Mercati in forte rialzo: crolla l’inflazione nel lungo periodo?

David Pascucci

11/11/2022

11/11/2022 - 13:52

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Inflazione Usa al di sotto delle attese e mercati in fortissimo rialzo. Che stia cambiando tutto?

Mercati in forte rialzo: crolla l'inflazione nel lungo periodo?

Tutto è cambiato dopo l’uscita del dato Usa sull’inflazione al di sotto delle attese. Nell’immediato i mercati hanno reagito in modalità “risk on”, ossia a favore di rischio e hanno quindi proseguito le forti vendite di dollari e gli acquisti sul mercato azionario.

Ieri abbiamo quindi assistito a forti movimenti sul mercato che di fatto hanno sorpreso la maggior parte degli operatori con estensioni di prezzo molto importanti sia sull’azionario che sul Forex. I movimenti più importanti li abbiamo visti sul Nasdaq che rende oltre il 7% in una giornata e sul Forex con UsdJpy che arriva a perdere oltre il 4% dalle 14:30 in poi. I movimenti visti sono in linea con una view che di base vede un deprezzamento del dollaro nel lungo periodo e un rallentamento nel ritmo di rialzo dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, Fed in particolare.

Inflazione Usa meglio delle attese

Era nell’aria l’uscita di un dato simile. Finalmente il mercato ha assistito a un ribasso consistente dell’inflazione negli Usa con un dato precedente che vedeva un’inflazione partire dall’8,2% con un consensus, la stima degli operatori, all’8% che è stata disattesa con un’inflazione che si attesta al 7,7%, un dato che ha “sorpreso” il mercato viste le reazioni che ci sono state.

Dalle 14:30 abbiamo assistito a forti acquisti sulle majors contro il dollaro con UsdJpy che passa da area 146 a area 140, ben sei figure di ribasso mentre il Nasdaq si riprende fortemente dai minimi e registra una performance incredibile partendo dai 10800 fino ad arrivare nella serata di ieri in area 11600 registrando una performance da minimo a massimo di oltre il 7%. In pratica è come se il mercato non aspettasse altro che un dato del genere ed effettivamente era nell’aria che arrivasse un dato sull’inflazione di simile entità.

In pratica stiamo vedendo l’effettiva trasmissione della politica monetaria della Fed direttamente sull’inflazione, con un gap temporale facilmente prevedibile e che porta ora gli operatori di mercato a stimare che ci sia una diminuzione dell’inflazione anche in altre aree economiche, vedi Uk e Europa seppur le banche centrali di queste aree si siano mosse in ritardo rispetto alla Fed americana.

In Europa raggiunti i target di breve

Per quanto riguarda i mercati europei, potremmo dire che abbiamo raggiunto dei target di movimento rialzista di breve in un lasso di tempo molto limitato e con una dinamica rialzista fuori dal comune. In primis potremmo parlare del Ftse Mib, l’indice italiano che ieri ha raggiunto l’area target che era stata prefissata giusto qualche giorno fa come un’area che doveva essere raggiunta tra fine 2022 e inizio 2023.

Come possiamo vedere dal grafico, l’area rossa che identifica l’area di massimi target è stata raggiunta in una sola giornata di negoziazione e in questo momento il mercato sta ancora gravitando all’interno di essa, appunto tra i 24000 e i 24600. Proprio nella mattinata il mercato ha toccato i 24600 che rappresentano i massimi dell’area che target e che a questo punto pongono degli interrogativi circa la dinamica che potrebbe caratterizzare il mercato da qui fino a fine anno.

Per il momento possiamo solamente dire che il mercato italiano è andato a target e l’unica ipotesi che possiamo fare è quella di un movimento ribassista di brevissimo che rappresenterebbe solamente un freno a questa salita. Il Dax, l’indice tedesco ha invece rotto al rialzo i 14000 punti attestandosi a 14200 nella giornata di oggi, anche qui arrivando a toccare dei target di breve che dovevano essere raggiunti entro l’inizio del 2023.

Ftse Mib grafico Settimanale Ftse Mib grafico Settimanale Area rossa come area target di movimento di lungo periodo

Cosa aspettarsi dal mercato

Per il momento, sul Forex abbiamo visto dei movimenti veramente importanti che ci fanno pensare inevitabilmente all’inizio di un movimento che un certo senso stravolge completamente quello che abbiamo visto finora, ossia forti acquisti di dollaro contro le altre majors. Probabilmente la giornata di ieri potrebbe segnare l’inizio di vendite di dollari nel lungo periodo con conseguenze dirette sul mercato delle materie prime.

Per quanto riguarda il mercato azionario dovremmo concentrarci sull’analisi tecnica pura, ossia osservare quali livelli di prezzo potrebbero risultare fondamentali per un’ipotetica inversione al ribasso nel lungo periodo, scenario che sarebbe comunque in linea con il ribasso dell’inflazione e con la politica delle banche centrali a tassi di interesse elevati. In pratica l’unica cosa da fare in questo momento, per quanto riguarda l’azionario, è aspettare visto che sono stati raggiunti dei target di movimento in un lasso di tempo molto breve, condizione che ci pone in una situazione di “osservazione” proprio per la natura del movimento che abbiamo visto.

Ricordiamo in merito che proprio sull’azionario stiamo assistendo a delle dinamiche su base settimanale alquanto anomale, ossia movimenti rialzisti che stanno durando “troppo” rispetto al normale, vedi le sei settimane consecutive di rialzo di Dax o le quattro settimane consecutive di rialzo di Ftse Mib.

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