Grano, zucchero e caffè ai massimi da anni. Il carrello della spesa rischia di ripartire

Sergio Giraldo

16 Settembre 2026 - 17:27

Indice FAO ai massimi dal 2022, grano ai livelli di tre anni fa, zucchero su del 12% in un mese. In Italia il carrello tiene, per ora.

Grano, zucchero e caffè ai massimi da anni. Il carrello della spesa rischia di ripartire

L’indice FAO dei prezzi alimentari ha toccato ad agosto 133,3 punti, il livello più alto dal novembre 2022, con tutte le componenti in rialzo, cioè cereali, oli vegetali, zucchero, carne e latticini. Il capo economista Maximo Torero ha parlato di un premio al rischio che torna sui mercati del cibo per la convergenza di shock climatici, tensioni geopolitiche e logistica commerciale interrotta. L’indice resta comunque del 17% sotto il picco del marzo 2022.

Il prezzo mondiale del grano è salito del 2,6% in un mese e del 15% in un anno, a Chicago il contratto di settembre ha chiuso agosto a 7,67 dollari il bushel, il livello più alto dal luglio 2023, con un rialzo del 30% dai minimi di giugno. Le cause di questo rialzo si sommano una sull’altra. La siccità e il caldo hanno tagliato le rese in Europa e negli Stati Uniti, dove è in corso la peggiore siccità dal 2013. Nel Mar Nero, da cui passa circa un terzo del commercio mondiale di grano, gli attacchi incrociati tra Russia e Ucraina hanno paralizzato i porti. L’export marittimo russo di cereali è calato del 62% ad agosto, quello ucraino è dirottato sul Danubio con tempi di consegna verso l’Egitto passati da 12 giorni a più di un mese e costo dei noli triplicato. La Lettonia prepara un dazio del 300% sul grano russo che cerca sbocco nel Baltico. L’Arabia Saudita ha annullato una gara da 535.000 tonnellate per i prezzi troppo alti, il Pakistan ne ha lanciata una da 750.000, l’Algeria ha comprato a 319-321 dollari la tonnellata contro i 289-290 di agosto.

Lo zucchero ha fatto il balzo più vistoso, con l’indice FAO salito dell’11,9% in un mese ai massimi dal giugno 2025 per le piogge sulla lavorazione della canna in Brasile e la siccità sulla barbabietola europea. Secondo alcuni analisti, per lo zucchero è in vista nel 2027 uno dei mercati più rialzisti degli ultimi vent’anni, con l’India che potrebbe passare da esportatore a importatore. Il caffè arabica resta intorno ai 3 dollari la libbra con scorte ICE ai minimi da 26 anni, anche se le spedizioni brasiliane in arrivo ad Anversa potrebbero raffreddarlo.

Su tutto ciò si stende l’ombra lunga di El Niño, con la NOAA che assegna oltre il 90% di probabilità a un evento di intensità eccezionale nell’autunno-inverno, il più intenso dal 2015 e forse da quando esistono le serie. Per l’agricoltura significa siccità in Australia, dove le semine di grano sono già giù del 12%, in Indonesia e in Thailandia, con effetti su olio di palma, riso, caffè e zucchero, e piogge eccessive in Argentina.

C’è poi il tema dei costi. La guerra a Hormuz ha tolto dal mercato da mesi un terzo dei fertilizzanti scambiati nel mondo, con l’urea a 725 dollari la tonnellata a marzo. Il prezzo è rientrato intorno ai 440 dollari grazie alla riapertura dell’export cinese, ma resta sopra il livello di un anno fa e con il TTF a 80 €/MWh il punto di pareggio di un impianto europeo supera i 600 dollari. Gli agricoltori francesi prevedono un quarto anno consecutivo di reddito negativo e avvertono che la Francia potrebbe perdere l’intero surplus esportabile di grano tenero entro dieci anni.

In Italia intanto i dati Istat sull’inflazione di agosto raccontano ancora una calma apparente. L’inflazione complessiva è salita al 3,3% trainata dall’energia (+17%), mentre gli alimentari restano all’1,1% e il carrello della spesa all’1%. Si tratta dell’effetto di contratti di fornitura e listini che si muovono con ritardo di mesi rispetto alle materie prime. Nei cinque anni precedenti il carrello è cresciuto del 29,5% contro un’inflazione generale del 21%. La trasmissione dal campo allo scaffale ha già cominciato a mettersi in moto.