Treasury USA, la fuga dal debito americano è storica. Appena arrivata la conferma

Laura Naka Antonelli

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La vera prova del nove dell’esodo dai Treasury, i Titoli di debito USA. I nomi dei grandi colossi che stanno riducendo l’esposizione.

Treasury USA, la fuga dal debito americano è storica. Appena arrivata la conferma

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La fuga degli investitori stranieri dai Treasury, Titoli di debito USA, è storica.

Lo conferma una notizia appena arrivata, che indica una svolta senza precedenti, alimentando l’ansia in un momento in cui i bond sovrani degli Stati Uniti sono finiti in balìa di una potente carica di sell off, a dimostrazione di come il piano di buyback annunciato dal segretario al Tesoro americano Scott Bessent non stia riuscendo a blindare i Treasury.

L’allarme arriva dagli investitori stranieri: per la prima volta vogliono più azioni che Treasury USA

La prova del nove del grande esodo è arrivata con la pubblicazione di una nota firmata da George Saravelos, responsabile globale della divisione di ricerca sul mercato del forex di Deutsche Bank, da cui è emerso che gli investitori esteri preferiscono ormai scommettere più sulle azioni USA che sui Treasury: “Per la prima volta, al di fuori della crisi finanziaria globale (GFC), i flussi verso le azioni americane hanno superato quelli verso il reddito fisso” ha affermato Saravelos, riferendosi a un report di Deutsche Bank.

Saravelos ha fatto riferimento a un’analisi stilata dalla divisione di ricerca della prima banca tedesca, secondo cui la quota di Treasury Usa detenuta dagli investitori esteri è crollata da oltre il 50% raggiunto al picco a circa il 30% attuale.

Al contrario, le partecipazioni estere in azioni statunitensi sono aumentate.

Perché meglio azioni che debito USA? Deutsche Bank risponde

La domanda sulle ragioni alla base della disaffezione nei confronti deei Titoli di Stato USA e degli acquisti, invece, delle azioni americane, se l’è posta lo stesso analista: “Perché gli investitori stranieri amano le azioni statunitensi ma non apprezzano le obbligazioni americane?”

La risposta è stata la seguente: “Perché il bilancio del settore privato americano è in forte espansione - grazie all’intelligenza artificiale e ai margini di profitto ai massimi storici - mentre il bilancio del settore pubblico continua a peggiorare, con deficit superiori al 6% destinati a protrarsi”.

In sintesi: la fuga dai Treasury si spiega con le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve di Kevin Warsh ma anche con le preoccupazioni per il peggioramento dei conti pubblici degli Stati Uniti, nello specifico per l’ampliamento del debito federale che, stando ai dati aggiornati all’ultimo mese, è balzato oltre la soglia di $40 trilioni.

A generare i timori è anche il deficit federale, atteso attorno a $2.100 miliardi nell’anno fiscale che terminerà il prossimo 30 settembre, pari a oltre il 6% del PIL USA, stando alle previsioni formulate dal Congressional Budget Office, Ufficio di Budget del Congresso degli Stati Uniti.

Le mosse del fondo sovrano numero uno al mondo, della Cina e di BlackRock

Non per niente è stato lo stesso Norges Bank Investment Management - il colosso che gestisce il Government Pension Fund norvegese, il più grande fondo sovrano al mondo - a proporre di tagliare l’esposizione verso i Treasury USA. Nel caso in cui la modifica venisse approvata, l’incidenza dei Treasury statunitensi nel portafoglio obbligazionario del gigante scenderebbe da circa il 34,1% al 21,9%.

Anche altri importanti acquirenti del debito pubblico americano hanno ridotto i loro acquisti. A giugno la Cina deteneva circa 633,4 miliardi di dollari di Treasury, rispetto ai 731,4 miliardi di un anno prima.

Dall’altro lato, l’acquisto di azioni USA da parte di investitori stranieri ha testato il massimo di sempre, con Wall Street che è riuscita ad attrarre nei 12 mesi terminati a marzo del 2026 flussi in entrata su base netta per un ammontare record di $600 miliardi: cifra che, secondo Deutsche Bank, ha superato gli investimenti in obbligazioni governative e titoli emessi da agenzie federali “con il margine più ampio mai registrato” nella storia.

Un trend che il colosso della gestione patrimoniale BlackRock ha già individuato, con la sua divisione di ricerca che ha reso noto di mantenere un’esposizione di sovrappeso sulle azioni USA, grazie ai solidi utili societari alimentati dalla febbre per l’AI (intelligenza artificiale) e a un contesto macroeconomico favorevole.

Nei confronti dei Treasury USA a lunga scadenza, gli analisti hanno invece ribadito di rimanere sottopesati, motivando così la loro scelta: “Le obbligazioni a lunga duration... sono un diversificatore di portafoglio meno affidabile nel nuovo regime”.

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