Sondaggi Lega Nord, elezioni politiche 2018: Salvini in calo

I sondaggi riguardanti la Lega Nord per queste elezioni politiche del 4 marzo 2018: in calo il partito di Salvini che vede crescere il distacco da Forza Italia.

Sondaggi Lega Nord, elezioni politiche 2018: Salvini in calo

Lega Nord in calo secondo i sondaggi riguardanti le elezioni politiche del 4 marzo. I dati negativi del carroccio vengono però mitigati dal buon risultato attribuito a Forza Italia con il centrodestra che rimane tutto sommato stabile.

Riguardo la leadership all’interno della coalizione, per i sondaggi si allungano le distanze tra la Lega Nord e Forza Italia, con Berlusconi che rimane avanti rispetto a Salvini.

I sondaggi per la Lega Nord

Saranno quattro i principali blocchi politici a presentarsi a queste elezioni. Nel grande susseguirsi dei sondaggi abbiamo deciso di prendere come punto riferimento quello che viene realizzato con cadenza settimanale da EMG Acqua per contro del Tg La7.

Questo è il responso per quanto riguarda le preferenze nei vari partiti nel sondaggio reso noto lo scorso 12 febbraio.

  • Movimento 5 Stelle - 27,3% (+0,1%)
  • Partito Democratico - 22,8% (-0,2%)
  • Forza Italia - 16,1% (+0,3%)
  • Lega Nord - 13,9% (-0,4%)
  • Liberi e Uguali - 5,2% (-0,2%)
  • Fratelli d’Italia - 4,6% (/)
  • Noi con l’Italia - 2,8% (/)
  • Più Europa - 2,1% (+0,2%)
  • Lista Insieme - 1,6% (/)
  • Civica Popolare - 1% (/)
  • Potere al Popolo - 0,8% (/)
  • CasaPound - 0,6% (/)
  • SVP - 0,4% (/)
  • 10 Volte Meglio - 0,3% (/)
  • Altri - 0,5% (-1,5%)
  • Astenuti - 31,8% (-0,8%)
  • Indecisi - 12,6% (-0,1%)
  • Bianca - 2% (-0,1%)

Alla luce di queste percentuali, ecco come sarebbe la situazione considerando le coalizioni che dovrebbero presentarsi alle urne.

  • Centrodestra - 37,4% (-0,1%)
  • Centrosinistra - 27,9% (/)
  • Movimento 5 Stelle - 27,3% (+0,1%)
  • Liberi e Uguali - 5,2% (-0,2%)

Secondo il sondaggio la Lega Nord sarebbe quindi in calo, con Salvini che vedrebbe aumentare anche il distacco da Berlusconi per quanto riguarda la sfida tutta interna per la guida della coalizione.

Ragionando in termini di coalizione, nonostante il netto vantaggio il centrodestra sarebbe comunque ancora lontano dalla vittoria elettorale visto che per brindare dovrebbe ottenere il 40% nel proporzionale e vincere in almeno il 70% dei collegi.

Il pareggio quindi appare il risultato più scontato, con le trattative post voto che mettono in allarme Matteo Salvini, preoccupato per un possibile “inciucio” tra l’alleato Silvio Berlusconi e il nemico Matteo Renzi.

Clicca qui per rispondere al sondaggio sulle elezioni 2018

Le elezioni

Da quando è diventato segretario della Lega, Matteo Salvini ha risollevato un partito che sembrava essere in declino dopo lo scandalo Belsito. Alle elezioni politiche del 2013 il carroccio infatti ottenne uno striminzito 4%.

Stando agli ultimi sondaggi, il partito in pratica in questi cinque anni avrebbe più che triplicato il proprio consenso. Merito questo soprattutto del lavoro svolto dal suo segretario che, soprattutto sui social, ha saputo toccare i tasti giusti per risalire la china.

Il prossimo 4 marzo oltre che per le politiche si voterà anche per le regionali in Lombardia e nel Lazio. Dopo il passo indietro di Roberto Maroni, sarà il compagno di partito Attilio Fontana, ex sindaco di Varese, il candidato per il Pirellone.

Nonostante alcune divergenze sul programma, alla fine il centrodestra si presenterà compatto sia in ambito nazionale che in quello regionale. A breve verrà messo tutto nero su bianco con l’ufficializzazione anche dei vari candidati nei collegi uninominali.

Oltre a Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, l’alleanza sarà completata anche dalla cosiddetta “quarta gamba” rappresentata da Noi con l’Italia, una lista centrista formata dall’UdC più altri partiti e movimenti di ispirazione centrista e liberale.

Per quanto riguarda il candidato premier, la nuova legge elettorale non obbliga le coalizioni a doverne indicare uno. Tra le altre cose, al momento Silvio Berlusconi non può candidarsi visto che il verdetto della Corte di Strasburgo arriverà solo in estate.

Tra Forza Italia e la Lega Nord quindi vige questo patto tacito: il partito che alle urne risulterà essere il più votato, sarà quello che poi andrà a indicare il Presidente del Consiglio in caso di una vittoria elettorale.

Se quindi la Lega Nord dovesse finire davanti a Forza Italia, sarebbe Matteo Salvini a salire a Palazzo Chigi. In caso contrario, toccherebbe invece a Silvio Berlusconi indicare l’eventuale premier.

Il sistema elettorale

In autunno il Parlamento ha approvato in maniera definitiva quella che sarà la legge elettorale con la quale gli italiani saranno chiamati a esprimersi alle prossime elezioni politiche. Vediamo allora come funziona questo sistema elettorale denominato Rosatellum-bis.

La nuova legge elettorale prevede il 61% dei parlamentari eletti con il sistema proporzionale, pescando nei listini plurinominali, mentre il restante 37% con quello maggioritario, attraverso 231 collegi uninominali. Il restante 2% dei seggi è riservato alla circoscrizione estero.

La soglia di sbarramento è del 3% per quanto riguarda le singole liste e del 10% per le coalizioni. Non sarà possibile il voto disgiunto: la preferenza espressa a un partito varrà per il proporzionale e andrà direttamente al candidato nel collegio, i voti poi espressi solo al candidato saranno ripartiti in maniera proporzionale tra i vari partiti che appoggiano quel candidato.

Non è previsto un premio di maggioranza così come non c’è l’obbligo per le coalizioni di indicare l’eventuale premier. Ogni “capo” di ciascuna forza politica però dovrà essere indicato.

Clicca qui per una infografica riassuntiva del nuovo sistema di voto.

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