Riforma delle pensioni: cosa cambia con il nuovo Governo

Riforma delle pensioni: con il nuovo Governo addio alla Legge Fornero? Molto dipenderà dalla maggioranza che lo sosterrà.

Riforma delle pensioni: cosa cambia con il nuovo Governo

La riforma delle pensioni sarà una delle priorità del prossimo Governo, se mai questo ci sarà. Infatti, ad oggi il risultato delle elezioni ci dice che l’Italia è un Paese ingovernabile vista la mancanza di una maggioranza parlamentare chiara e definita.

Il compito di formare un nuovo Governo dovrebbe essere affidato al Centrodestra - con Salvini premier - e successivamente, qualora quest’ultimo non riesca a raggiungere accordi per una maggioranza parlamentare, al Movimento 5 Stelle.

Ad oggi è molto improbabile che ci sia un Governo di Centrodestra visto che per Salvini sarà difficile convincere Partito Democratico e LEU a sostenere il proprio governo. Ecco perché l’ipotesi più accreditata vede il Movimento 5 Stelle alla guida del Governo, supportata o dal Partito Democratico (anche se Renzi si è opposto fermamente a questa possibilità) o dalla Lega (insieme a Fratelli d’Italia).

In entrambi i casi il nuovo Governo dovrebbe procedere con la cancellazione della Legge Fornero, dal momento che questa è prevista sia nel programma dei 5 Stelle che in quello della Lega. O meglio, la Legge Fornero potrebbe essere superata dal ritorno di tre strumenti, la Quota 41, la Quota 100 e l’Opzione Donna.

Il nuovo Governo quindi potrebbe dare priorità ad una riforma delle pensioni che renda meno restrittivi i requisiti accedere ai trattamenti pensionistici; sempre se verranno mantenute le promesse fatte in campagna elettorale.

Vediamo quindi come funzionano questi tre strumenti e quali potrebbero essere le novità per i pensionati nei prossimi mesi.

Cancellazione della Legge Fornero?

La cancellazione della Legge Fornero è la priorità assoluta per Matteo Salvini che con la Lega ha ottenuto un risultato storico (17,37% alla Camera) superando di oltre tre punti percentuali Forza Italia.

In realtà - come spiegato nei mesi scorsi - la cancellazione della Legge Fornero è poco sostenibile dal momento che non sembrano esserci le risorse per la reintroduzione delle vecchie quote.

Più fattibile invece l’idea del Movimento 5 Stelle di rivedere solamente la Legge Fornero con l’introduzione di strumenti che rendano più semplice l’accesso alla pensione. Qui entrano in gioco la Quota 41 e la Quota 100, strumenti di cui lo stesso Matteo Salvini ha parlato nel corso della campagna elettorale.

Quota 100 e Quota 41

Un ipotetico governo populista 5 Stelle e Lega non dovrebbe avere problemi nel trovare un accordo per la riforma delle pensioni, visto che questo è uno dei punti in comune tra i due programmi elettorali.

Il primo passo potrebbe essere quello di estendere la Quota 41 a tutti i lavoratori, permettendo loro di andare in pensione una volta maturati 41 anni di contributi.

In questo caso non si tratterebbe di un’introduzione bensì di un’estensione dal momento che la Quota 41 già oggi può essere beneficiata da alcune categorie di lavoratori precoci (coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni), quali:

Un’ipotetica riforma delle pensioni volta al superamento della Legge Fornero, quindi, potrebbe estendere la Quota 41 a tutte le categorie di lavoratori, nessuna esclusa.

Parimenti ci potrebbe essere l’introduzione della Quota 100; si tratta dello strumento con cui si può andare in pensione una volta che la somma tra età anagrafica e anni di contributi versati dà come risultato 100. Ad esempio, chi ha 60 anni può andare in pensione se ha maturato 40 anni di contributi.

Opzione donna

Come noto la Legge di Bilancio 2018 non ha portato la tanto attesa proroga dell’Opzione Donna. Questo è uno strumento che permette alle donne di andare in pensione una volta maturati 35 anni di contributi e al compimento dei 57 anni (per le lavoratrici dipendenti) o dei 58 anni (per le lavoratrici autonome).

Il nuovo Governo potrebbe rendere strutturale l’Opzione Donna, così da permettere a tutte le lavoratrici di andare in pensione anticipatamente.

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