Con un post pubblicato su Substack, Mr. Big Short Michael Burry ha scritto di rimanere bearish nei confronti di diverse azioni AI, a dispetto della corsa che ha consentito all’indice Nasdaq 100 di testare un nuovo record qualche giorno fa, balzando fino a quota 30.732,40 nella sessione di martedì, 22 settembre 2026.
Diventato famoso per aver previsto il crollo del mercato immobiliare prima della crisi finanziaria globale del 2007-2009, Burry ha detto di ritenere che la fase di scarsità dell’offerta che sta caratterizzando in questo momento i chip di memoria si confermerà temporanea.
Di conseguenza, a suo avviso, il settore tornerà a essere caratterizzato dal suo tradizionale andamento caratterizzato da fasi di boom e crolli: “Nei prossimi due anni questa carenza verrà meno con il recupero della produzione e il mercato della memoria tornerà ad attraversare una fase di ribasso”, ha scritto Burry in un post su Substack.
Michael Burry aumenta scommesse short su azioni Micron, Palantir, Nebius Group e su ETF chip
Per questo motivo, Mr. Big Short ha deciso di aumentare le sue scommesse short sulle azioni Micron Technology, produttore di chip di memoria, su Nebius Group, AI cloud company e su Palantir, società software nota per avere sviluppato una piattaforma AI per aziende e organizzazioni, con prodotti come AIP, Foundry e Apollo.
Michael Burry ha deciso di shortare anche l’intero ETF dei chip SOXX iShares semiconductor ETF, spiegando la propria strategia e facendo una precisazione: “Continuerò tuttavia a monitorare la situazione e cercherò di chiudere le posizioni short nel caso in cui il mercato riportasse questi titoli su nuovi massimi”. Per poi aggiungere: “Continuo a mantenere le mie put .”
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Perché Burry è più bearish sui titoli dei semiconduttori
Burry ha spiegato le scommesse short citando le dichiarazioni rilasciate di recente dal CEO del produttore di elettronica Acer, da cui è emerso che la capacità produttiva cinese di chip di memoria sta aumentando.
Secondo il numero uno di Acer, l’assunto secondo cui la scarsità di semiconduttori per lo storage continuerà a sostenere i prezzi delle memorie, a beneficio della redditività dei produttori e, di conseguenza, delle loro azioni, non avrebbe basi solide.
“Come potrebbe esserci una continua scarsità dell’offerta? La capacità produttiva cinese sta crescendo in modo costante, e non c’è assolutamente alcun problema di scarsità dell’offerta. I prezzi dei contratti stanno oscillando in modo significativo, con alcuni prezzi che salgono e altri che vanno giù”, ha scritto il CEO Jason Chen.
Alert su eccesso di offerta nel mercato dei chip di memoria anche dagli economisti
Simili avvertimenti sono stati di recente anche da alcuni economisti, con Sujai Shivakumar, esperto del Center for Strategic and International Studies di Washington, che si è così espresso:
“L’eccesso di capacità produttiva cinese potrebbe diventare il prossimo rischio per il mercato della memoria. L’espansione della produzione cinese di DRAM e NAND potrebbe allentare alcune pressioni nel breve termine, ma potrebbe anche determinare in futuro un surplus di offerta, un aumento delle esportazioni a prezzi stracciati, tensioni commerciali e una maggiore dipendenza dai fornitori cinesi per dispositivi di memoria considerati commodity, ma strategicamente importanti.”
A soffrire l’effetto dell’aumento della capacità produttiva di chip per memoria potrebbe essere, secondo gli analisti interpellati dalla CNBC, Micron, produttore americano di chip di memoria con sede a Boise, in Idaho, visto che la società ha incrementato gli investimenti e sta costruendo diversi nuovi impianti.
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Il commento di Michael Burry sul record testato dal Nasdaq 100: “storicamente sopravvalutato”
Tornando al post di Michael Burry su Substack, Mr. Big Short ha definito l’indice Nasdaq-100 “storicamente sopravvalutato e storicamente concentrato su un numero limitato di titoli” dopo che il listino dei titoli tecnologici ha testato un valore massimo di chiusura, questa settimana, a 30.732 punti.
Alcuni analisti tecnici di Wall Street hanno tra l’altro osservato di recente una crescente divergenza all’interno del Nasdaq-100: più in generale, nel cosiddetto AI trade, ovvero nelle operazioni di investimento legate all’intelligenza artificiale, come ha scritto in un report Jonathan Krinsky di BTIG: “Il NDX è pressoché invariato da metà agosto, ma la percentuale di titoli che si trova al di sopra della propria media mobile a 200 giorni è scesa dal 77% al 56%”.
L’analista ha continuato, affermando che “la buona notizia è che questo significa che la selezione dei titoli assume maggiore importanza... La cattiva notizia è che questo significa che il trade complessivo sull’AI è meno solido.”
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Non solo vendite allo scoperto, Michael Burry ha anche posizioni long su queste azioni
Dal canto suo, Michael Burry ha detto di avere aumentato le posizioni long su altri titoli prescelti.
“Ho acquistato altre azioni di QXO, Build-A-Bear, Sprouts, Birkenstock e Mercado Libre. Tutti questi titoli hanno subiìo una correzione significativa e ritengo che i prezzi offerti dal mercato siano piuttosto interessanti.”
Da segnalare che le azioni su cui Burry è long appartengono a diversi settori:
- QXO è un distributore nordamericano di materiali per l’edilizia.
- Build-A-Bear è un retailer di peluche personalizzabili.
- Sprouts Farmers Market è una catena americana di supermercati specializzata in prodotti naturali e biologici.
- Birkenstock è il gruppo tedesco delle calzature con plantare anatomico.
- Mercado Libre è il principale ecosistema di e-commerce e fintech dell’America Latina.