Controlli fiscali superbonus, ecco tutto quello che accerta il Fisco

Patrizia Del Pidio

14 Marzo 2026 - 11:22

Per chi ha ristrutturato casa con il superbonus i controlli fiscali potrebbero arrivare anche fra qualche anno, l’importante è farsi trovare preparati.

Controlli fiscali superbonus, ecco tutto quello che accerta il Fisco

Anche se il superbonus è ufficialmente finito, i controlli del Fisco continuano per scoprire le irregolarità per imprese, tecnici, condomini e proprietari. Inizia ora la «fase 2» del superbonus, ovvero quella dei grandi accertamenti post-lavori che sposta i controlli sulla verifica. Il 2026 rappresenta proprio l’anno fondamentale per i controlli fiscali relativi al superbonus 110%.

La massiccia campagna di controlli mirati è guidata dall’incrocio delle banche dati che hanno lo scopo di rilevare le anomalie nei lavori incentivati, concentrandosi in modo particolare su quelli mai conclusi. L’attività si concentra sui cantieri con completamento tra il 30% e il 40% mai giunti a conclusione, o su quelli che hanno terminato i lavori oltre i termini fruendo comunque dell’agevolazione.

Controlli dell’Agenzia delle Entrate

I controlli del Fisco, come abbiamo detto, sono mirati e derivano da algoritmi che utilizzano i dati della piattaforma Cessione dei Crediti incrociandoli con i dati Enea, le fatture elettroniche e i bonifici parlanti emessi per i pagamenti dei lavori.

In molti casi, infatti, i lavori nei cantieri hanno raggiunto la percentuale del 30% necessaria per avere la cessione del credito con spese gonfiate ad arte, ma con cantieri che non hanno mai proseguito, oltre la percentuale minima necessaria.

L’Agenzia delle Entrate, quindi, è alla ricerca delle frodi che hanno portato il costo del superbonus a salire a dismisura senza avere, concretamente, migliorato il parco immobiliare italiano.

Su cosa si concentrano i controlli del Fisco?

Le situazioni che presentano il maggior profilo di sospetto da parte del Fisco sono:

  • lavori incompiuti, ovvero i cantieri che si sono limitati a raggiungere uno Stato di Avanzamento dei Lavori del 30% solo per incassare la cessione del credito della prima parte per poi lasciare il cantiere incompiuto;
  • lavori che non hanno portato al salto delle due classi energetiche necessarie per avere diritto all’incentivo fiscale;
  • credito fiscale vantato su materiali consegnati, ma mai installati (o non installati nei termini previsti);
  • cantieri aperti da diversi anni che non hanno registrato, nel tempo, avanzamenti o chiusura dei lavori;
  • crediti inesistenti richiesti per interventi mai eseguiti.

A partire dal 2025, inoltre, il Fisco sta facendo controlli che riguardano anche l’aggiornamento della rendita catastale per gli immobili che sono stati oggetto di interventi agevolati con il superbonus. Questa operazione, iniziata lo scorso anno, proseguirà fino al 2027.

Le verifiche dell’Agenzia delle Entrate, quali dati?

L’Agenzia delle Entrate deve controllare in prima istanza se i requisiti per il diritto all’agevolazione fiscale sussistevano e per farlo incrocia i dati dei bonifici parlanti effettuati dai proprietari con le asseverazioni e i visti di conformità. Oltre a chi ha fruito della detrazione o della cessione del credito senza averne diritto, il Fisco è anche alla ricerca delle spese gonfiate, delle cessioni del credito multiple che risultano sospette e dell’incoerenza dei dati presenti nelle banche dati.

Entro quanto tempo può intervenire l’Agenzia delle Entrate per l’accertamento, le sanzioni e la revoca del beneficio? Dipende dal beneficio fiscale utilizzato dal contribuente.

In caso di detrazione in dichiarazione dei redditi che nel corso degli anni ha previsto il recupero delle somme i 4, 5 o 10 anni, l’arco temporale di azione del Fisco è molto ampio perché gli accertamenti possono essere notificati entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi con cui si fruisce dell’ultima quota di detrazione spettante (il quarto, quinto o decimo anno dopo la richiesta dell’agevolazione).

In caso di cessione del credito o sconto in fattura, invece, i tempi sono più stretti e l’eventuale accertamento può arrivare entro il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello in cui il credito è stato utilizzato in compensazione.

Cosa succede se le Entrate rilevano irregolarità?

In caso di irregolarità il beneficio viene revocato e viene persa la detrazione che ancora si deve fruire, inoltre si deve restituire anche l’eventuale importo già detratto o ceduto maggiorato dagli interessi applicati dal momento della fruizione o della cessione.

Inoltre sono previste sanzioni pari al:

  • 30% per credito che non spettava;
  • dal 100% al 200% per lavori mai eseguiti.

La responsabilità delle irregolarità ricadono sempre sul beneficiario dell’agevolazione fiscale, ovvero il proprietario o il condominio

Per potersi eventualmente difendere in caso l’Agenzia delle Entrate provveda a segnalare delle irregolarità è di fondamentale importanza essere in possesso della documentazione del cantiere: bolle per la consegna dei materiali, giornale di cantiere, fotografie dell’avanzamento dei lavori che servono a dimostrare che i lavori sono stati effettivamente eseguiti nei termini.

Per chi ha fruito del superbonus è necessario anche essere in possesso:

  • dell’Ape iniziale e finale che testimoni il salto delle due classi energetiche;
  • delle eventuali pratiche edilizie presentate con notifica sanitaria obbligatoria;
  • delle asseverazioni tecniche;
  • della relazioni tecniche per conformità dei lavori e rispetto dei requisiti tecnici;
  • delle fatture e delle ricevute dei pagamenti per i lavori eseguiti;
  • dei bonifici parlanti;
  • dei contratti di appalto firmati;
  • dei preventivi firmati;
  • dei certificati di conformità degli impianti.

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