San Marino è più ricco dell’Italia: Pil pro capite a 59.410 dollari contro 39.580. Stipendi medi più alti e pensione a 66 anni: ecco cosa cambia davvero oltre il confine.
E se ti dicessimo che esiste uno Stato a “chilometro zero” dall’Italia, che confina interamente con il nostro Paese, dove il reddito medio è più alto, la pressione fiscale può essere più leggera in alcuni casi e l’età per la pensione è persino inferiore rispetto alla nostra? La risposta è molto più vicina di quanto immagini: San Marino.
Guardando al Pil pro capite - cioè alla ricchezza media prodotta per ogni abitante - la Repubblica di San Marino supera l’Italia. A dirlo sono i dati del Fondo Monetario Internazionale aggiornati al 2024, utili a elaborare una vera e propria classifica dei paesi più ricchi d’Europa, dove il Pil pro capite italiano si ferma a 39.580 dollari, mentre quello sammarinese è significativamente più alto.
Un divario che, almeno sulla carta, racconta un Paese mediamente più ricco, per quanto vada fatta una premessa fondamentale: San Marino è uno Stato minuscolo, con poco più di 33.000 abitanti. E le dimensioni contano, visto che in economie così piccole è più semplice concentrare ricchezza e alzare la media statistica. Basti pensare che se si isolano alcune aree ad altissima produttività italiane - come Milano e la sua area metropolitana - il Pil pro capite risulta ben superiore alla media nazionale, con un valore superiore ai 71.000 euro, a dimostrazione di come il confronto del dato medio vada sempre letto con cautela.
Ma non è solo una questione di numeri, perché essere un piccolo Stato autonomo, con un sistema fiscale proprio e una struttura economica fortemente orientata a industria e servizi, offre caratteristiche che possono risultare attrattive. A partire dalla possibilità di andare in pensione prima rispetto all’Italia, fino a stipendi medi che in diversi settori risultano leggermente più elevati.
Certo, le opportunità non sono infinite: il mercato del lavoro è necessariamente più ristretto e altamente competitivo, e trovare un impiego non è così semplice come potrebbe sembrare.
Quindi, non parliamo dei differenziali salariali della Svizzera, né dei livelli di welfare della Norvegia, ma proprio perché è così vicino - geograficamente e culturalmente - vale la pena analizzare cosa rende davvero San Marino più “ricco” dell’Italia e se convenga davvero lavorare (o trasferirsi) oltre il confine.
San Marino è più ricco dell’Italia e guadagni (in media) di più
Sono i dati a confermare che San Marino è più ricco dell’Italia: secondo le rilevazioni del Fondo Monetario Internazionale aggiornate al 2024,infatti, il Pil pro capite italiano si attesta a 39.580 dollari, mentre quello della Repubblica di San Marino raggiunge 59.410 dollari. Parliamo quindi di circa 20.000 dollari in più per abitante.
Un divario importante, che spiega perché il Titano si collochi nella parte alta della classifica europea, mentre l’Italia resta al 18° posto, sotto la media UE.
Serve però capire cosa c’è dietro quel numero. Come anticipato, infatti, l’Italia paga nel valore medio il peso delle sue profonde differenze territoriali, visto che le regioni del Sud, con livelli di produttività e reddito più bassi, abbassano il dato complessivo nazionale. Se si isolano alcune province del Nord - tra Lombardia ed Emilia-Romagna - il Pil pro capite sale in modo significativo, avvicinandosi ai livelli sammarinesi.
San Marino, invece, non ha squilibri interni di questa portata, trattandosi di un territorio compatto di poco più di 60 chilometri quadrati, con un’economia fortemente orientata all’industria (oltre un terzo del Pil), seguita da credito, assicurazioni e servizi. Una struttura produttiva che consente di mantenere livelli medi di ricchezza più elevati e più omogenei.
Questo si riflette anche sugli stipendi: in media, un impiegato può aggirarsi intorno ai 30.000 euro annui, un professionista superare i 40.000 euro e un medico specialista arrivare a circa 60.000 euro. Valori che non sono lontanissimi da alcune realtà del Nord Italia, ma che risultano superiori alla media nazionale, pari a 30.838 euro. A incidere è anche il sistema fiscale: progressivo, ma con aliquote che partono dal 9% e arrivano al 35%, in un contesto che per alcune fasce di reddito può risultare più favorevole rispetto all’Irpef italiana.
Naturalmente non si tratta di un Paese dove “tutti guadagnano di più” automaticamente, perché come già sottolineato va considerato che mercato del lavoro è particolarmente competitivo, visto che i posti sono limitati. Ma per chi riesce a inserirsi nel tessuto economico sammarinese, il differenziale medio rispetto all’Italia può essere rilevante, soprattutto se il confronto non è con Milano o Bologna, bensì con la media nazionale.
A San Marino si va in pensione prima
Un altro elemento che rende San Marino particolarmente interessante è l’età pensionabile, che - almeno sulla carta - è più bassa rispetto all’Italia.
Nel sistema italiano, la pensione di vecchiaia si raggiunge oggi a 67 anni con almeno 20 anni di contributi, soglia destinata ad aumentare con gli adeguamenti alla speranza di vita. Per la pensione anticipata ordinaria servono invece 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne), indipendentemente dall’età.
A San Marino, invece, la pensione di vecchiaia si consegue a 66 anni con almeno 20 anni di contributi, quindi un anno prima rispetto all’Italia. Ma la differenza più evidente riguarda la pensione di anzianità: il diritto matura con 60 anni di età e almeno 40 anni di contributi, una formula che ricorda molto da vicino la vecchia Quota 100 italiana.
C’è poi un ulteriore aspetto da considerare: tra Italia e San Marino esiste una convenzione bilaterale di sicurezza sociale che consente la totalizzazione gratuita dei contributi. In pratica, i periodi versati nei due Paesi si sommano per maturare il diritto alla pensione, e ciascuno Stato paga la propria quota. Un meccanismo che evita la perdita dei contributi e rende più semplice la mobilità oltre confine. In un contesto europeo in cui l’età pensionabile tende ad aumentare quasi ovunque, il fatto di poter andare in pensione prima, a pochi chilometri dal confine italiano, è un elemento che merita attenzione. Non è l’unico fattore da valutare ovviamente, ma di certo è uno dei più rilevanti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA