Detrazioni 730/2026, sono possibili per spese pagate da altri?

Patrizia Del Pidio

29 Maggio 2026 - 08:33

Detrazioni 730/2026 e principio di cassa: scopri se puoi scaricare le fatture intestate a te ma pagate con la carta o dal conto corrente di un’altra persona

Detrazioni 730/2026, sono possibili per spese pagate da altri?
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Si possono portare in detrazione nel 730/2026 le spese pagate da un’altra persona? Si tratta di una domanda pienamente legittima se si pensa che solitamente in famiglia non è sempre la stessa persona a sostenere le spese. Un acquisto della moglie può essere pagato dal marito oppure la mamma può pagare le spese mediche per i figli. In questo caso a chi spetta la detrazione delle spese in questione nel 730/2026, a chi sostiene la spesa o a chi è intestata la fattura/scontrino?

Una risposta a questa domanda l’ha fornita l’Agenzia delle Entrate con la risposta all’Interpello 431 del 2020. La spiegazione fornita al riguardo è che la detrazione spetta, indipendentemente da chi ha effettivamente pagato, all’intestatario della fattura.

L’importante è che il metodo di pagamento con cui è stata saldata sia tracciabile. La normativa, infatti, non specifica chi deve essere a sostenere la spesa, richiede soltanto che sia effettuata con mezzi di pagamento tracciabili. Ci sono però delle eccezioni.

Detrazioni spese pagate da altri

Supponiamo che vi sia una fattura o una ricevuta intestata alla moglie, ma a pagare sia il marito con il proprio bancomat. A chi spetta la detrazione? Alla moglie intestataria della fattura o al marito che con un mezzo di pagamento tracciabile l’ha sostenuta?

La detrazione spetta sempre alla figura a cui è intestato il documento di spesa e non a chi ha materialmente effettuato il pagamento (a meno che la moglie, ovviamente, non sia a carico fiscalmente del marito o il figlio a carico dei genitori).

Le regole per poter fruire delle detrazioni, infatti, richiedono che siano effettuate con mezzi di pagamento tracciabili, ma non è mai specificato che a pagare debba essere l’intestatario della fattura per poter godere del beneficio fiscale.

Il dubbio interpretativo sul pagamento tracciabile

Si tratta di un dubbio più che lecito che nasce proprio nel 2020 quando è stato introdotto l’obbligo dei pagamenti tracciabili per poter fruire della maggior parte delle detrazioni fiscali. L’Agenzia delle Entrate, però, in risposta all’interpello sopra menzionato ha chiarito che, a prescindere da chi effettivamente sborsi l’importo per pagare la spesa, la stessa deve essere portata in detrazione dall’intestatario della fattura o della ricevuta.

Facciamo l’esempio che più spesso potrebbe verificarsi riferito alle spese mediche e sanitarie. Se si deve effettuare una visita specialistica presso una struttura privata e non convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale, e a pagare con mezzi di pagamento tracciabili non è il paziente, la detrazione spetta, in ogni caso, a chi ha effettuato la visita e non a chi ha materialmente pagato l’importo.

Per quanto riguarda i farmaci acquistati in farmacia, invece, indipendentemente da chi paga, la detrazione spetta a chi compare nel documento di spesa: in questo caso il codice fiscale presente sullo scontrino parlante ha diritto alla detrazione. Facciamo un esempio per capire. La moglie va in farmacia con una prescrizione di farmaci a suo nome. Al momento di pagare presenta la tessera sanitaria del marito (perché magari lei non è a carico ma non ha neanche capienza fiscale per portare in detrazione la spesa) e sullo scontrino parlante compare il codice fiscale del marito, non quello della moglie: la detrazione spetta al marito perché il documento di spesa (e non la prescrizione) è intestato a lui.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate

In risposta all’Interpello 431 l’Agenzia delle Entrate afferma che

“Si ritiene che l’onere possa considerarsi sostenuto dal contribuente al quale è intestato il documento di spesa non rilevando a tal fine l’esecutore materiale del pagamento, aspetto quest’ultimo che attiene ai rapporti interni fra le parti. Tuttavia, tenuto conto della ratio della disposizione in esame, occorre assicurare la corrispondenza tra la spesa detraibile per il contribuente e il pagamento effettuato da un altro soggetto”.

Riassumendo, quindi, la detrazione spetta all’intestatario della fattura e non a chi sostiene la spesa con pagamenti tracciabili. Questo perché al legislatore importa che la spesa sia tracciabile e che vi sia corrispondenza tra chi acquista e chi paga, solo che permette di dimostrarla ex-post tramite l’auto dichiarazione di rimborso o la cointestazione.

Anche nelle ristrutturazioni edilizie il beneficiario della detrazione può essere anche diverso da chi effettua il bonifico, imprescindibile, invece, è che chi gode della detrazione sia intestatario delle fatture e che sia indicato il suo codice fiscale quale beneficiario delle detrazioni nel bonifico parlante che si effettua a saldo (parziale o totale) delle fatture.

Come dimostrare il pagamento al Fisco: i due modi possibili

Per evitare sanzioni in caso di controllo formale sulla tracciabilità, il contribuente ha due strade ufficiali per dimostrare che l’onere è stato effettivamente sostenuto da chi è intestatario della fattura:

  • la via del rimborso in contanti (Risposta 484/2020): basta una dichiarazione scritta e firmata dal contribuente (un’auto dichiarazione) in cui si attesta di aver rimborsato in contanti la persona che ha materialmente strisciato la carta o il bancomat;
  • la via del conto cointestato (Risposta 431/2020): se la carta usata per il pagamento è collegata a un conto corrente cointestato tra chi ha pagato e chi è intestatario della fattura, la corrispondenza è automatica e non serve altra documentazione.
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