Sì a trattamento fiscale dei dividendi diversificato per abbattere l’evasione

La Corte Europea ha stabilito che è comunque possibile tassare in modo diverso i dividendi assegnati da società qualora il fine sia combattere l’evasione fiscale.

Importante sentenza da parte della Commissione Europea chiamata a pronunciarsi in una controversia inerente la libera circolazione dei capitali in ambito comunitario. In particolare la questione sollevata da uno Stato appartenente alla Comunità Europea riguardava la circostanza di assoggettare a tassazione dei dividendi erogati soggetti che si trovino al di fuori dello stato membro e di considerare esenti invece gli stessi dividendi qualora siano erogati a soggetti residenti.

Nel particolare alcune società situate all’interno del territorio olandese hanno emesso azioni, relative a società controllate con sede legale oltre oceano. All’atto dell’emissione dei dividendi gli stessi sono stati assoggettati a ritenuta alla fonte ma le società controllate proponevano reclamo, che veniva ritenuto infondato. Successivamente il ricorso veniva presentato alla Corte di Cassazione che a sua volta interpellava la Corte Europea vista la materia in questione.
In particolare alla Corte Europea restava da decidere se una normativa in deroga alla tassazione dei dividendi contrastasse con l’art. 56 CE in materia di libera circolazione dei capitali. Resta fermo il fatto che l‘art. 56 non è da applicarsi agli stati che si trovino oltre mare, visto che tali nazioni sono comunque assoggettate alle normative interne.

In base a quanto stabilito dai giudici i paesi situati oltremare sono assoggettati al regime speciale di associazione previsto dall’art. 187 CE e dall’art. 299 CE. Nel caso in questione i paesi rientrano all’interno di questo elenco e quindi si applica il regime speciale previsto. In particolare è previsto il divieto di ogni restrizione alla libera circolazione dei capitali ed ai pagamenti in moneta liberamente convertibili sul conto corrente. Tuttavia è stata inserita una clausola d’eccezione per i paesi PTOM in quanto paradisi fiscali. Pertanto si è avuta una misura fiscale atta a prevenire un eccessivo flusso di capitali verso i paesi d’oltremare vista la possibilità di creare sacche di evasione.

La Corte Europea ritiene corretto l’operato della società olandese in quanto questo rientra nella cosiddetta clausola di eccezione fiscale esulando dall’ambito di applicazione dell’art. 47 comma 1 della decisione PTOM che vieta appunto qualsiasi tipo di restrizione alla libera circolazione dei capitali. Tale tipo di clausola può essere richiamata qualora si perseguano obiettivi di contrasto all’elusione ed all’evasione fiscale.
Pertanto i giudici della Corte Europea si sono espressi dichiarando la compatibilità delle leggi nazionali qualora prevedano trattamenti fiscali diversi in materia di distribuzione dei dividendi nazionali rispetto a dividendi attribuiti a società oltre confine e tutto questo in deroga al citato art 47 in materia di libera circolazione dei capitali.

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