Le quotazioni del cacao mostrate nel grafico seguono il contratto future con scadenza più vicina negoziato sull’ICE Futures U.S. di New York, con simbolo CC. La quotazione è espressa in dollari per tonnellata metrica e ogni contratto riguarda 10 tonnellate di fave. Le scadenze cadono a marzo, maggio, luglio, settembre e dicembre. Sull’ICE Futures Europe di Londra si scambia un contratto analogo quotato in sterline.
Dove si produce il cacao
La pianta del cacao cresce solo nella fascia tropicale, con temperature stabili e piogge abbondanti ma regolari. Costa d’Avorio e Ghana forniscono insieme circa il 60% del raccolto mondiale; seguono Ecuador, Camerun, Nigeria e Indonesia. Nei due principali Paesi produttori i prezzi pagati ai coltivatori sono fissati dagli enti statali, e gran parte della produzione arriva da piccole aziende familiari con alberi spesso vecchi.
La trasformazione è concentrata in pochi grandi gruppi, come Barry Callebaut, Cargill e ofi (Olam), che riforniscono l’industria del cioccolato.
Il boom del 2024 e i fattori di prezzo
Tra il 2023 e il 2024 una serie di raccolti scarsi in Africa occidentale, legati a piogge irregolari, al fenomeno El Niño e alla diffusione del virus swollen shoot, ha portato il mercato in deficit. Il prezzo è salito oltre i 10.000 dollari per tonnellata, livelli mai visti prima, con forti ripercussioni sul costo del cioccolato.
Oltre al meteo e alle malattie delle piante, sul prezzo incidono le stime sui raccolti, i dati trimestrali sulla macinazione delle fave in Europa, Nord America e Asia, le scorte certificate nei magazzini ICE, le politiche dei governi produttori e le nuove regole europee contro la deforestazione.