Per il prezzo del grano il grafico utilizza il contratto future con scadenza più vicina sul frumento tenero Soft Red Winter, negoziato al Chicago Board of Trade (CBOT), parte del gruppo CME, con simbolo ZW. La quotazione è espressa in centesimi di dollaro per bushel, unità che per il frumento corrisponde a circa 27,2 chilogrammi; un contratto riguarda 5.000 bushel. Le scadenze cadono a marzo, maggio, luglio, settembre e dicembre.
Chi produce ed esporta frumento
I maggiori produttori sono Cina, Unione europea, India e Russia, ma gran parte del raccolto cinese e indiano viene consumato all’interno. Sul mercato internazionale contano soprattutto gli esportatori: Russia, primo al mondo, Unione europea, Canada, Australia, Stati Uniti, Ucraina e Argentina.
Il contratto di Chicago riguarda il grano tenero, usato per pane e farine. Il grano duro, destinato alla pasta e centrale per l’Italia, ha mercati e prezzi propri, rilevati anche nelle Borse merci nazionali.
Cosa muove il prezzo del grano
Il meteo nelle aree di coltivazione è il fattore decisivo: siccità, gelate o piogge eccessive possono ridurre i raccolti in poche settimane. Il mercato segue con attenzione il rapporto mensile WASDE del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense sulle stime di domanda e offerta.
La guerra in Ucraina ha mostrato quanto pesi la regione del Mar Nero: nel marzo 2022 il future CBOT ha toccato livelli record, prima di ridimensionarsi con il ripristino delle esportazioni via mare. Contano anche le restrizioni all’export, i dazi, i costi di fertilizzanti ed energia e il cambio del dollaro.