Sondaggi Lega Nord, elezioni politiche 2018: boom centrodestra, maggioranza vicina?

I sondaggi riguardanti la Lega Nord per queste elezioni politiche del 4 marzo 2018: grande balzo del centrodestra con la vittoria elettorale che adesso non è più in miraggio.

Sondaggi Lega Nord, elezioni politiche 2018: boom centrodestra, maggioranza vicina?

Lega Nord in uno stato di salute secondo i sondaggi riguardanti le elezioni politiche del 4 marzo. Dopo un periodo di flessione, il carroccio sembrerebbe aver ripreso la sua corsa spingendo il centrodestra vicino alle percentuali necessarie per ottenere una maggioranza di governo.

Nonostante la crescita, all’interno della coalizione i sondaggi allontanano la Lega Nord da una Forza Italia super nell’ultima settimana, dettaglio questo fondamentale per delineare la leadership futura adesso in bilico tra le figure di Matteo Salvini e di Silvio Berlusconi.

La Lega Nord alle elezioni

Da quando è diventato segretario della Lega, Matteo Salvini ha risollevato un partito che sembrava essere in declino dopo lo scandalo Belsito. Alle elezioni politiche del 2013 il carroccio infatti ottenne uno striminzito 4%.

Stando agli ultimi sondaggi, il partito in pratica in questi cinque anni avrebbe più che triplicato il proprio consenso. Merito questo soprattutto del lavoro svolto dal suo segretario che, soprattutto sui social, ha saputo toccare i tasti giusti per risalire la china.

Il prossimo 4 marzo oltre che per le politiche si voterà anche per le regionali in Lombardia e nel Lazio. Dopo il passo indietro di Roberto Maroni, dovrebbe essere il compagno di partito Attilio Fontana, ex sindaco di Varese, il candidato per il Pirellone.

Nonostante alcune divergenze sul programma, alla fine il centrodestra si presenterà compatto sia in ambito nazionale che in quello regionale. A breve verrà messo tutto nero su bianco con l’ufficializzazione anche dei vari candidati nei collegi uninominali.

Oltre a Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, l’alleanza sarà completata anche dalla cosiddetta “quarta gamba” rappresentata da Noi con l’Italia, una lista centrista formata dall’UdC più altri partiti e movimenti di ispirazione centrista e liberale.

Per quanto riguarda il candidato premier, la nuova legge elettorale non obbliga le coalizioni a doverne indicare uno. Tra le altre cose, al momento Silvio Berlusconi non può candidarsi visto che il verdetto della Corte di Strasburgo arriverà solo in estate.

Tra Forza Italia e la Lega Nord quindi vige questo patto tacito: il partito che alle urne risulterà essere il più votato, sarà quello che poi andrà a indicare il Presidente del Consiglio in caso di una vittoria elettorale.

Se quindi la Lega Nord dovesse finire davanti a Forza Italia, sarebbe Matteo Salvini a salire a Palazzo Chigi. In caso contrario, toccherebbe invece a Silvio Berlusconi indicare l’eventuale premier.

Il sistema elettorale

In autunno il Parlamento ha approvato in maniera definitiva quella che sarà la legge elettorale con la quale gli italiani saranno chiamati a esprimersi alle prossime elezioni politiche. Vediamo allora come funziona questo sistema elettorale denominato Rosatellum-bis.

La nuova legge elettorale prevede il 61% dei parlamentari eletti con il sistema proporzionale, pescando nei listini plurinominali, mentre il restante 37% con quello maggioritario, attraverso 231 collegi uninominali. Il restante 2% dei seggi è riservato alla circoscrizione estero.

La soglia di sbarramento è del 3% per quanto riguarda le singole liste e del 10% per le coalizioni. Non sarà possibile il voto disgiunto: la preferenza espressa a un partito varrà per il proporzionale e andrà direttamente al candidato nel collegio, i voti poi espressi solo al candidato saranno ripartiti in maniera proporzionale tra i vari partiti che appoggiano quel candidato.

Non è previsto un premio di maggioranza così come non c’è l’obbligo per le coalizioni di indicare l’eventuale premier né di presentare un programma comune. Ogni “capo” di ciascuna forza politica però dovrà essere indicato.

Clicca qui per una infografica riassuntiva del nuovo sistema di voto.

I sondaggi

Saranno quattro i principali blocchi politici a presentarsi a queste elezioni. Nel grande susseguirsi dei sondaggi abbiamo deciso di prendere come punto riferimento quello che viene realizzato con cadenza settimanale da EMG Acqua per contro del Tg La7.

Questo è il responso per quanto riguarda le preferenze nei vari partiti nel sondaggio reso noto lo scorso 15 gennaio.

  • Movimento 5 Stelle - 26,8% (-1,4%)
  • Partito Democratico - 23,8% (-0,3%)
  • Forza Italia - 15,7% (+0,9%)
  • Lega Nord - 13,8% (+0,2%)
  • Liberi e Uguali - 6% (-0,4%)
  • Fratelli d’Italia - 5,5% (/)
  • Noi con l’Italia - 2,6% (+0,4%)
  • Lista Insieme - 1,5% (/)
  • Più Europa - 1,4% (+0,7%)
  • Civica Popolare - 1,1% (+0,1%%)
  • SVP - 0,4% (/)
  • Altri - 1,4% (-0,3%)
  • Astenuti - 33,9% (+1,3%)
  • Indecisi - 15,1% (-0,6%)
  • Bianca - 2,5% (/)

Alla luce di queste percentuali, ecco come sarebbe la situazione considerando le coalizioni che dovrebbero presentarsi alle urne.

  • Centrodestra - 37,6% (+1,5%)
  • Centrosinistra - 28.2% (-0,2%)
  • Movimento 5 Stelle - 26,8% (-1,4%)
  • Liberi e Uguali - 6% (+0,4%)

Secondo il sondaggio la Lega Nord sarebbe in crescita ma, l’autentico boom fatto registrare da Forza Italia, metterebbe Matteo Salvini ancora alle spalle di Silvio Berlusconi in questa sfida nella sfida per la leadership della coalizione.

Nonostante il netto vantaggio, il centrodestra sarebbe comunque ancora lontano dalla vittoria elettorale visto che per brindare dovrebbe ottenere il 40% nel proporzionale e vincere in almeno il 70% dei collegi.

Il pareggio quindi appare il risultato più scontato, con le trattative post voto che mettono in allarme Matteo Salvini, preoccupato per un possibile “inciucio” tra l’alleato Silvio Berlusconi e il nemico Matteo Renzi.

Clicca qui per rispondere al sondaggio sulle elezioni 2018

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