Tasse sulle imprese, l’Italia non è il Paese peggiore. Ecco la classifica mondiale

Tasse sulle imprese, a sorpresa l’Italia non è il Paese peggiore per chi vuole avviare un’attività. Ecco la classifica mondiale e chi sono i più tartassati dal Fisco.

Tasse sulle imprese, l'Italia non è il Paese peggiore. Ecco la classifica mondiale

Tasse sulle imprese, l’Italia non se la passa poi così male.

Nella classifica mondiale dei più tartassati dal Fisco non è il Bel Paese ad occupare i primi posti per pressione fiscale e, al contrario, quello che emerge è addirittura che negli ultimi anni le tasse per chi decide di avviare un’attività di lavoro autonomo si sono sensibilmente ridotte.

Complice la riduzione dell’aliquota Ires, passata dal 27,5% al 24% dal 2017 e le esenzioni in materia di Irap, l’Italia deve “accontentarsi” del 59° posto in classifica per livello di tassazione.

A pesare sulle imprese italiane non è quindi tanto il Fisco quanto la lentezza e l’inefficienza della burocrazia, ma non solo.

Se la corporate tax non ci vede tra i primi Paesi al Mondo, la situazione è diversa se si considerano i contributi sociali dovuti all’INPS sia dai datori di lavoro che dai lavoratori direttamente, con il conseguente aggravio del costo del lavoro e del cuneo fiscale.

Tasse sulle imprese, Italia 57° nella classifica mondiale

A riassumere i dati sul livello di tassazione delle imprese, forniti da KPMG e relativi al periodo compreso tra il 2009 e il 2018, è il sito specializzato TrueNumbers.

L’elaborazione è stata effettuata comparando il livello di corporate tax che grava sulle imprese di 171 Paesi del Mondo. In Italia si tratta della somma di Ires ed Irap, con un prelievo totale pari al 27,9% (24% di Ires e 3,9% di Irap).

Una percentuale di tassazione di gran lunga inferiore a quanto ipotizzabile, tenuto conto che il tema dell’eccessiva pressione fiscale è uno dei problemi principale per chi vuole fare impresa.

I dati tuttavia mostrano che l’Italia non è il Paese messo peggio, con il suo 59° posto, preceduta dalla Siria e seguita dalla Repubblica Domenicana e non troppo distante dagli Stati Uniti (dove la corporate tax è del 27%).

Certo, il livello di tassazione sulle imprese è di gran lunga superiore rispetto a Paesi con sistemi particolarmente favorevoli, come quelli dell’Europa dell’Est che, come confermano i dati, sono tra gli ultimi per livello di pressione fiscale.

Quello che è ancora più interessante è collegare i dati della classifica dei Paesi per pressione fiscale con il confronto tra tassazione ufficiale e tassazione effettiva. La prima si riferisce alla media delle aliquote nazionali e locali mentre la seconda è rappresentata dall’incidenza media della fiscalità sui progetti di investimento.

Ne emerge è che in Italia, così come negli altri Paesi del Mondo, la tassazione effettiva è nettamente inferiore a quella ufficiale. Nel nostro caso quel 27,9% di somma tra Ires ed Irap diventa 22,1% ed incredibilmente l’Italia è uno dei Paesi dove il peso del Fisco non solo è in costante diminuzione ma è addirittura tra i più bassi.

Tasse sulle imprese, i Paesi messi peggio dell’Italia nella classifica mondiale

Una situazione rosea quella fotografata dai dati rispetto all’Italia, nonostante la penserà sicuramente in maniera diversa chi fa impresa.

Ma come se la passano allora gli altri Paesi e, soprattutto, i nostri vicini?

A passarsela peggio sono i Paesi dell’Africa e del Sud America, con Colombia, Venezuela e Brasile tra le prime posizioni.

Vediamo che posizione occupano in classifica la Francia e la Germania, ad esempio.

In ambedue i casi il livello di pressione fiscale è superiore a quello dell’Italia. In Francia è pari al 33%, in Germania è del 30%.

A fare la differenza è non solo il posto in classifica ma anche l’evoluzione nel tempo. Quello che emerge è che le politiche messe in campo per ridurre il peso del Fisco sulle imprese hanno avuto i loro effetti. La corporate tax in Italia si è ridotta, con percentuali che grazie alle novità introdotte per il 2019 potrebbero abbassarsi ulteriormente.

In Europa è stato soltanto in Spagna che si è registrato un calo paragonabile a quello dell’Italia, dove in 15 anni il livello delle tasse sulle imprese è sceso dal 35% al 25%.

Tasse sulle imprese, il vero salasso sono i contributi

Se la somma di Ires ed Irap è nel complesso sostenibile sono i contributi sociali a fare la differenza (in peggio).

La classifica fornita da TrueNumbers ci vede questa volta 11°, con i contributi a carico dell’azienda che pesano per il 30% e che contribuiscono in buona parte a rendere gravoso il carico fiscale non solo sugli imprenditori ma anche sui lavoratori dipendenti, tenuti a contribuire in quota parte.

In questo caso, tra i Paesi dell’Europa, quella che se la passa meglio è la Germania dove le imprese pagano circa il 19%. Peggio di noi la Francia, al 3° posto in classifica, dove i contributi sociali pesano per il 45%.

Sulle imprese italiane pesa l’eccessiva burocrazia

Se tutto sommato il vero problema in Italia non è il livello di pressione fiscale, perché è effettivamente difficile fare e tenere in piedi un’impresa?

Tra i motivi non può che esservi l’eccesso di burocrazia e le inefficienze del sistema che comportano la perdita di tempo ed energie. Servono 283 ore solo per pagare le tasse, tempo per il quale o ci si affida ad un consulente esterno (che diventa quindi un nuovo costo a carico dell’imprenditore) oppure si sottraggono ore di lavoro per l’esecuzione degli adempimenti obbligatori.

Sono 14 le scadenze più importanti che tuttavia si presentano eccessivamente complesse da gestire. A queste non possono che aggiungersi poi le attività basilari di per chi fa impresa, ma anche in quello è dimostrato che siamo bravi a complicarci la vita.

Un esempio tra tutti? Come non citare l’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica, gestito nel peggiore dei modi dall’Amministrazione Finanziaria, circondato da un alone di incertezza e vaghezza e che ha buttato nel caos milioni di imprenditori.

Un adempimento pensato e voluto non solo per contrastare l’evasione IVA ma anche per la semplificazione del sistema. Un obiettivo tutt’altro che centrato, per ora.

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