Cambia il calcolo della Tari 2026, ecco a cosa fare attenzione se il Comune chiede troppo

Patrizia Del Pidio

11 Marzo 2026 - 12:42

Per la Tari arriva il giusto costo e l’obbligo di concedere dilazioni. Vediamo cosa cambia nel 2026 e le novità definite dal Mef.

Cambia il calcolo della Tari 2026, ecco a cosa fare attenzione se il Comune chiede troppo

Arrivano due novità importanti per la Tari 2026, il costo giusto e la dilazione dei pagamenti. I criteri per definire i costi giusti della tassa sui rifiuti del 2026 sono stati definiti dal Ministero dell’Economia. A essere presi in considerazione devono essere i costi standard che deve sostenere il Comune per offrire il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti: il livello di spesa, però, è calcolato su diversi parametri.

L’aggiornamento del Mef dei parametri di calcolo ha lo scopo di evitare inefficienze da parte dei Comuni. Nel documento del 28 gennaio 2026, il Mef ribadisce che il costo del servizio deve essere interamente finanziato dal prelievo fiscale.

Tari 2026
Giusto costo

Il giusto costo della Tari

Per definire il costo della Tari si devono prendere in considerazione i fabbisogni standard per stimare la spesa per la raccolta e gestione dei rifiuti, ma la determinazione del costo deve tenere conto anche di alcuni parametri oggettivi, che cambiano da Comune a Comune.

Ogni Comune, quindi, ha un prezzo ideale per gestire una tonnellata di rifiuti, un valore che non è uguale per tutti. Per calcolarlo si parte da una base nazionale che valuta il costo medio di gestione di una tonnellata di rifiuti in 130,45 euro. Da questa base, poi, si calcolano i costi minori o maggiori che il Comune sostiene.

Per calcolare il costo standard si moltiplica il costo standard nazionale per le tonnellate di rifiuti che ogni ente gestisce. Poi si prendono in considerazione gli elementi variabili che l’amministrazione deve affrontare come:

  • le caratteristiche del territorio (in un comune montano il costo sarà più elevato rispetto a uno pianeggiante);
  • la popolazione e flussi turistici (la presenza di persone in vacanza contribuisce ad aumentare le tonnellate di rifiuti da smaltire senza che aumentino i residenti);
  • la distanza degli impianti di smaltimento, più un Comune è distante più i costi aumentano.

Quando il costo effettivo del servizio è molto più alto del fabbisogno standard, il Comune deve giustificare lo scostamento, altrimenti sarà chiamato a tagliare le spese.

Tra il 30 aprile e il 31 luglio ogni Comune dovrà approvare il Piano Economico Finanziario in cui viene definito il costo complessivo che deve coprire con la riscossione della Tari per il quadriennio 2026/2029.

Costi fissi e variabili della Tari

Con il Piano Economico il Comune garantisce che l’intero costo del servizio sarà coperto dalla Tari con due tipologie di costi principali:

  • costi fissi in cui rientra la pulizia delle strade, la riscossione del tributo e l’ammortamento degli impianti;
  • costi variabili legati alla quantità di rifiuti da smaltire (vi rientrano il trasporto e lo smaltimento).

Dal 2026, inoltre, diventa operativo il bonus sociale rifiuti, l’agevolazione gestita dall’Arera che diminuisce la tariffa del 25% per i nuclei familiari con Isee inferiore a 9.769 euro (20.000 per famiglie numerose con almeno 4 figli a carico).

La trasformazione del pagamento Tari

Nel 2026 anche il sistema di pagamento subisce una modifica sostanziale con scadenze più dilazionate. Molte città hanno scelto di strutturare il calendario in quattro scadenze, anziché in due o tre, e nello specifico le prime tre che si basano sulle tariffe dell’anno precedente (come acconto) e la quarta, a saldo, con conguaglio finale calcolato sulle tariffe 2026 approvate entro il 31 luglio.

Oltre alle rate già previste, il Comune è obbligato a concedere una dilazione ulteriore, anche sulla singola rata, se l’utente si trova in stato di disagio economico o se l’importo totale della Tari supera i 100 euro. La richiesta di rateizzazione deve essere presentata prima della scadenza della bolletta al Comune di residenza.

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