L’imposta di bollo deve essere sempre pagata per i corrispettivi erogati in favore di chi adotta il regime forfettario? In quali casi è possibile evitare il versamento? Ecco cosa dice la legge.
Chi è in regime forfettario e non effettua adempimenti Iva deve sempre versare l’imposta di bollo? In quali casi è possibile non pagare questo balzello? Ecco un caso particolare in cui di fatto pur essendo in regime forfettario non si versa neanche l’imposta di bollo.
Su fatture, ricevute fiscali e note non soggette a IVA, quando l’importo del compenso supera 77,47 euro, secondo quanto previsto dall’articolo 13 della Tariffa, parte I, allegata al D.P.R. n. 642 del 1972, è dovuta l’imposta di bollo di 2 euro.
Tra le fatture che non prevedono l’applicazione Iva vi sono quelle emesse dai contribuenti in regime forfettario, ma cosa succede nel caso in cui il contribuente in regime forfettario non emetta fatture, ma adotti un registratore telematico per l’emissione di scontrini? L’esempio tipico è quello del centro estetico, della parrucchiera, ma anche un artigiano, ad esempio un falegname.
Ecco il trucco per non pagare l’imposta di bollo di 2 euro anche in regime di esenzione Iva, come nel caso del regime forfettario.
Imposta di bollo, correlata al sistema di certificazione dei compensi e non alle prestazioni
Il sistema fiscale italiano prevede che l’imposta di bollo non sia correlata non alla tipologia di prestazione, ma alla tipologia di documento in cui viene certificato il compenso.
La normativa prevede che l’imposta di bollo debba essere applicata esclusivamente fatture, ricevute e note non soggette a Iva, mentre non prevede lo stesso obbligo per gli scontrini fiscali emessi con registratore di cassa telematico. Questo può generare confusione perché può capitare che a una stessa prestazione siano di fatto applicati due regimi fiscali diversi.
Per quanto riguarda le fatture, l’imposta di bollo si applica virtualmente e si versa in modo cumulativo trimestralmente. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate “Fatture e Corrispettivi” è possibile prendere visione delle fatture per le quali è necessario versare l’imposta di bollo ed effettuare il versamento. In alternativa il versamento cumulativo può anche avvenire con il modello F24.
Regime forfettario, per le stesse prestazioni in base al documento si applica l’imposta di bollo
Cosa succede se a un professionista che generalmente emette scontrini fiscali per certificare i corrispettivi viene richiesta una fattura? I motivi potrebbero essere disparati, ad esempio il cliente è un titolare di partita Iva che per la prestazione può avvalersi di una deduzione e, quindi, preferisce avere una fattura in luogo dello scontrino, o per qualunque altro motivo personale chiede l’emissione della fattura.
In questo caso anche se si tratta di una prestazione non soggetta a bollo se certificata con scontrino, diventa soggetta a bollo se certificata con fattura. Il professionista generalmente addebita l’importo al cliente e fa risultare tale addebito nella fattura stessa.
É un errore però in caso di emissione di scontrino addebitare i due euro dell’imposta di bollo anche se si è in regime forfettario.
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