Regime forfetario

Il regime forfetario per le Partite Iva è un nuovo regime agevolato, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 ed entrato in vigore (in coabitazione con il regime dei minimi) il 1°gennaio 2015, prima di rimanere l’unico regime che consente di tenere una partita IVA agevolata per effetto della Legge di Stabilità 2016.
Nel suo primo anno di applicazione (2015) il regime forfetario ha convissuto con il regime dei minimi, soprattutto per effetto delle proteste dei free lance e delle associazioni di categoria che lo ritengono meno vantaggioso rispetto al regime dei minimi medesimo.
In effetti, dopo essere entrato in vigore il 1° gennaio 2015, nel mese di febbraio il decreto milleproroghe ne decretò “la convivenza forzata” con il regime dei minimi.
Con l’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2016, a partire dal 1° gennaio 2016 il regime forfetario è rimasto l’unica forma esistente per aprire una partita IVA agevolata.

Ecco un’ampia guida in materia di partita IVA agevolata 2017 che i lettori di Money potranno utilmente utilizzare per cercare di districarsi nel mondo delle partite IVA, necessità sempre più avvertita nell’attuale contesto lavorativo nazionale.

Regime forfetario: condizioni e requisiti di accesso

Le condizioni ed i requisiti previsti per l’accesso alla partita IVA con il nuovo regime forfetario sono i seguenti:

  • non aver conseguito ricavi o compensi superiori ai limiti indicati nell’allegato della Legge di Stabilità 2016, diversi a seconda del codice Ateco di riferimento;
  • non aver sostenuto spese per collaboratori superiori a 5.000 euro lordi;
  • non aver superato i 20.000 euro di costi lordi per ammortamento di beni strumentali.

Sono esclusi, invece, dall’accesso alla partita IVA con il regime forfetario 2016 i contribuenti che si trovano nelle seguenti condizioni:

  • regimi speciali IVA o regime forfetari per la determinazione del reddito;
  • contribuenti non residenti, salvo che non si produca almeno il 75% del reddito in Italia e si assicuri un elevato scambio di informazioni;
  • contribuenti che come attività abituale effettuano cessioni di fabbricati, terreni edificabili, mezzi di trasporto nuovi.

Come si determina il reddito per i contribuenti nel regime forfetario?

I contribuenti titolari di una partita IVA nel regime forfetario determinano il reddito da assoggettare a tassazione fiscale e contributi previdenziali applicando la seguente relazione:

Reddito fiscale= Fatturato*coefficiente di redditività

dove il coefficiente di redditività varia da contribuente a contribuente a seconda del tipo di attività svolta e del relativo codice ATECO.

Regime forfetario: codice Ateco e limiti di reddito/ricavi/fatturato

Ecco l’elenco dei limiti di reddito, ricavi/fatturato e coefficiente di redditività divisi a seconda del settore economico di riferimento (tra parentesi le radici del codice ATECO):

  • Industrie alimentari e delle bevande (10 - 11) coefficiente redditività è il 40% limite ricavi/fatturato 45.000 euro;
  • Commercio all’ingrosso e al dettaglio [45 - (da 46.2 a 46.9) - (da 47.1 a 47.7) - 47.9] limite ricavi/fatturato è 50.000 con coefficiente di redditività al 40%;
  • Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande (47.81): limite fatturato/ricavi 40.000 e coefficiente di redditività al 40%;
  • Commercio ambulante di altri prodotti (47.82 - 47.8): limite fatturato/ricavi 30.000 e coefficiente di redditività al 54%;
  • Costruzioni e attività immobiliari (41 - 42 - 43) - (68): limite fatturato/ricavi 25.000 e coefficiente di redditività all’ 86%;
  • Intermediari del commercio (46.1): limite fatturato/ricavi 25.000 e coefficiente di redditività al 62%;
  • Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55 - 56): limite fatturato/ricavi 50.000 e coefficiente di redditività al 40%;
  • Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi (64 - 65 - 66) - (69 - 70 - 71 - 72 -73 - 74 - 75) - (85) - (86 - 87 - 88): limite fatturato/ricavi 30.000 euro e coefficente di redditività al 78%;
  • Altre attività economiche (da 01 a 03 a 05 a 09), (da 12 a 33, da 35 a 39), (49 - 50 - 51 - 52 - 53) - (58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63) - (77 - 78 - 79 - 80 - 81 - 82) -(84) - (90 - 91 - 92 - 93) - (94 - 95 - 96) - (97 - 98) - (99) limite fatturato/ricavi 30.000 euro e coefficiente di redditività al 67%.

Regime forfetario: unica partita IVA agevolata rimasta in vita

Riepilogando: per effetto della Legge di Stabilità 2016 l’ unico regime agevolato sarà il regime forfetario.

Chi apre una partita IVA a partire dal 1° gennaio 2016 sarà soggetto:

  • ad un’imposta sostitutiva pari al 5% per i primi 5 anni di attività, nel caso di nuova attività (regime forfetario “start-up”), oltre i quali tale aliquota salirà al 15%;
  • ad un’imposta sostitutiva subito pari al 15%, in caso di prosecuzione di attività già esistente.

Il tetto di ricavi, fatturato e reddito dipenderà dai parametri previsti rispetto al tipo di attività svolta ma non ci saranno più limiti temporali di riferimento, come avveniva precedentemente con il regime dei minimi.

Per i contribuenti che decideranno quindi di aprire una partita IVA nel 2016 si avranno due alternative:

  • regime IVA ordinario, quindi tassazione sui redditi, Irap, IVA e studi di settore;
  • regima partita IVA agevolata con regime forfetario, quindi imposta sostitutiva da applicare al prodotto tra il coefficiente di redditività ed il fatturato prodotto, esenzione dalla tassazione Irpef, IRAP, IVA più le semplificazioni contabili e formali.

Partita IVA agevolata con regime forfetario: guida ai contributi previdenziali

La Legge di Stabilità 2016 ha riformato anche il regime previdenziale che può essere adottato dai contribuenti titolari di partita IVA con il regime forfetario.

Per uno studio della complessa materia dei contributi INPS o casse professionali per i contribuenti titolari di partita IVA con il regime forfetario i lettori possono fare riferimento alla seguente guida:

Partite IVA regime forfettario: INPS e contributi previdenziali. Ecco la guida aggiornata

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