Ritter Sport taglia il personale per la prima volta in oltre 110 anni di storia: un posto su dieci in amministrazione sparirà per rispondere alle perdite del 2025 e ai costi crescenti.
Ritter Sport, secondo produttore di cioccolato in Germania, ha annunciato la prima ondata di licenziamenti nella sua storia ultracentenaria. L’azienda con sede a Waldenbuch, nella regione del Baden-Württemberg, procederà a una riduzione del personale presso il quartier generale per contrastare le perdite registrate nell’ultimo esercizio. La decisione segna una svolta per un marchio familiare che in oltre 110 anni di attività non aveva mai fatto ricorso a misure di questo tipo.
A pesare sui conti del gruppo sono stati l’aumento dei costi energetici e materie prime e un calo della domanda che ha compresso i margini industriali. L’obiettivo dichiarato dai vertici aziendali è preservare l’indipendenza dell’impresa familiare in un contesto di mercato profondamente mutato, riorganizzando la struttura dei costi per garantire solidità nel medio-lungo periodo.
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Ritter Sport taglia il personale: circa il 10% dei posti amministrativi a rischio
La misura annunciata da Ritter riguarderà in modo specifico il comparto amministrativo dello stabilimento principale. Nella sede di Waldenbuch lavorano circa 700 dei 1.900 dipendenti complessivi del gruppo e si stima che uno su dieci perderà il posto. I lavoratori sono stati informati martedì dall’azienda, che ha preannunciato l’attivazione di un piano sociale e di una società di ricollocamento per accompagnare il personale in uscita.
Andreas Ronken, amministratore delegato del gruppo, ha definito la decisione particolarmente difficile perché coinvolge persone che hanno assunto responsabilità in Ritter per molti anni. Secondo il manager è tuttavia indispensabile ristrutturare l’organizzazione affinché resti solida e autonoma anche in uno scenario economico profondamente cambiato rispetto agli anni precedenti la crisi delle materie prime.
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Costi di energia e imballaggi in crescita e domanda in calo
I produttori di cioccolato stanno attraversando una fase critica a causa del forte rialzo del prezzo del cacao sui mercati internazionali. Dal 2022 la quotazione è passata da circa 2.400 dollari per tonnellata (circa 2.050 euro) a oltre 10.000 dollari nel gennaio 2025 (circa 8.550 euro), per poi avviare una fase di ridimensionamento che dall’inizio del 2026 ha registrato un calo di circa il 43%. Attualmente il prezzo si aggira sui 3.300 dollari per tonnellata (circa 2.820 euro), un valore comunque superiore ai livelli del 2022. Nonostante questa correzione, Ritter Sport non ha ridotto i listini al consumatore.
Ritter giustifica questa scelta con la struttura contrattuale di lungo periodo stipulata con cooperative e coltivatori, cui si aggiunge la gestione diretta di una piantagione in Nicaragua dove lavorano 400 dei 1.900 dipendenti del gruppo. I costi energetici e di imballaggio hanno contribuito ad appesantire il conto economico.
Bilancio 2025 in perdita e strategia di crescita internazionale
Ritter Sport rappresenta attualmente il secondo marchio per vendite di tavolette di cioccolato sul mercato tedesco, alle spalle di Milka (gruppo Mondelez) e davanti a Lindt. Nel 2025 l’azienda ha incrementato il fatturato a 712 milioni di euro, ma ha chiuso l’esercizio con una perdita di entità non comunicata. Fonti aziendali indicano inoltre che i volumi di vendita non sono cresciuti rispetto all’anno precedente.
Il confronto con l’esercizio 2024 mette in evidenza il deterioramento dei risultati: il gruppo aveva allora realizzato un utile consolidato di 12,6 milioni di euro su un fatturato di 616 milioni. Nel bilancio di quell’anno le spese per il personale erano cresciute in modo significativo superando i 105 milioni di euro, per effetto degli aumenti contrattuali e dell’ampliamento dell’organico.
Guardando al futuro, la strategia del gruppo punta su un’ulteriore espansione oltre i confini nazionali. A fine 2025 Ritter ha acquisito la statunitense Creative Natural Products, proprietaria del marchio Chocolove, un’operazione che rafforza la presenza del produttore tedesco sul mercato nordamericano, segnando un passo importante nel percorso di internazionalizzazione del gruppo familiare.
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