Detrazione spese notaio nel modello 730/2026, istruzioni, limiti e documenti da conservare

Nadia Pascale

10 Marzo 2026 - 08:54

In quali casi le spese per il notaio possono essere portate in detrazione e abbassare le imposte? Ecco come far valere la detrazione nel modello 730 del 2026.

Detrazione spese notaio nel modello 730/2026, istruzioni, limiti e documenti da conservare

Chi ha acquistato casa nel 2025 può scaricare le spese del notaio con la presentazione del modello 730/2026? Sta per aprirsi la stagione della dichiarazione dei redditi con il modello 730/2026 ed è bene prendere nota delle detrazioni fiscali che possono portare a un risparmio di imposta. Tra queste ci sono le spese notarili legate all’acquisto di casa. Ecco quali spese si possono portare in detrazione.

Quando si compie il passo di comprare casa le spese da sostenere sono molteplici e proprio per questo la normativa prevede diverse agevolazioni fiscali, tra le quali ricordiamo le detrazione nel modello 730/2026 (modello Redditi Persone fisiche per chi si avvale di questo) le spese sostenute:

  • per il notaio: l’agevolazione fiscale comprende l’onorario del professionista, i costi per la stipula di un contratto, l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca;
  • per gli interessi passivi del mutuo ipotecario;
  • per l’intermediazione immobiliare.

Detrazione spese notaio nel modello 730/2026: istruzioni

Quando viene stipulato un contratto per la compravendita di un immobile, le spese del notaio sono di competenza dell’acquirente e non del venditore. Naturalmente chi sostiene le spese può avvalersi anche delle agevolazioni fiscali connesse a tali spese.

Tra le detrazioni fruibili nel modello 730/2026 vi sono le spese notarili relative all’acquisto della prima casa, condizione essenziale è che sia ubicata nel Comune di residenza o nel quale si vuole fissare la residenza. Per non perdere l’agevolazione la residenza deve essere fissata entro 18 mesi dal rogito.

Gli uffici dell’Agenzia delle Entrate controllano gli atti per i quali è stata richiesta l’applicazione dei benefici “prima casa” per verificare la presenza di tutti i requisiti e il rispetto delle condizioni previste dalla legge. Il termine previsto per il controllo è di 3 anni che devono essere però calcolati dal momento in cui sono decorsi i 18 mesi previsti per fissare la residenza nel Comune in cui è ubicato l’immobile.

Limiti detrazioni spese notaio 2026, quali incluse e quali escluse?

Quando si acquista casa il tetto massimo di spesa agevolabile, relativa al costo del notaio, è fissato a 4.000 euro, mentre la percentuale di rimborso è il 19% della spesa effettivamente sostenuta. Questo vuol dire che si può ottenere un risparmio di spesa, o rimborso delle spese notarili, per un importo massimo di 760 euro.

Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate specificano che le spese notarili sono le seguenti:

  • i costi sostenuti per la stipula del contratto di mutuo;
  • gli oneri accessori;
  • l’onorario del notaio (occorre una precisazione: non è però possibile detrarre l’intera parcella, è possibile portare in detrazione soltanto la quota corrisposta per l’atto relativo al mutuo);
  • le spese sostenute dal notaio per conto del cliente, come iscrizione e cancellazione dell’ipoteca.

Non sono, invece, detraibili le spese sostenute per il contratto di compravendita, le eventuali spese di prefinanziamento sostenute per ottenere il finanziamento, imposta di registro, ipotecaria e catastale, Iva.
Non possono, inoltre, essere portate in detrazione le spese eventuali sostenute per la copertura assicurativa.

Istruzioni per la compilazione del modello 730/2026 per le spese del notaio

Per poter beneficiare della detrazione, il richiedente deve compilare il modello 730/2026 indicando le spese del notaio nel Quadro E, Sezione I, al rigo E7, denominato “Interessi per mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale”.

A questo proposito occorre però fare delle precisazioni, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che il limite dei 4.000 euro non è riferito esclusivamente alla voce relativa alle spese notarili, ma a tutti gli importi da segnare nel Quadro E, Sezione I, rigo 7, comprendente diverse voci, tra cui:

  • interessi passivi del mutuo ipotecario acceso per l’acquisto dell’abitazione principale;
  • eventuale penalità per l’estinzione anticipata del mutuo;
  • commissione spettante agli istituti per l’attività di intermediazione;
  • maggiori somme corrisposte a causa delle variazioni del cambio per mutui stipulati in altra valuta.

Detrazione spese notaio nel modello 730/2026: documenti da conservare ed elenco oneri accessori

Come per tutte le spese che si vogliono portare in detrazione, anche in questo caso è necessaria che sia assicurata la tracciabilità delle spese sostenute. Di conseguenza, per poter usufruire della detrazione del 19% è fondamentale che il contribuente conservi la fattura del notaio e i documenti dimostrativi delle altre spese detraibili. In questo modo potrà dimostrare all’Agenzia delle Entrate che la spesa è stata effettivamente sostenuta e l’entità della stessa.

Nel precedente paragrafo abbiamo anticipato che fanno parte delle spese notarili detraibili i cosiddetti oneri accessori necessari alla stipula del contratto di mutuo. Gli oneri accessori detraibili sono i seguenti:

  • le spese di perizia;
  • le spese di istruttoria;
  • la commissione richiesta dagli istituti di credito per la loro attività di intermediazione;
  • la provvigione per scarto rateizzato nei mutui in contanti;
  • la penalità per anticipata estinzione del mutuo;
  • le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione;
  • le perdite su cambio, per i mutui contratti in valuta estera;
  • l’imposta per l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca;
  • l’imposta sostitutiva sul capitale prestato.

Limiti alle detrazioni fiscali nel 730/2026

Nella dichiarazione del 2026 entrano in gioco anche le modifiche al calcolo delle detrazioni fiscali basate sul quoziente familiare. Per redditi fino a 75.000 euro non vi sono limiti particolari.

Per redditi superiori a 75.000 euro e fino a 100.000 euro il valore massimo delle detrazioni è di 14.000 euro, tale valore base scende a 8.000 euro in caso di redditi superiori a 100.000 euro.

Tali valori sono però calibrati in base al quoziente familiare applicando specifici coefficienti. I coefficienti sono:

  • 0,50% per contribuenti senza figli a carico, in questo caso chi supera il reddito di 75.000 euro può ottenere una spesa massima detraibile di 7.000 euro, chi supera 100 mila euro può fruire di una spesa detraibile di 4.000 euro;
  • 0,70% in presenza di un solo figlio a carico, in questo caso la spesa detraibile è di 9.800 euro e scende a 5.600 euro in caso di reddito superiore a 100 mila euro.;
  • 0,85% in caso di due figli a carico nel nucleo, spesa massima detraibile è di 11.900 euro e scende a 6.800 euro in caso di reddito superiore a 100 mila euro;
  • 1% in presenza di più di due figli a carico o almeno un figlio a carico con disabilità accertata, in questo caso la spesa massima detraibile è di 14.000 euro e scende a 8.000 in caso di reddito uperiore a 100 mila euro.

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