analisi. A poca distanza dall’apetura della sessione di lunedì, il titolo viaggia a quota 4,24, in rialzo di circa l’1%.

Nel 2020, durante il forte ribasso, si formò una candela trimestrale il cui massimo era vicino a 4,387 euro. Quando Stellantis è tornata in area 4,37–4,39 euro, quel vecchio massimo è diventato un livello da osservare: si poteva verificare se i prezzi avrebbero reagito proprio lì. La chiusura a 4,2035 euro, però, è avvenuta sotto quell’area. La coincidenza tra i prezzi del 2020 e quelli recenti resta un dato storico interessante, ma finora non ha fermato la discesa. Per questo, 4,37–4,39 euro non può più essere descritta come un’area che sta sostenendo il titolo.

Il ribasso arriva mentre diversi analisti stanno rivedendo le prospettive del gruppo. Tra luglio e agosto HSBC, Equita, Deutsche Bank, JPMorgan, UBS, Bernstein, RBC e Goldman Sachs hanno ridotto i propri prezzi obiettivo o adottato valutazioni più prudenti. Nelle ultime sedute si sono aggiunti i declassamenti di Morgan Stanley e Berenberg. La sequenza racconta quanto sia diventato difficile, per il mercato, stimare i tempi e l’entità di un recupero.

Stellantis, come sono cambiate le raccomandazioni

Il 14 settembre Morgan Stanley ha portato Stellantis da Equal Weight a Underweight, abbassando il target price da 5,70 a 4,50 euro. Berenberg, il 16 settembre, ha poi modificato il giudizio da Buy a Hold e ridotto l’obiettivo da 7,80 a 5,10 euro, esprimendo cautela sui tempi necessari per recuperare i margini. Già il 3 agosto UBS era passata da Buy a Neutral, tagliando il proprio target da 9,50 a 5,80 euro: la ripresa attesa nel mercato statunitense non procedeva alla velocità precedentemente prevista.

La prudenza, dunque, non nasce dall’ultima seduta, anche se le valutazioni degli analisti non sono unanimi. A luglio HSBC aveva ridotto il proprio obiettivo da 5,50 a 4 euro, mentre JPMorgan aveva abbassato la raccomandazione da Overweight a Neutral. Ad agosto Bernstein era passata da Market Perform a Underperform, con target ridotto da 6,20 a 4 euro; RBC e Goldman Sachs avevano a loro volta rivisto al ribasso i rispettivi prezzi obiettivo. Le singole valutazioni non sono identiche, ma mostrano una direzione comune: le attese sono state ridimensionate nel giro di poche settimane.

Secondo la rilevazione di MarketScreener, il giudizio medio di 24 analisti è Hold, con un prezzo obiettivo medio di circa 5,68 euro. Il valore più basso tra i target indicati è 4 euro, quello più alto 10 euro. Una forbice così ampia rende visibile la differenza tra le valutazioni. Inoltre, il fatto che l’obiettivo medio sia superiore alla chiusura di 4,2035 euro non significa che il titolo sia destinato a raggiungerlo: i target dipendono dalle ipotesi degli analisti e possono essere modificati ancora.

È qui che il grafico offre una prospettiva diversa. Le raccomandazioni cercano di valutare l’evoluzione futura dell’azienda; l’analisi dei prezzi mostra invece come il mercato sta reagendo, oggi, alle informazioni e alle aspettative disponibili. Mettere insieme le due letture aiuta a capire perché un titolo possa continuare a scendere anche quando alcuni prezzi obiettivo restano superiori alla sua quotazione.

Dal minimo del 2020 alle resistenze: cosa dice il grafico

Sulla serie storica utilizzata per lo studio trimestrale, un minimo storico di riferimento visibile sul grafico trimestrale è posto in area 2,2550 euro, segnato nel primo trimestre del 2020 (serie storica precedente alla nascita di Stellantis). La distanza dalla quotazione attuale è considerevole. Indicare quel minimo significa individuare un precedente rilevante sul grafico, non affermare che il titolo debba raggiungerlo o che tra 4,2035 e 2,2550 euro non possano formarsi nuovi livelli di equilibrio.

Lo studio dei grafici serve proprio a distinguere questi concetti. Un minimo passato segnala un prezzo al quale, in un determinato contesto, la discesa si arrestò. Un massimo passato segnala invece un’area nella quale un rialzo incontrò vendite. Quando le quotazioni tornano vicino a quei valori, gli analisti osservano se il comportamento del mercato cambia. Il livello da solo non è un segnale sufficiente: conta anche ciò che accade nelle sedute successive.

Se Stellantis dovesse avviare un recupero, la prima resistenza importante sarebbe 4,8720 euro, massimo del 7 settembre. Superarla e mantenersi sopra quell’area costituirebbe un primo miglioramento della struttura di breve periodo.
Oltre 4,8720 euro, l’attenzione si sposterebbe su 5,338 euro, massimo del 29 luglio. Soltanto dopo il superamento anche di questo riferimento diventerebbe utile osservare l’area 7,533 euro, massimo del mese di aprile. La distanza tra i tre livelli è un elemento essenziale della lettura: il recupero della prima resistenza non cancellerebbe da solo il ribasso iniziato dai massimi del 2024, né garantirebbe il raggiungimento delle successive.

Stellantis si trova quindi tra due evidenze. Da un lato, la discesa sotto 4,37–4,39 euro conferma il deterioramento del quadro grafico e rende rilevante, sulla scala trimestrale, il lontano precedente del 2020. Dall’altro, i massimi a 4,8720, 5,338 e 7,533 euro permettono di valutare quanto dovrebbe svilupparsi un eventuale recupero prima di modificare la lettura della tendenza. Saranno i prezzi futuri, e soprattutto la capacità di mantenerli nel tempo, a chiarire se la fase attuale resterà parte della lunga discesa o inizierà a costruire una struttura diversa.

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